venerdì 30 marzo 2012

MR T IL MUTANDARO

È un fatto inopinabile: ho preso un paio di chili, che ho messo tutti in …beh, diciamola così, il 2012 mi ha portato qualcosa mai avuto prima: il seno prosperoso.
Già, perché anche se paffutella, non ho mai avuto un decolletè da urlo. Dalla disperazione di diciassettenne con la prima scarsa, siamo arrivati a una terza misura, ma mai oltre. Più che un davanzale rigoglioso, due onesti gerani. 
Ma ora…che abundansa! Fuoriescono quasi dai miei reggipetti, che  a dire la verità, hanno tutti l’elastico svenuto. Beh, la crisi si sente nel mio cassetto dell’intimo: se avanzano dieci euro, sinceramente non li spendo per qualcosa che sta sotto gli abiti.
L’altra sera, accennavo a Mr T della mia necessità di fare un giretto in qualche outlet dell’intimo per un rifornimento di reggipetti in salute, quando il consorte mi s’illumina d’immenso. “Ho la soluzione per te! Seguimi!” E mi conduce in quell’angolo della casa ribattezzato “nelle terre selvagge”. La Mordor degli Acari. La Azkaban della polvere. Ossia l’angolo dove  Mr T deporta periodicamente feticci della sua gioventù di scapolo, da casa dei suoi alla nostra magione.
Estrae uno scatolone bianco con la scritta a pennarello”EBAY 2007”: e – tadaaan – ne emergono ritrovati quali…numero UN body di pizzo bianco interconnesso tra le (rade) zone di tessuto da stringhe. Numero TRE reggipetti della 5°/6°/7° misura in lycra fuxia e tulle nero con una cascata di merletti neri. Numero CINQUE perizomi a pois di vario colore e unica foggia (con aperture ‘strategiche’ sul davanti). Numero QUATTRO tanga leopardati di varia tonalità…e tanto tanto altro
(che su un blog onesto - quale il presente ha l’ambizione di mantenersi – non può esser neppure menzionato).
“Mr T, ho paura a chiederti perché tu abbia questa roba…”
“Mah, tempo fa l’avevo acquistata su eBay a 15 euro…sai, viene comoda per gli scherzi da addii al celibato…”
Lo guardo sperando di capire se per caso la crisi non abbia spinto lui a reinventarsi un mestiere (il più vecchio del mondo) che Marrazzo e Lapo Elkann hanno portato in auge anche per il sesso forte. E colgo, in uno sfavillio del suo sguardo, la profonda, temuta verità: quella roba lì, l’aveva comprata per me. Cosa contava di farci col reggipetto settima misura resta un mistero: a meno che gli capiti un contatto col Divino sul genere “Una Settimana da Dio”, non si può mica essere tanto ottimisti circa il mio balcone!
Alla fine ho salvato tre coulotte in pizzo e un reggipetto con cascatella in merletto: una cosa sobrissima che di sicuro non noterà nessuno sotto una maglietta, ma non ho resistito alla sua fiera espressione da “Sono il tuo Superman delle minne”. Mi sa che settimana prossima mi toccherà prendere il treno prima e andar di nascosto dal mutandaro del mercato…

mercoledì 28 marzo 2012

SETTE COSE CHE FORSE NON SAI DI ME



Sono stata nominata::Erika mi ha invitato al gioco “sette cose che non sai di me”. Che crisi! In effetti è dura pensare e raccontare cose curiose su se stessi. Comunque, proviamoci…
1)      Sono CAPELLOMANE. È la parte di me che amo di più, quella che la Natura mi ha elargito con più generosità. Ho i capelli lunghi fino a metà schiena e folti; e li coccolo fino alla maniacalità. Mi capita spesso di piangere dalla parrucchiera, se non ha pietà dei miei boccoli…che umiliante.
2)      Sono CAFFEINOMANE E MELANZANOMANE. Termine, il primo, che si sente spesso e volentieri. Il secondo si esplica con l’amore viscerale verso le melanzane, che mangerei anche tutti i giorni, specie se cotte in modi vergognosamente calorici: fritte, con olio, alla parmigiana…sbav.
3)      Ho la PARTENZA DIESEL. Su tutto. Ci metto una vita a decidermi, a capire, a collocare. E’ che devo riscaldare i motori. Poi…divento affidabile, poco dispendiosa, robusta nelle difficoltà. Praticamente una Panda anni ’80.
4)      Se sono incazzata una sola cosa  mi calma e salva dall’umiliazione di sfuriate pubbliche. E si chiama “Youth Gone Wild”, il primo album degli SKID ROW, che canticchio per calmarmi ovunque (cessi della stazione e dell’ufficio uber alles).
5)      Amo VISCERALMENTE alcuni miei oggetti. La mia catapecchia, la mia macchina Carolina, il mio cellulare (modello garibaldini allo sbarco in Sicilia). Ho alcuni abiti millenari, come i pantaloni indossati al Battesimo del mio cuginetto (ad oggi in terza media). Sono praticamente la soluzione al consumismo.
6)      Ho la fissa delle  cose retrò, dalle scarpe alla salomè alle case col bovindo, dalle lampade tiffany fino ai piatti tradizionali. VECCHIO è bello. Come disse di sé Bella Swann “sono nata che avevo già trentacinque anni e ora sono vicina alla mezz’età”.
7)      Sono un’AMBIENTALISTA PESANTE. Quel tipo di ambientalista che non solo raccoglie l’olio usato e stacca il cartellino dal filo della bustina del thè per riciclarlo… ma che impone ad amici e colleghi le proprie manie anche con atteggiamenti persecutori (tipo inventarsi l’esistenza della Fatina dei Tappi per giustificare a Roswell la sparizione delle sue bottiglie semi finite, prima che prendano la via dell’indifferenziata).
Aaah. È stata dura ma ho finito. Vi ho sorpreso con qualcosa?...

sabato 24 marzo 2012

I sogni son desideri…IL CAPOCCIONE ESPLOSIVO


Forse non ve l’ho detto mai, ma il Super Mega Presidente Galattico Francisco Franco ha un capoccione enorme. Tipo Mashiro Tamigi, quello di “Mai dire Banzai”.
Sarà per questo che ho fatto questo sogno…eravamo in sala break, tutta l’azienda. I consulenti psicologi incaricati di comunicarci i risultati del questionario sul clima aziendale ci comunicavano che i dati erano pessimi, ma “tanto, avevano risposto in pochi…e di sicuro tutti bugiardi”.
Ovviamente sapevamo tutti che stavano barando per non far inca**are Francisco Franco, che però comincia ad avere il capoccione che si gonfia di più…sempre di più,… sempre di più! Fino a toccare le spalle di chi siede vicino a lui.


Mi impressiono così tanto che esco in balcone, e vedo un tizio che passeggia in cielo (!).
Cala fino a me, e mi spiega che per farlo basta fidarsi di Dio.
Sento che prendo il volo, ma… mi spavento e voglio scendere!
(Qui purtroppo oso anche auto- darmi un’interpretazione: voglio volare basso come una gallina…giusto?)

giovedì 22 marzo 2012

I sogni son desideri…L’ISOLA

Condizionata dalla visione di ben due puntate della sesta serie di LOST (sto recuperando ora tutte le serie che- dopo la prima – non sono più riuscita a guardare con continuità), ho sognato che mi trovavo al tempio dell’inquietante isola, e il cinese tanto tranquillo, Nagen, mi comunica che a) torno a casa io e il Micio, b) torna a casa Mr T e il Micio, c) torno io con Mr T.
Fuoco e fiamme.
“Ma come, il Micio non è nato sull’Isola, quindi non è un candidato” (eh?!)
“Ma come, con tutta la gente che ho ucciso per voi…” (lo sapevo che sarei stata una degli Altri!)
“Ma come, Mr T non lo lasciate libero perché è il medico?” (ma che fine ha fatto Jack ?!)
(e soprattutto, perché io sono una degli Altri e lui è il personaggio più buono di tutti???)
Mi ribello a tutto quello che il cinesaccio mi dice, finché, guardando in mezzo alla palta della giungla, trovo la monetina da 5 cent.
“Maledetto Nagen, ho trovato un poldino! È un segno di gran c*lo e ora mandi a casa tutti noi! Capito?!”
E qui, con la moneta che manda bagliori attraverso la palta, mi sveglio.

Trovo roba per terra anche in sogno. Incredibile!

martedì 20 marzo 2012

a me certe santificazioni danno da pensare

Per carità, la morte non si augura a nessuno.
Per carità, i morti sono tutti buoni.
Ma nonostante tutto la santificazione di Marco Biagi sui tg di ieri mi ha lasciato "un po' perplessina".
Guarda caso cominciano la canonizzazione dell'uomo che ha reso più flessibile (flessibile a 90°, direi) il mondo del lavoro adesso, che vogliono fare il ritocchino all'articolo 18.
Berluscauron o non Berluscauron...certe cazzate dei media non cambiano mai.

venerdì 16 marzo 2012

Shopping time

E vista cotanta crisi lavorativa, visto che la motivazione cala sotto i piedi se non fosse per i tre peperoni e du’ melanzane con cui mi pagano…beh, andiamo a goderceli ‘sta ortofrutticola che sono in grado di comprare! I miei ultimi acquisti…
La Kokeshi. Avevo commissionato al capo di mia sorella Osama di comprarmene una in Giappone, ma quando Osama l’ha vista, non me l’ha più data. E come non capirla? Sono così tenerine!! L’ho trovata in un negozietto d’importazione nipponica: bellissima e tondolina, mi guardava nel suo kimono rosa a fiori di ciliegio (che fa pure primaverile).
Per chi non lo sapesse: la kokeshi sono piccole bamboline di legno, portafortuna. E qui, direi che di fortuna c’è ben bisogno!
Poi, non paga, poiché qui di soldi per cambiare il Nokia dello Sbarco in Sicilia nun ce ne stanno, ho ben pensato di renderlo più fescion con l'investimento di ben 1,5 euri: va' che bellessa. Cinturino in vera fintapelle bianca, con svarozzy luminosi e ciondolo a farfalla obesa. E potendo ora portarlo agganciato al polso, si spera bene che non lo faccia più cadere dalla tromba delle scale.
(Praticamente mi tocca di imbragare il cellulare con attrezzature antinfortunistiche per farlo sopravvivere alla mia goffaggine. Essere il mio cellulare è un affare pericoloso.Più di fare il lavavetri sull'Empire State Building).
Ogni donna ha alquanto bisogno di fiori.
Io, nella fattispecie, ho bisogno di fiori Ikea: ed ecco a voi il mio mazzettone di fiori Smycka (detti Smynckia da Mr T...esclamazione quando ne ha scoperto il prezzo al pezzo).
Ma tanto bisogno di fiori riempie tanto la mia persona da contagiare anche i miei vasi di primule e piante verdi: ecco a voi i nuovi FORSOMMAR!

...e poiché una donna ha bisogno di fiorellini d'ogni tipo, li ho presi entrambi, sia la versione con fiorellini piccoli alla signora in Giallo, sia quella a fiorelloni invadenti tipo Holly Hobbie sotto effetto dell'LSD.
Vi dirò: con meno di trenta euro il morale è già più alto!
Gli psicofarmaci costano di più.
Almeno, io a Mr T la vendo così...

mercoledì 14 marzo 2012

Urna cineraria

Basta ragazzi. Io, da ora in poi, mi taccio.
Ogni volta che sembra che all’Associazione A Delinquere si sia toccato il fondo…qualcuno si mette a scavare.
Come quando si scopre che il giorno dopo dovrai sostenere un trasloco perché i facchini ti lasciano dei cartoni in ufficio. Come quando si tenta di far capire al proprio Direttore che sarà dura riuscire a fare il tuo lavoro di assistenza telefonica ai clienti in un open space di 75 persone, senza manco avere un sistema per attutire un minimo i rumori.
Come quando scopri che Zhitler (la zitella braccio destro del direttore di cui sopra...detta Zhitler perché oltre che zitella è pure un po' Hitler) ha potuto scegliere lei per prima gli uffici per sé e i suoi sottoposti… e ora ti tocca adattarti.
In sei, in meno di tre metri quadrati a disposizione, in un open space con settantacinque urlatori folli.
Io, che di culo ne ho proprio tanto, ho vinto la posizione della supposta: do le spalle alla porta d’ingresso dell’open space. Praticamente chiunque arrivi può mettermela nel didietro.
(Ah, ve l’ho già detto che siamo sullo stesso piano di Francisco Franco il Super Direttore Megagalattico Capoccione?)
Sfinito dopo aver depositato i suoi scatoloni sulla scrivania (ben pochi a dire il vero…ma si sa, si fa fatica a far dei bagagli quando ti dicono al mattino che traslocherai non si sa quando, e al pomeriggio senza preavviso cominciano a smontarti il pc mentre sei ancora al telefono coi clienti…), Roswell, con un sospirone sconsolato, mi guarda e commenta: “Beh, però c’è luce…poteva andarci peggio”.
Eh. Certo.
Potevano metterci a lavorare in un’urna cineraria.


martedì 13 marzo 2012

Libraccio, io ci credo un sacco

Sono dipendente dalla carta stampata dall’età di sei anni. Leggo di tutto e dappertutto: ormai potrei fare antologie anche sulle etichette dei flaconi di bagnoschiuma, visto che alla toilette, finché non ho potuto imporre la presenza del portariviste, non c’era mai null’altro da leggere.
(tra parentesi. Plaudo alla vena poetica dello scrittore di “Revlon, bagnoschiuma al thè rooibos”. Ottimo profumo, gran bella metrica.)
A Fontanilandia, dove ho vissuto per trent’anni, ero colonna portante della biblioteca. Amica del bibliotecario, della bibliotecaria, dell’assistente e pure degli acari della polvere, conoscevo tutti gli anfratti più segreti: la mia Disneyland privata.
Poi mi sono trasferita  a Inculonia, dove la biblioteca è un posticino piccolo e malconcio con pochi volumi e una ragazza che ancora combatte col patentino ECDL (quindi…niente prestito interbibliotecario…L).
E qui ho incominciato una relazione concupiscente con il Libraccio lungo i bastioni di porta Venezia, a Milano. 
La mia nuova Disneyland. Trovo di tutto, ivi compresa la musica di sottofondo sempre ben scelta (ma chi è che farà la playlist? Non ci credo, tanta bella musica non può essere frutto di selezione casuale). Nessuno mi cazzia se mi inerpico sulle scale traballanti, e riempire la shopper di libri a un prezzo decente, senza dover rinunciare e rimandare gli acquisti perché non bastano i soldi nel portafoglio …e l’emozione di dare ai libri una seconda vita è un piacere speciale, soprattutto quando cominci ad amare quel titolo: significa dargli un’altra casa, da cui sarà strappato solo dalle tarme… e in fondo, è un modo a impatto zero per alimentare la mia passione!

lunedì 12 marzo 2012

Peggio per voi se mi fate incazzare

In principio fu “Nodo di sangue”.
Amore da subito.
Poi…non ci siamo più viste. Silenzio, quasi non ci fossimo mai incontrate.
Eppure l’ho cercata. L’ho cercata in tutti i posti dove avrei potuto cercarla: da Feltrinelli, su IBS, su Anobii…
Poi, un pomeriggio, nella penombra del mio Libraccio di fiducia…l’ho incontrata ancora.
Lei. La mia amata Anita Blake: la Risvegliante, la Sterminatrice di vampiri più noir del mondo.
Anita combatte mostri e vampiri, ma soprattutto combatte il suo lato oscuro, che la attrae verso fascinosi personaggi: Jean Claude, tenebroso e affascinante Master della Città, c’è Edward, la Morte incarnata, c’è Richard il sexy, dolce licantropo…
E poi c’è tutto il suo stile: la Browning a pallottole d’argento, il crocifisso come arma.
La collezione di pinguini e la tazza “Peggio per voi se mi fate incazzare”.
C’è la scrittura in prima persona: e l’iniezione di autostima che si prova l’attimo prima di pensare “Wow, anch’io voglio risvegliare vampiri per mestiere!”
Per questo ormai vago da una libreria all’altra preda da raptus librosessuali, alla ricerca dell’Anita Blake perduta…e sono pronta a leggermi i suoi sequel anche in inglese, visto che Giorgihno è riuscito a scaricarli in lingua originale…Ma ne capirò?!

venerdì 9 marzo 2012

Meno mimose, più ricordo

In Italia, dal 1 gennaio 2012, sono state uccise 67 donne per gelosia. Crimini annunciati dopo mesi di stalking.
In Italia, meno del 50% delle donne ha un lavoro regolare.
(molto più probabilmente, il restante 50% lavora in nero).
Non abbiamo più bisogno di fiori che disseminano pallini gialli.
Abbiamo bisogno di essere considerate.
l'unica mimosa che vi offro è il cocktail...per annegare i dispiaceri nell'alcol!

lunedì 5 marzo 2012

" Amoreeee...che hai mica masterizzato anche il secondo CD di True Blood quarta serieeeee??...no beh, ...così...tanto per chiedere..."

sabato 3 marzo 2012

"Io non mi lamento"...chi non muore si rilegge!


Nella mia libreria di Anobii troneggia questo libro: la sfida di non lamentarsi per ventuno giorni, controllando i progressi fatti scambiando di polso il braccialetto viola in omaggio col volume.
Se sono mai riuscita a non lamentarmi per 21 giorni di  fila?  Giammai.
Ma ho cominciato a lamentarmi un po’ meno, questo sì… e a notare quanto male fanno le lamentele. Specie da che sono entrata nel gran mondo dell’Associazione A Delinquere, e ho cominciato a confrontarmi  con nuovi colleghi che…si lamentano della sede,
e del capo,
e dei prezzi alle macchinette del caffè…
Ma CHISSENEFREGA!
 Va tutto bene all’AaD? Ma va’. Lo sapete se ormai mi seguite da un po’: ogni mattina una gazzella si alza e sa che deve correre, o il leone la mangerà. E il leone deve correre, se vuole mangiare. E l’impiegato AaD deve correre, il più velocemente possibile, da una postazione all’altra altrimenti gli affibbieranno un sacco di lavoro che non gli compete e qualcun altro se ne prenderà i meriti.
Eppure… se c’è una cosa che ho imparato leggendo quel libro, è che più ci si lamenta più le cose peggiorano… e il vantaggio è che …lamentandomi meno…sto più simpatica alla maggior parte dei colleghi.
Che è pur sempre un vantaggio, o no?

giovedì 1 marzo 2012

Il mio gatto non ci vede al buio...

Help!
Da due giorni a questa parte rischio l’infarto: il mio micione ha imparato ad accendere la lampada a stelo del salotto con la sua zampina.
La prima volta ho visto filtrare la luce dalla finestra fin dal giardino, e sono andata in panico, visto che MR T sarebbe tornato solo dopo tre quarti d’ora: chi cavolo era entrato in casa?
La risposta è arrivata dal facciotto placido e rotondo di Ary: nessuno! Ma era buio…
Il punto è: a che ora l’accende? Sin dal mattino? O al calar del buio?
Lo scopriremo alla prossima bolletta!