martedì 3 aprile 2012

PENSIONATI AL LAVORO

Come già vi ho raccontato, sono finita in un girone infernale: quello dell’urna cineraria. Compressi in uno spazio di 2 metri per cinque, siamo in sei cristiani racchiusi tra pareti lignee degli armadi, che( fintamente) delimitano lo spazio a noi riservato. ( fintamente) poiché in realtà siamo in un open space: e la fortunella che dà le spalle alla porta c’est moi. Praticamente lo schermo del mio pc si vede dallo sbarco ascensori. E ringrazio il cielo di non essere una “social network addicted”, perché – oltre al pericolo di trovare dietro di me il presidentissimo Francisco Franco di pirsona pirsonalmente – qui ho avuto modo di scoprire un nuovo elemento faunistico: quello dei Pensionati Lavoranti.
Intendo tutta quella serie di persone che si piazzano dietro le vostre spalle in atteggiamento irrisoluto e ozioso, e controllano ciò che fate: leggono le vostre mail, contemplano le foto del gatto sul desktop, commentano con voi le notizie sul sito di Repubblica.it. E non scherzo affatto! Uno poi, con la scusa di parlare al proprio cellulare, se la passeggia beatamente dietro di me, ed ogni volta che mi giro lo becco che sbircia il mio pc. E se per caso ve lo state chiedendo, no, non porto pantaloni a vita bassa e tanga. Non al lavoro almeno.
Ecco: secondo me quella categoria di persone lì fa già allenamento. Per quando, all’agognato raggiungimento della pensione, potrà andare in piazza, osservare gli operai dei lavori pubblici e commentare ad alta voce “eh, il muretto non si tira mica su così, eeeh!”.
E vorrei dir loro che – tra la riforma della Fornero e le mie maledizioni – fanno bene a godere di questi momenti, perché continuando così alla pensione non ci arriveranno mai!

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