mercoledì 27 giugno 2012

194 volte in cui mi sono domandata "mah"


Avevo un'amica, Psycho.
Aveva 18 anni quand'è rimasta incinta di un bastardo semi-occasionale; e i suoi genitori si sono rifiutati di supportarla nel dare una casa e 'una vita' al pupo.
'Sta povera ragazzetta s'è trovata, più o meno consapevolmente, ad abortire...e non ne ha più parlato, mai, dopo il giorno dell'aborto.
Io e Iron Ass, sue amiche di sempre, osservavamo dubbiose il bambolotto Cicciobello comparso in camera sua, qualche mese dopo l'aborto.L'osservavamo cambiarlo con abitini firmati, e osservavamo lei negare che ci fosse qualche nesso con l'aborto...e che ci fosse un nesso nella sua insistenza a portare avanti la storia con Bastardo Occasionale, che dichiarava pubblicamente di non amarla, la cornificava e la piantava ogni tot mesi (peraltro con fiuto sopraffino per le migliori circostanze, come il giorno del suo compleanno). Che ci fosse un nesso con i suoi attacchi di panico.
Ci ha messo dieci anni  a dire basta. Dieci Anni per dire addio agli attacchi di panico, a quel lavoro precario al supermercato (per cui i suoi genitori l'avevano spinta ad abortire, altrimenti non l'avrebbero rinnovata...), al Bastardo Occasionale. Solo dopo dieci anni ha trovato la forza di raccontarmi che piangeva quel giorno, nell'ascensore che la portava all'ultimo piano del consultorio, implorando il Bastardo Occasionale "no no non farmelo fare".
E sono tuttora convinta che non sia stato un errore. I suoi genitori non hanno allevato LEI con equilibrio, non avrebbero fatto diversamente con un nipote. E lei ancora oggi non sa prendersi cura di se stessa, le mancano le radici, la forza di mettere i piedi per terra.
Ma quando sento che i numerosi obiettori di coscienza che lavorano nelle nostre ASL vorrebbero abolire la possibilità per le donne di mettere fine a gravidanze indesiderate, mi chiedo: questi "buoni cristiani", si rendono poi conto di quante donne già pagano a vita la scelta di por fine alla vita dei loro "quasi figli"? comprendono quante volte si sono resi colpevoli di abbandonare a se stesse quelle donne che non hanno aiutato prima a pensare che volendo quel figlio lo possono partorire e dare in adozione...o anche no, ma che comunque avranno qualcuno a dar loro una mano in un momento di dolore?
Non spetta a noi giudicare, non spetta a chi svolge compiti medici, tantomeno. Se è così doloroso per le loro coscienze lasciare agli altri la libertà di scegliere per se stessi, dovrebbero forse interrogarsi se sia per loro il caso- prima di  tutto -di svolgere quella professione.

1 commento:

  1. questa degli obiettori dei dottori e dei farmacisti (si perché secondo alcuni anche i farmacisti dovrebbero avere il permesso di non vendere certi farmaci) è una vera schifezza. Se tu lavori in un ospedale pubblico non dovresti poterti permettere una cosa del genere visto che lo stato è o dovrebbe essere LAICO. La legge mi concede una certa cosa, pago il ticket e tu non puoi permetterti di giudicarmi.:(

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