martedì 28 febbraio 2012

MEMENTO MORI

In treno, origliavo la ragazza seduta due sedili più in là, mentre parlava al cellulare.
“Sì sono in ritardo…ho perso la fermata XY, e ora sono finita a XX…ero troppo stanca per accorgermene…”
Ma quante volte capita di sentire qualcuno dire… “ero troppo stanca per “ + “scendere dal treno alla fermata giusta”, “non tamponare l’auto davanti”, “fare l’amore con mio marito”, “accarezzare il gatto…”
Ma dove corre la gente invece di vivere? Dov’è che accumula tutta la stanchezza?
Questa frase ascoltata per errore ha fatto le veci del rito delle Ceneri (quel rito di inizio Quaresima, quando il parroco dice “ricordati che devi morire” o più modernamente “convertiti e credi al Vangelo” tirandovi in testa un chilo di cenere…). Mi sono ricordata che la vita va vissuta, e non corsa.
Per esempio, oggi l’unico momento di corsa che ho fatto è stato alle cinque, quando ho approfittato della visita di Roswell alla toilette per correre fino all’ascensore.
Baaaaseeeee!

sabato 25 febbraio 2012

La schiava Isaura

Vengo spesso tacciata di essere stakanovista. In uno dei miei primi lavori in team, i colleghi mi avevano soprannominata Florence, come la cameriera dei Jefferson, perché avevo sempre in mano qualche strumento di lavoro.
Da quel lavoro come educatrice in un centro per ragazzi difficili, molta acqua è passata sotto i ponti; anche come archivista sollevavo gli stessi pesanti scatoloni dei colleghi uomini nerboruti…
L’Augusta Genitrice dice sempre che per fermarmi bisognerebbe spararmi nei piedi.
Ma ho capito di essere una barzelletta vivente quando, l’altro giorno, le amiche di Inculonia (mogli degli amici di Mr T) mi hanno presa in giro perché a Capodanno ho servito io a tavola al posto della padrona di casa (beatamente spaparanzata a pettinare il suo maltese), e prima ancora avevo preso io i cappotti degli ospiti in arrivo (mentre la padrona di casa faceva i complimenti al suddetto maltese per aver salito da solo le scale…d’altro canto il compagno stava cucinando…)
Tra proposte per andare a casa loro a stirare con l’appretto e disinfettare i water, praticamente mi sono valsa il nuovo soprannome di “la schiava Isaura”.

Il punto è che, siccome non mi accorgo del mio eccesso di zelo, mi chiedo: qual è il limite oltre il quale gli altri si approfittano di me?...tipo la padrona di casa toelettatrice di cani?

giovedì 23 febbraio 2012

No, non sono magra.

Ecco, non mi definirei neppure in sovrappeso: diciamo “morbidina”.
Sono passata  dall’essere una bambina decisamente tonda al diventare un’adolescente tormentata e anoressica, per passare (dopo due ricoveri ospedalieri e un sacco di colloqui con dottori vari) a riprendere peso e diventare una procace uiversitaria.
E da lì, fatto salvo il periodo di pronunciato dimagrimento durante i preparativi del matrimonio, non sono più cambiata.
Ma ciò che davvero non cambia mai sono le battute stupide della gente.
Non cambiano le prese in giro dei compagni di classe, che mi hanno trascinato all’anoressia; né i commenti delle ‘amiche’ mentre riguadagnavo faticosamente il peso e la serenità perdute; né i sospiri dei colleghi uomini, “ah, se solo pesassi quei cinque chili in meno saresti davvero una modella”…
Quanto vorrei per una volta piazzare due sonori schiaffi in faccia a questa gente al grido di “Ah, se solo avessi un paio di chili di cervello in più!”…Perché sono chi sono, e ciò che sono, perché ho imparato al caro prezzo di rovinarmi la salute che essere magra non risolve né i miei problemi né quelli del mondo. Mentre quanto si guadagnerebbe se la gente smettesse di parlare a vanvera!

venerdì 17 febbraio 2012

Milanesitudine, o della demenza di madame S

L’altro giorno a ‘Striscia la Notizia’ hanno mostrato un video della signora Santanchè, che faceva il verso alla Sotis (quella vera!) parlando della milanese tipo come prototipo della femme fatale.
Ora, sebbene mi vanti di essere una provinciale comasco – varesotta con discendenze materne del Polesine (un crogiuolo di popoli nordici, direbbe Maroni), a Milano passo, da dodici anni a questa parte, almeno 9 o 10 ore al giorno.
Madame raccontava che la milanese tipo ha gli sciatusc, sennò mica è milanese vera; e altresì, alle 8 di mattina, circola in tacco 10, calza velata e minigonna (potrei anche chiedere se questi esemplari li incontra in viale Zara, ma lasciamo perdere...)
E ‘sciatusc’ come parola non solo non l’ho mai sentita io, ma nemmeno la povera Scrausy, autoctona dei Navigli, che l’ha cercata su ‘alfemminile’ per aver pace…
Lasciamo poi perdere ‘idea della milanese ‘taccata’ di prima mattina: qualsiasi milanese doc al massimo si porta le scarpe tacco 10 al lavoro (perché, considerate le costellazioni di cacche di cane sui marciapiedi, rischia di ritrovarsi spiedini marroni al posto degli stilettos… ooops!)
Ma il peggio arriva quando la mentecatta asserisce  che la milanese tipo molla a casa i vestiti invernali e il cappotto ad aprile, anche con 10 gradi, perché” ormai è primavera! Colori primaverili, sììì!”.
Insomma, secondo questa pazza siamo delle rimbambite con l’ambizione di far la fine di Violetta Valèry…
Ma poi, il buon gusto ce lo viene ad insegnare questa madama qui???

Ma mi faccia il piacere!!

giovedì 16 febbraio 2012

il rock della casalinga post vacanza

Casa mia, dopo la fuga a Madrid, è un disastro…già, ma voi lo direste a un marito che sorridente e senza recriminazioni vi saluta per lasciarvi andare in vacanza quattro giorni senza di lui “Che, me la passi l’aspirapolvere?”.
Così ieri mollo il lavoro, corro a casa e
 Lavatrice,
Aspirapolvere,
Disinfezione bagno,
Rammendo…
E come colonna sonora mi è venuta in mente questa qui:

mercoledì 15 febbraio 2012

Italia, ancora!


Potrei raccontarvi di quanto è bella Madrid, nel suo essere un ibrido fra Vienna, Milano e Londra, con i suoi cieli azzurro ‘Stabilo Boss’…
O dei brividi provati in plaza Mayor al pensiero che il teatro di orrori come l’Inquisizione o le corride fosse così splendidamente colorato ed elegante…
O dirvi che i churros con chocolate sono libidinosi e pesantissimi (già mangiarne tre è inumano!)
Ma penso che per cogliere lo spirito della vacanza basti questa foto…

martedì 14 febbraio 2012

Da lontano…da vicino…resti il mio valentino

Sì, stavolta siamo lontani. Fino a stasera, quando atterrerò da Madrid…ma intanto, eccoti i miei auguri.


martedì 7 febbraio 2012

Sfida alla maledizione spagnola

Con la Spagna ho un pessimo rapporto. La prima, pessima esperienza è stata dopo la laurea: invece che l’agognato viaggio in Grecia, che sognavo dalle elementari (traviata dai film della principessa Sissi, I know…ma ognuno ha diritto ai suoi sogni), la Buon’Anima - il mio allora fidanzato- mi trascinò in un viaggio di gruppo con l’allora combriccola di ‘amici’. Vi dico solo che tornammo a gruppi separati, e da quel viaggio tornai con meno numeri sul cellulare e l’insanabile convinzione di stare insieme a un mentecatto.
La seconda volta, se possibile, andò peggio ancora: con Mr T avevamo attrezzato il furgone della sua piccola ditta così da farne una casa viaggiante, con lo scopo di arrivare a Lisbona: finì che ci fermammo a Barcellona, esasperati da una serie di contrattempi e sfighe continue. Il viaggio in Portogallo si trasformò in tour della Provenza…ma di certo non ci riusciamo ancora  a scordare l’agghiacciante notte di Ferragosto 2007, trascorsa in un autogrill fuori Barcellona, circondati da enormi camion e cullati dal dolce rumore del treno ad alta velocità, che passava proprio al di là della strada.
Insomma: ho la maledizione spagnola. E com’è che allora sto per partire per Madrid?
Osama Bin Laden, la mia mansueta sorella di mezzo, sta per compiere quarant’anni. Un gran traguardo che sognava di festeggiare a Dublino…e invece, visto che Il Santo, suo marito, ha appena cambiato lavoro, di ferie non se ne parla. Mossa a pietà, affermavo con mio marito che quasi quasi, viste le mie ferie avanzate dagli anni precedenti, avrei potuto accompagnarla io. Detto fatto: la rana dalla bocca larga (MR T) mi ha venduta a mia sorella. Che cosa non si fa per avere un sabato da passare col mio testimone a giocare alla Wii…
Il primo progetto di Osama si trasforma in weekend ad Amsterdam: “no, a Dublino tutto sommato preferisco andarci poi col Santo…e poi che dici, non invitiamo anche Nanny?”…e invitiamo anche la sorella maggiore: peccato che si oppone ad Amsterdam (“troppo fredda”). E allora? La tal città l’ho vista io, la tal altra Nanny, l’altra ancora Osama…resta solo Madrid.
E Madrid sia.
Ora sto già combattendo: con Roswell, che piange miseria… “nun te ne annà…ce sta troooooppo lavoro…” (e rimboccarsi tu le maniche, per una volta?), con Nanny … “solo bagaglio a mano??? E io come faccio con le mie sette creme da giorno e sera?” (SETTEEEE??? Io credo di non aver usato sette creme in tutta la vita!), e con il poco tempo che resta per fare un esorcismo.
Stay tuned.

sabato 4 febbraio 2012

Fabolous meme

Copio da Moma…il mio primo meme! Ma Disney è Disney…
1. Qual è la tua fiaba preferita? Cenerentola.
2. Quale quella più odiata? No, nessuna direi…
3. Qual è il tuo cartone animato Disney preferito? La Bella Addormentata nel bosco.
4. Quale sogno vorresti che la bacchetta magica della Fata Madrina rendesse vero? Beh, intanto se questa donna ha il potere di rifarmi il guardaroba con un pezzetto di legno…ha tutta la mia stima e amicizia.
5. Il tuo cattivo preferito? Maga Magò
6. E adesso il principe azzurro dalla quale vorresti essere salvata… Filippo. Mi piaceva molto anche Erik, il principe della Sirenetta, ma era così idiota che a momenti mandava la sua amata a far compagnia alle bolle…figurarsi essere capace di salvare qualcuno!
7. Quale dei sette nani ti rappresenta di più? Dotto
8. Se Mago Merlino potesse tramutarti in un animale per un giorno, quale vorresti essere? Una tigre. Roar!
9. Se fossi Raperonzolo, come trascorreresti le tue giornate chiusa nella torre? Sono capace di inventare le peggio pu**anate per passare il tempo. Il punto non è trascorrere le giornate nella torre…ma convincermi ad uscirne!
10. E ora… scrivi la prima frase che ti viene in mente di una delle canzoni Disney! “uova latte farina…com’è scritto nel libro di cucina!”
11. Quale frase ti sussurrerebbe più spesso all’orecchio il Grillo Parlante se lo avessi sulla tua spalla? “Smettila di parlare da sola, così lo vedono tutti che sei pazza!”
12. Se tu possedessi le scarpette rosse di Dorothy dove vorresti che ti trasportassero? Oltre l’arcobaleno. E dove, sennò?
13. Se dico “C’era una volta…” come proseguiresti la frase? Una brava ragazza che trovava di continuo strane cose per strada.

venerdì 3 febbraio 2012

Perdere l'amore (OVVERO: storia di un'impiegata di campagna accerchiata da squali)

Negli ultimi giorni sono stata attaccata da un raffreddore ferocissimo e dalla febbre: conseguenza dello stress per aver fatto – nella settimana precedente – un sacco di straordinari per testare un progetto che avevo seguito.
 Così me ne sono stata a casa in esilio. E intendiamoci: nulla mi piace più dell’esilio a casa mia. Ho i miei libri, un sacco di tempo in più per stare con mio marito e il mio cucciolo, e (a parte l’inevitabile rimbambimento da febbre a 38°) diciamo che mi faccio passare le giornate con facilità estrema. Però…
Però, ieri, mentre giacevo in un capezzale di dolore e letteratura, il mio cellulare ha squillato. Era un collega della sede estera, che si trovava in Italia e voleva discutere del progetto sviluppato, per poterlo esportare al di là delle Alpi. Che dire? Un’occasione più unica che rara, per cui ho avvisato Roswell, il mio caro capo, chiedendogli se potesse presentare il progetto al posto mio.
“Ma hai ancora la febbre?”…sms di risposta: “Ho il naso che cola come la diga di Assuan, ma la febbre no…”
“Perché domani starò a casa anch’io…sai, ci sono le scuole chiuse…sennò dovremo rinunciare a presentare il progetto.”
Un anno e mezzo a seguire il progetto, un consulente che rischia di perdere il posto di lavoro se non lo riposizioniamo, e ora mi faccio atterrare da un naso colante?
Digito sui tasti con il termometro sottobraccio e il paracetamolo sulla lingua: “Ok, no problem. Vengo al lavoro”.
Semi comatosa salgo in macchina e sul treno, con l’allure da Sposa Cadavere, e arrivo in ufficio.
Ed ecco entrare anche Roswell.
Allibita.
Così allibita che rimango senza parole, e non ritrovo la favella prima che venga risucchiata nella famigerata riunione. Due ore a discutere tra raspini e mancamenti, ma almeno…vendo il progetto.
Quando torno per chiedere finalmente conto a Roswell, se n’è già andato.
Fermate il mondo, voglio scendere.
Ma non doveva starsene a casa coi figli? Perché non s’è sbattuto lui a presentare il progetto, visto che sono mezza in coma?
Tocca a Scrausy, la mia collega, prendermi da parte e spiegarmi la faccenda. “Sai, la moglie di Roswell è in vacanza…E Guernica, la sua amante (così battezzata perché la chirurgia plastica le ha trasformato la faccia in un quadro cubista) è ‘casualmente’ a casa anche lei oggi…capisci ora perché ti ha fatto venire al lavoro con la febbre? Per essere certo che qualcuno facesse il mestieraccio al posto suo.”
E sapete qual è la cosa bella? È che le scuole MANCO SONO CHIUSEEEE!
Almeno se ti inventi una balla per farti i porci comodi, inventala bene.
A me non importa che faccia le corna alla santa donna di sua moglie. E tantomeno che gliele faccia con una mentecatta cui si adatta il detto ‘di dietro liceo, davanti museo’ per come va in giro combinata.
Quel che davvero mi scog**ona è che non è la prima volta che ci vado di mezzo io per i suoi intrallazzi.
Vogliamo parlare di tutte le trasferte che mi sono fatta da sola per l’Italia? Già…perché Guernica è gelosa e gli fa scenate se lui va in trasferta, solo o accompagnato. E chi altro ci va da solo, se non io?
E la cosa bella è che – da quando siamo Associazione A Delinquere- per ragioni politiche hanno messo sopra Roswell una dirigente che, dopo poca frequentazione, è già stata ribattezzata Giovanna La Pazza: una mitomane convinta che solo ciò che viene da lei è buono e giusto, che fa passare tutte le idee dei collaboratori per sue, e che promuove solo ed esclusivamente quelli che sono nel suo team da parecchio. E chi se ne importa se costoro son tipi che dopo aver scritto un’email  non fanno più nulla per il resto della giornata: tanto basta, sono creature sue.
Quindi se Roswell si riprende dalla sindrome del Coniglio Mannaro (quella per cui, pur essendo lo Zerbino Senza Balle di Guernica, è capacissimo di trasformarsi in uno stron§o  succhiasangue con gli altri) e propone in un impeto di coscienza, di darmi almeno una gratifica, Giovanna La Pazza deve approvarla. E lì mi devo mettere in coda dopo altre sette persone…
Questa situazione mi fa davvero perdere l’amore per il mio lavoro…
Ma poi, chi è che ha detto la fantaca**ata che il posto fisso è noioso? Beh, io il posto fisso ce l’ho, eppure è come vivere in una puntata del “Mondo di Patty”: un sacco di casini. E di ragazzini. (fuori misura).

Che giorno d'epoca!

Oggi ho realizzato che sto veramente diventando antica:  nei film di pomeriggio di Rete 4, quelli così vecchi che sono pieni di gente morta, hanno programmato “I Ponti di Madison County”. Un film che ho visto uscire al cinema, quando lavoravo al banco Cocacola e popcorn nella sala cinema parrocchiale del mio paesino.
Sono così vecchia che sono coeva dei capelli di Clint Eastwood.