To the right of the (Main)father


E galà fu.
Ho sfoderato tutte le mie armi, sandali argentati e little black dress (anche se dubito che Holly Golightly abbia mai avuto i miei problemi a star dentro nell’abito…o che mai abbia indossato una guaina contenitiva!)
Il mio look mi vale anche i complimenti della mia coordinatrice, la Merdevole Matrigna.
Mi sento ineccepibile col mio chignon e con la coppa di champagne in mano…sorrido serena vedendo il tabellone, che mi conferma che sarà a tavola con proletari di pari estrazione…aziendale.
Finché ci arrivo, al suddetto tavolo. E scopro che Francisco Franco, il Superdirettore megagalattico, ha deciso di mischiarsi a noi proletari…per un’improvvisata indagine di mercato, visto che con me siedono alcuni commessi venditori. E colmo della sfiga, è seduto al mio fianco.
Francisco Franco parte con un giro di tavolo per scoprire in quali punti vendita lavorino i commensali. Ed arriva il mio turno….
“E lei dove lavora?”
Proletarina “Aaaah….ahm…ecco…lavoro per lei.”
FF: (pietrificato nel sorriso di circostanza precedente) “davvero…”
P: “Sì. Ma da tutt’altra parte”. (stringo le labbra per non far uscire ‘in una stanza grande come un’urna cineraria’, non sarebbe consono).
Mi liquida con un “ah”. E riparte con un “E allora come lanciamo questo nuovo prodotto così d’avanguardia?”
Ho come l’impressione di aver appena incrinato di fronte ai commensali il suo discorso da “Associazione a Delinquere, una grande famiglia felice”.
Ma senza trucco, non mi riconoscerà mai…(no?...ditemi di sì vi preeego)

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