venerdì 3 febbraio 2012

Perdere l'amore (OVVERO: storia di un'impiegata di campagna accerchiata da squali)

Negli ultimi giorni sono stata attaccata da un raffreddore ferocissimo e dalla febbre: conseguenza dello stress per aver fatto – nella settimana precedente – un sacco di straordinari per testare un progetto che avevo seguito.
 Così me ne sono stata a casa in esilio. E intendiamoci: nulla mi piace più dell’esilio a casa mia. Ho i miei libri, un sacco di tempo in più per stare con mio marito e il mio cucciolo, e (a parte l’inevitabile rimbambimento da febbre a 38°) diciamo che mi faccio passare le giornate con facilità estrema. Però…
Però, ieri, mentre giacevo in un capezzale di dolore e letteratura, il mio cellulare ha squillato. Era un collega della sede estera, che si trovava in Italia e voleva discutere del progetto sviluppato, per poterlo esportare al di là delle Alpi. Che dire? Un’occasione più unica che rara, per cui ho avvisato Roswell, il mio caro capo, chiedendogli se potesse presentare il progetto al posto mio.
“Ma hai ancora la febbre?”…sms di risposta: “Ho il naso che cola come la diga di Assuan, ma la febbre no…”
“Perché domani starò a casa anch’io…sai, ci sono le scuole chiuse…sennò dovremo rinunciare a presentare il progetto.”
Un anno e mezzo a seguire il progetto, un consulente che rischia di perdere il posto di lavoro se non lo riposizioniamo, e ora mi faccio atterrare da un naso colante?
Digito sui tasti con il termometro sottobraccio e il paracetamolo sulla lingua: “Ok, no problem. Vengo al lavoro”.
Semi comatosa salgo in macchina e sul treno, con l’allure da Sposa Cadavere, e arrivo in ufficio.
Ed ecco entrare anche Roswell.
Allibita.
Così allibita che rimango senza parole, e non ritrovo la favella prima che venga risucchiata nella famigerata riunione. Due ore a discutere tra raspini e mancamenti, ma almeno…vendo il progetto.
Quando torno per chiedere finalmente conto a Roswell, se n’è già andato.
Fermate il mondo, voglio scendere.
Ma non doveva starsene a casa coi figli? Perché non s’è sbattuto lui a presentare il progetto, visto che sono mezza in coma?
Tocca a Scrausy, la mia collega, prendermi da parte e spiegarmi la faccenda. “Sai, la moglie di Roswell è in vacanza…E Guernica, la sua amante (così battezzata perché la chirurgia plastica le ha trasformato la faccia in un quadro cubista) è ‘casualmente’ a casa anche lei oggi…capisci ora perché ti ha fatto venire al lavoro con la febbre? Per essere certo che qualcuno facesse il mestieraccio al posto suo.”
E sapete qual è la cosa bella? È che le scuole MANCO SONO CHIUSEEEE!
Almeno se ti inventi una balla per farti i porci comodi, inventala bene.
A me non importa che faccia le corna alla santa donna di sua moglie. E tantomeno che gliele faccia con una mentecatta cui si adatta il detto ‘di dietro liceo, davanti museo’ per come va in giro combinata.
Quel che davvero mi scog**ona è che non è la prima volta che ci vado di mezzo io per i suoi intrallazzi.
Vogliamo parlare di tutte le trasferte che mi sono fatta da sola per l’Italia? Già…perché Guernica è gelosa e gli fa scenate se lui va in trasferta, solo o accompagnato. E chi altro ci va da solo, se non io?
E la cosa bella è che – da quando siamo Associazione A Delinquere- per ragioni politiche hanno messo sopra Roswell una dirigente che, dopo poca frequentazione, è già stata ribattezzata Giovanna La Pazza: una mitomane convinta che solo ciò che viene da lei è buono e giusto, che fa passare tutte le idee dei collaboratori per sue, e che promuove solo ed esclusivamente quelli che sono nel suo team da parecchio. E chi se ne importa se costoro son tipi che dopo aver scritto un’email  non fanno più nulla per il resto della giornata: tanto basta, sono creature sue.
Quindi se Roswell si riprende dalla sindrome del Coniglio Mannaro (quella per cui, pur essendo lo Zerbino Senza Balle di Guernica, è capacissimo di trasformarsi in uno stron§o  succhiasangue con gli altri) e propone in un impeto di coscienza, di darmi almeno una gratifica, Giovanna La Pazza deve approvarla. E lì mi devo mettere in coda dopo altre sette persone…
Questa situazione mi fa davvero perdere l’amore per il mio lavoro…
Ma poi, chi è che ha detto la fantaca**ata che il posto fisso è noioso? Beh, io il posto fisso ce l’ho, eppure è come vivere in una puntata del “Mondo di Patty”: un sacco di casini. E di ragazzini. (fuori misura).

2 commenti:

  1. che schifo lavorare per gente del genere

    RispondiElimina
  2. E io che mi lamento dello Zoo. Che schifo!
    E stendiamo un velo pietoso su questa pietosa storia del posto fisso noioso.
    Sarei curiosa di sapere che lavoro fanno i suoi due rampolli
    MagicamenteMe

    RispondiElimina