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Milanesitudine, o della demenza di madame S

L’altro giorno a ‘Striscia la Notizia’ hanno mostrato un video della signora Santanchè, che faceva il verso alla Sotis (quella vera!) parlando della milanese tipo come prototipo della femme fatale.
Ora, sebbene mi vanti di essere una provinciale comasco – varesotta con discendenze materne del Polesine (un crogiuolo di popoli nordici, direbbe Maroni), a Milano passo, da dodici anni a questa parte, almeno 9 o 10 ore al giorno.
Madame raccontava che la milanese tipo ha gli sciatusc, sennò mica è milanese vera; e altresì, alle 8 di mattina, circola in tacco 10, calza velata e minigonna (potrei anche chiedere se questi esemplari li incontra in viale Zara, ma lasciamo perdere...)
E ‘sciatusc’ come parola non solo non l’ho mai sentita io, ma nemmeno la povera Scrausy, autoctona dei Navigli, che l’ha cercata su ‘alfemminile’ per aver pace…
Lasciamo poi perdere ‘idea della milanese ‘taccata’ di prima mattina: qualsiasi milanese doc al massimo si porta le scarpe tacco 10 al lavoro (perché, considerate le costellazioni di cacche di cane sui marciapiedi, rischia di ritrovarsi spiedini marroni al posto degli stilettos… ooops!)
Ma il peggio arriva quando la mentecatta asserisce  che la milanese tipo molla a casa i vestiti invernali e il cappotto ad aprile, anche con 10 gradi, perché” ormai è primavera! Colori primaverili, sììì!”.
Insomma, secondo questa pazza siamo delle rimbambite con l’ambizione di far la fine di Violetta Valèry…
Ma poi, il buon gusto ce lo viene ad insegnare questa madama qui???

Ma mi faccia il piacere!!

Commenti

  1. Lei si che ha stile!!! :/
    MagicamenteMe

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  2. Sciatu...che??? Cavolo sono fuori moda...lo sapevo...ora mi devo aggiornare!

    RispondiElimina

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