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Urna cineraria

Basta ragazzi. Io, da ora in poi, mi taccio.
Ogni volta che sembra che all’Associazione A Delinquere si sia toccato il fondo…qualcuno si mette a scavare.
Come quando si scopre che il giorno dopo dovrai sostenere un trasloco perché i facchini ti lasciano dei cartoni in ufficio. Come quando si tenta di far capire al proprio Direttore che sarà dura riuscire a fare il tuo lavoro di assistenza telefonica ai clienti in un open space di 75 persone, senza manco avere un sistema per attutire un minimo i rumori.
Come quando scopri che Zhitler (la zitella braccio destro del direttore di cui sopra...detta Zhitler perché oltre che zitella è pure un po' Hitler) ha potuto scegliere lei per prima gli uffici per sé e i suoi sottoposti… e ora ti tocca adattarti.
In sei, in meno di tre metri quadrati a disposizione, in un open space con settantacinque urlatori folli.
Io, che di culo ne ho proprio tanto, ho vinto la posizione della supposta: do le spalle alla porta d’ingresso dell’open space. Praticamente chiunque arrivi può mettermela nel didietro.
(Ah, ve l’ho già detto che siamo sullo stesso piano di Francisco Franco il Super Direttore Megagalattico Capoccione?)
Sfinito dopo aver depositato i suoi scatoloni sulla scrivania (ben pochi a dire il vero…ma si sa, si fa fatica a far dei bagagli quando ti dicono al mattino che traslocherai non si sa quando, e al pomeriggio senza preavviso cominciano a smontarti il pc mentre sei ancora al telefono coi clienti…), Roswell, con un sospirone sconsolato, mi guarda e commenta: “Beh, però c’è luce…poteva andarci peggio”.
Eh. Certo.
Potevano metterci a lavorare in un’urna cineraria.


Commenti

  1. E' sempre così, sempre così
    Quando mi hanno trasferita sono dovuta stare zitta e fare le valigie, una mia collega ha anche potuto scegliere in che ufficio andare. E adesso si parla di nuovi traslochi e spostamenti :(
    MagicamenteMe

    RispondiElimina

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