martedì 9 ottobre 2012

DONNE COL TACCO 12 (INFILATO NELLA …PALTA)


La mia amica Maria Rosa Bertolini  se l’è data come missione di vita: regalarmi, compleanno dopo compleanno, il libro ‘sotto l’ombrellone’, chick lit d’alto livello.
Ma quest’anno ha purtroppo toppato clamorosamente: e mi sento in dovere di fare una recensione del caso, altamente ricca di SPOILER, prima che ci spendiate soldi, tempo e peccati mortali (a causa delle bestemmie tirate dietro a chi ha scritto quest’immondizia).
“Donne col tacco 12”, di Rebecca Chance, racconta la storia delle sorelle Maxie, Devon e Deeley, che da bambine uccidono il fidanzato della madre (che si trova in carcere) perché aveva molestato Maxie, la maggiore della famiglia.
Dopo aver sepolto il cadavere in giardino, giurano di mantenere il segreto e si allontanano verso scintillanti sentieri differenti: Maxie sposa un baronetto col vizietto del sadomaso, e dirige una pelletteria di lusso; Devon sposa un bellissimo campione di rugby e dirige un programma di cucina; Deeley vive a Los Angeles, dove finge di essere la fidanzata di un attore gay. Quando quest’ultima, scaricata dalla star, ritorna a Londra, la ruota del cambiamento si mette a girare: Maxie per mantenere il potere si trova a fare la regina dominatrice anche del capo del marito, mentre Devon fugge in Italia dove trova uno scompensato principe toscano sodomita; dal canto suo Deeley, ossessionata dal marito di Devon, si infila in letti casuali e svariati.
Quando si scopre che Maxie ha orchestrato la morte del patrigno per intascare i soldi dell’ultima rapina della madre e andare a Oxford (e non per le inesistenti molestie subite), le due sorelle Devon e Deeley decidono di far chiarezza nella vita: Devon molla il marito, e presenta un programma di cucina col fidanzato italiano (ma ti pareva che potevamo evitarci il cliché ‘italiano pizza baffo nero mandolino”?); Deeley consola lo scaricatissimo marito, con una bella sveltina in camporella che chiude il libro.
Fine.
Vi ho sconvolto con la crudezza?
Eh, ero sconvolta anch’io.
Perché l’autrice, tutto sommato, non ci mette grande poesia in più. Finge di avere un intreccio per mettere in scena un po’ di sesso e di personaggi squallidi.
Ma un chicklit non dovrebbe far sognare? Siamo obbligate a dover sempre vedere sesso ovunque?
Vorrei comunicare un messaggio di pace all’autrice di questo capolavoro:
Rebecca, tesoro. Non sei obbligata a far la scrittrice, segui la tua vocazione e fai la commessa di Agent Provocateur: tua madre ti amerà comunque.
Io un po’ meno, se continui a scrivere.

1 commento:

  1. sulla falsa riga di Tutti Sadomaso Appassionatamente, messa in atto da quella affamatona della James! ebbasta!! :)

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