mercoledì 30 maggio 2012

Black list.

L’ELENCO
Guerra in Abissinia del 1935 (1,90 lire)
La crisi di Suez del 1956 (14 lire)
Il disastro del Vajont del 1963 (10 lire)
Alluvione di Firenze del 1966 (10 lire)
Terremoto del Belice del 1968 (10 lire)
Terremoto del Friuli del 1976 (99 lire)
Terremoto in Irpinia del 1980 (75 lire)
Missione in Libano del 1983 (205 lire)
Missione in Bosnia del 1996 (22 lire)
Rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004 (0,020 euro, ossia 39 lire)
Decreto Legge 34/11 per il finanziamento della manutenzione e la conservazione dei beni culturali, di enti ed istituzioni culturali (0,0073 Euro)
0,040 Euro per far fronte all'emergenza immigrati dovuta alla crisi libica del 2011, ai sensi della Legge 225/92
0,0089 per far fronte all'alluvione in Liguria ed in Toscana del novembre 2011
0,112 Euro sul diesel e 0,082 Euro per la benzina in seguito al Decreto Legge 6 dicembre 2011 n. 201 «Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici» del governo Monti.


Signore e signori, ecco a voi le accise.
Cui, da oggi, si sommano due centesimi in più per il terremoto dell'Emilia.
MA togliere almeno i due centesimi per la guerra in Abissinia?
MA eliminare i 7 centesimi della crisi di Suez?
MA devolvere a questo nuovo bisogno almeno i 5 centesimi del Vajont?

No, giammai. La soluzione è implorare i petrolieri di abbassare i margini di guadagno sul greggio.
E tutti zitti, altrimenti sale l'IVA.
Ah, e per la cronaca: sulle tasse di cui sopra, ben sommate, c'è da aggiungere un "+ 21%".
L'IVA.
Cioè, la tassa sulla tassa.
Per dire.
Vorrei togliermi una volta per tutte il costo della benzina.
Il mio sogno proibito è far trainare la mia Matiz da parlamentari italiani.

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