sabato 22 dicembre 2012

TRENORD: SI STAVA MEGLIO QUANDO SI STAVA PEGGIO

Sembrava un lunedì qualunque, d’una settimana qualunque. E invece no. Invece era il lunedì del’Armageddon di Trenord. Nella piccola stazione near Inculonia, il tabellone luminoso segna una cancellazione. Poi un’altra, e un’altra ancora. Su sette treni previsti, sei vengono cancellati: sul superstite, si viaggia pigiati a mo’ di carrobestiame, in clamoroso ritardo. Ma che è successo? Lo scopriamo solo sui social network: Trenord ha acquistato un programma informatico per la gestione dei turni dei capotreni, che ha messo in opera (senza test) lo stesso giorno in cui è entrato in vigore il nuovo orario treni: 60 nuove corse e una nuova linea ferroviaria. Poi, guarda che strano, qualcosa è andato storto. Tipo, che si perdevano il personale. Già m’immagino la scena nell’ufficio Personale di Trenord “Ehi, ma Peppino oggi non doveva iniziare il turno a Novara alle 15?” “No, il nuovo software l’ha spedito a Pavia alle 14.30?” “Ah…e dici che non ce la fa a fare anche Novara alle 15?”…”Boh…cancelliamo?” Ecco. Il genio vero si distingue in queste cose. Ma la persona intelligente si riconosce nella capacità di rimediare agli errori. Secondo voi: quanto tempo ci hanno messo a risolvere il problema? DUE. Ore? No. Giorni? Ma va’. DUE Settimane. Stiamo entrando nella seconda, e molti treni ancora subiscono ritardi: anche se nulla paragonato alla scorsa settimana, quando uscivo di casa alle 6.50 e lavorando le solite otto ore, tornavo a casa alle nove di sera. Un treno su tre, ad essere fortunati, veniva soppresso. Pendolari ammassati, stretti come un tanga tra le chiappe di Giuliano Ferrara. Ci guardiamo, come siamo ridotti. Sconsolati, si commenta: “Certo che, a questo punto, era meglio quando c’era il vecchio orario. Almeno il ritardo era di un quarto d’ora, toh…” dice una mamma, che tiene il suo bimbo di sei anni in braccio per non fargli subire la calca. “Eh già. Si stava meglio quando si stava peggio. E domani nevicherà…cosa faremo? È certo che i treni non si muoveranno più!” dice un impiegato col quotidiano sottobraccio. “Mah,…io porto un plaid, perché oltretutto il riscaldamento è rotto…” dice una signora in età, rabbrividendo. “Portati anche uno snack, un thermos…”, le ricorda una coetanea. Ascolto tutto ciò e pensa all’ottimo AD di Trenord, Biesuz, grande amico di Formigoni, arrestato poche ore prima (no, non per il sequestro di persona di massa che sotto la sua responsabilità si è compiuto in Trenord… era già inquisito per bancarotta fraudolenta con precedente società). Ecco, io a quella gente lì, non solo il carcere farei fare: farei soprattutto sperimentare sulla pelle la bellezza di un treno di pendolari, in queste circostanze. I treni gelati, le lampadine scariche, i bimbi che piangono, la ressa e i 50 minuti per fare due fermate Ma forse sarebbe una condanna troppo dura…no???

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