sabato 27 ottobre 2012

IL MIO GROSSO GRASSO MATRIMONIO SALENTINO


First: io e Mr T siamo andati in trasferta salentina. Si sposava il Compare Gigi con  la fidanzata storica, la Compare Betsy. Per la cronaca: Compare Gigi è stato amico fin dall’infanzia delle estati di Mr T, che per parte della mi’ Suocera Cesira passava l’estate dai parenti salentini; ed è stato anche uno dei suoi testimoni di nozze. Inevitabile quindi che quando ad agosto siamo stati invitati al matrimonio salentino abbiamo detto subito” sì”, cominciando a mangiare pane e cipolle per permetterci biglietto aereo  + regalo di nozze. Non ve lo nascondo, siamo tra noi: ho ovviamente riciclato l’abito da un precedente matrimonio, nonché fatto capelli e unghie dall’estetista cinese. Si fa quel che si può per risparmiare! Dunque io e Mr T partiamo un bel venerdì pomeriggio alla volta di Orio al Serio, trovando per strada una serie infinita di pensionati pronti alla vacanza che vanno a sessanta all’ora in autostrada. Quindi, per la nota allergia di Mr T agli aerei, ci tocca di pagare la priority per il metal detector. Ora, dopo aver sganciato a Ryan Air ( Ryan Air è il male! ) euro 10, ho la pretesa di passare in priorità: e qui mi scontro con le pretese dei carrelli delle tre donne delle pulizie che, cariche di monnezza, hanno la consuetudine di passare proprio dal passaggio priority. Bene. Allora visto che la mia priority è diventata una quasi priority a causa della monnezza, mica mi fareste un sensatissimo sconto sul servizio extra che ho pagato e (dato il noto raffazzonismo italico) non ho tanto goduto? Sia mai, come si diceva, Ryan Air è il male. Me lo riconferma il volo condotto dal pilota col Parkinsons. Scendiamo e sempre in virtù del raffazzonismo italico scopriamo che la Panda prenotata online è diventata una Punto Evo: tutte le Panda sono andate esaurite e ‘non vi facciamo pagare la differenza’ (perché dovrei pagare la differenza se voi date via le auto senza guardare le prenotazioni?). Ci fermiamo all’unica pizzeria aperta, visto che non abbiamo ancora cenato. E qui si smonta un mito: non tutte le pizzerie del Sud fanno buona pizza. Questa, ad esempio, no.
Arriviamo finalmente a casa della zia e andiamo a letto per l’una.
Purtroppo però il mattino dopo ci tocca alzarci alle 8.: la cerimonia è alle 10! Ci diamo da fare a stirare gli abiti stropicciatissimi estratti dal micro trolley di tara Ryan Air e voliamo alla Chiesa (bellissima ma purtroppo ancora in fase di restauro, essendo molto antica…) . Scopriamo che qui è prassi comune arrivare anche con un’ora di ritardo, e lo scopriamo nostro malgrado: la sposa arriva alle 11.30. Vale però la pena questo ritardo: l’abito è semplicemente favoloso, semplicissimo e raffinato insieme. Scopro che è stato realizzato da una sartoria del posto, che ha creato molti degli abiti da sposa di Beautiful: incredibile!
La cerimonia è bella e commovente…per dove sono riuscita a tradurre: il prete si lascia spesso lasciare espressioni in dialetto, e non sempre Mr T riesce a fare traduzione simultanea.
La festa si tiene in una bellissima masseria restaurata:  e qui scopro la seconda differenza culturale. Da noi, specie se si ha intenzione di allontanarsi per far foto in un posto particolare, gli sposi arrivano poi al luogo dl ricevimento, dove gli invitati almeno possono piluccare l’aperitivo. Qui NO. Gli sposi giungono alla villa anche 2 o 3 ore dopo, e gli invitati al massimo…bevono. Ciò non agevola il mal di testa che mi attanaglia dal mattino, anzi…e purtroppo anche il piano di emergenza (mi chiudo nella toilette e faccio un pisolino seduta sul water) fallisce miseramente: una struttura enorme e solo due bagni, la bussata è assicurata.
All’arrivo degli sposi si procede con la grande abbuffata fino a sera:  e qui c’è un attimo di gloria col buffet di dolci. Mi sento un cane da tartufi per il budino al cioccolato.
Al momento dei saluti resto incantata dalla bomboniera: un vaso raffigurante il bacio di Klimt, top del romanticismo. E senz’ironia alcuna, penso che sia valsa la pena fare due mesi a pane e cipolle per condividere questo momento con gli sposi. AUGURI!
…ma per il bene del mio portafoglio…mi auguro sia l’ultimo anno con 3 matrimoni!

latitanza...


Mi rendo pur conto che dopo aver preso la sana abitudine di aggiornare quasi giornalmente il blog mi sono assentata senza giustificazione per giorni. Sarei passibile di licenziamento per giusta causa da parte dei miei lettori. Ma poiché siete un club ristretto e amichevole sono certa che mi perdonerete (thenghiù).
Parlerovvi pertanto delle avventure che mi hanno tenuta lontana dal mondo web negli scorsi giorni, ma con calma…e intanto vi offro un caffè!

martedì 16 ottobre 2012

PERPLESSA


Il mio rione ha vinto il palio…risultato scontato direi: tra noi e i vicini, sembra di abitare in un uovo di Pasqua multifiocco nelle ultime settimane.
Però…
Stasera Mr T è tornato dal parrucchiere, fiero e tronfio.
“Sai tesoro, il parrucchiere mi ha fatto i complimenti per la vittoria al Palio…pare che le decorazioni più votate siano state le nostre!”
“Ma davvero?”
“Sì! Pensa che abbiamo ricevuto più apprezzamenti della funivia con pulcini del vicino!”
“addirittura?!”, sorrido felice…che soddisfazione, ho disegnato tutto io!
“Sì! Tutti dicono: ‘sono molto più belli i pulcini di casa Tamarrius!’”
“Ah.”
C’è solo un problema. Io ho disegnato dei pinguini, non dei pulcini! Sentirsi onorata per il premio, o preoccupata perché non si capisce cosa disegno?...mah.

lunedì 15 ottobre 2012

WE’RE AT THE FRUITS#2


Capisci di essere alla frutta quando ti trovi coi lucciconi agli occhi perché Bob, l’insegnante d’inglese sulla Nintendo DS, ti appioppa una D al test…e singhiozzi  “ma chi ti assume, con ‘sto inglese?!”.
Ah, tutto questo chiaramente mentre sei  sul treno.
Misery 2, la vendetta.

domenica 14 ottobre 2012

WE’RE AT THE FRUITS#1


Sai di essere alla frutta quando scrivi all’assistenza clienti delle aziende dove vuoi mandare il CV minacce di tenore “se non volete trovarvi la casella piena, vi prego di fornirmi l’indirizzo del vostro ufficio Risorse Umane”. Praticamente, Misery non deve morire.

sabato 13 ottobre 2012

arriva Mr Green


Il programma è di quelli da “perla di saggezza”.
Parlo di “Arriva Mr Green”, il programma in onda ogni venerdì in prima serata su LA7 e condotto da Luca Bonaccorsi.
Il programma è a metà tra il gioco e il reality, ed è molto educativo (una sorta di non è mai troppo tardi” dei tempi  nostri, con un maestro Manzi un po’ nerd).
Bonaccorsi si insedia a casa di una famiglia italiana per osservarne le abitudini quotidiane; al momento della pagella familiare viene impartito al meno virtuoso un ‘compito – punizione’ (es.: fare il bucato a mano), e Bonaccorsi passa poi a correggere i loro eco-peccati in modo intensivo (non proprio il sergente Hartman di Full Metal Jacket, ma…poco ci manca!)
È un programma che mi piace un sacco!
È molto divertente, e per una volta è stato realizzato un programma utile alla gente, e non ai pubblicitari!
(Curiosità: Bonaccorsi è il fidanzato di Geppi Cucciari, che mi sta alquanto simpatica. Insomma, io a Bonaccorsi lo stimo!)

venerdì 12 ottobre 2012

Bastonate nei denti


Tu che ti credi il centro dell’Universo e tutto ciò che hai l’hai ottenuto per agganci familiari
Tu che sei ignorante come una capra della Locride e punti il dito sugli altri scaricando le tue colpe
Tu che sbraiti e insulti
Tu che giudichi gli altri dalla borsa Louis Vuitton e dalle scarpe griffate e non per meriti
Tu che col Destino hai mille debiti e forse hai incassato anche i crediti miei
Tu, sì proprio tu
Tu mi stai sul c@zzo.

giovedì 11 ottobre 2012

IL FIGONE DEL MESE: RUPERT EVERETT

Ma quanto mi piace costui!
…e lo ben so che non è una bellezza canonica, che ha il nasone, che è troppo magro…ma che ci posso fare, per me è bellerrimo!
Solo una critica: la vogliamo finire, cari amici produttori, di offrire a un attore che ha fatto outing (come il bravissimo Rupert) solo ruoli da omosessuale? Sì, omosessuale simpatico, macchietta, drammatico…ma non sarebbe il caso di restituirgli la possibilità di interpretare ruoli a 360 gradi?
(e poi la gente si interroga sulla presunta omosessualità di Clooney…beh, almeno così ha la possibilità di fare tutti i film che desidera! E bravo mr Nespresso…)

mercoledì 10 ottobre 2012

50 SFUMATURE DI MARRONE


Ma quanto se ne parla di ‘ste benedette sfumature della signora E.L. James?
Di grigio, di rosso e di nero, basta leggere la trama per capire che davanti ci troviamo Bella Swann smutandata affiancata a un Mr Grey (ottimo direi…ehm, scusate era troppo scontata la battuta…) alias Edward con degli ormoni impazziti, finalmente.
La trama, raccontatami dalla Dalai, la mia collega che ha divorato i libri, è esattamente questa:
Anastasia è un’universitaria graziosa e inesperta, che per fare un favore a un’amica va ad intervistare un bellissimo capitano d’industria. Entra, e gli inciampa sul tappeto. Lui che fa? Si sbellica dalle risate come i comuni mortali? Le prenota una visita ottica da Avanzi? Si china a pulire le macchie di bauscia (leggi per non lombardi: saliva) dal pregiatissimo tappeto? No. NO. MR Grey s’arrapa, e le propone di diventare la sua schiava sessuale.
E di lì, a far sesso con un ritmo da macarena; trombano come due clacson per tre volumi interi.
Fine.
Mah. Ma com’è che tutti lo comprano? E com’è che tutti lo leggono? Sarà scritto con maestria?
Incuriosita, da Mediaworld sfoglio un libro. E leggo il seguente dialogo:

Christian rabbrividì fissandomi:
“no Ana, tu non andrai al lavoro.”
“Oh sì Christian, io ci andrò”.
“No Ana, tu non andrai al lavoro.”
“no Christian io ci tengo e ci andrò.”
“No Ana, tu non andrai al lavoro oggi.”
(oh Signore dammi la forza) “No Christian, io ci andrò”.

Chiudo il volume, chiedendo io al Signore di darmi la forza.  Sembrano i dialoghi di Bella Figheira e Pedro.

Ma per com’è scritto, com’è che l’hanno intitolato “50 sfumature di grigio”? “50 sfumature di marrone” mi sembra mooolto più azzeccato.

martedì 9 ottobre 2012

DONNE COL TACCO 12 (INFILATO NELLA …PALTA)


La mia amica Maria Rosa Bertolini  se l’è data come missione di vita: regalarmi, compleanno dopo compleanno, il libro ‘sotto l’ombrellone’, chick lit d’alto livello.
Ma quest’anno ha purtroppo toppato clamorosamente: e mi sento in dovere di fare una recensione del caso, altamente ricca di SPOILER, prima che ci spendiate soldi, tempo e peccati mortali (a causa delle bestemmie tirate dietro a chi ha scritto quest’immondizia).
“Donne col tacco 12”, di Rebecca Chance, racconta la storia delle sorelle Maxie, Devon e Deeley, che da bambine uccidono il fidanzato della madre (che si trova in carcere) perché aveva molestato Maxie, la maggiore della famiglia.
Dopo aver sepolto il cadavere in giardino, giurano di mantenere il segreto e si allontanano verso scintillanti sentieri differenti: Maxie sposa un baronetto col vizietto del sadomaso, e dirige una pelletteria di lusso; Devon sposa un bellissimo campione di rugby e dirige un programma di cucina; Deeley vive a Los Angeles, dove finge di essere la fidanzata di un attore gay. Quando quest’ultima, scaricata dalla star, ritorna a Londra, la ruota del cambiamento si mette a girare: Maxie per mantenere il potere si trova a fare la regina dominatrice anche del capo del marito, mentre Devon fugge in Italia dove trova uno scompensato principe toscano sodomita; dal canto suo Deeley, ossessionata dal marito di Devon, si infila in letti casuali e svariati.
Quando si scopre che Maxie ha orchestrato la morte del patrigno per intascare i soldi dell’ultima rapina della madre e andare a Oxford (e non per le inesistenti molestie subite), le due sorelle Devon e Deeley decidono di far chiarezza nella vita: Devon molla il marito, e presenta un programma di cucina col fidanzato italiano (ma ti pareva che potevamo evitarci il cliché ‘italiano pizza baffo nero mandolino”?); Deeley consola lo scaricatissimo marito, con una bella sveltina in camporella che chiude il libro.
Fine.
Vi ho sconvolto con la crudezza?
Eh, ero sconvolta anch’io.
Perché l’autrice, tutto sommato, non ci mette grande poesia in più. Finge di avere un intreccio per mettere in scena un po’ di sesso e di personaggi squallidi.
Ma un chicklit non dovrebbe far sognare? Siamo obbligate a dover sempre vedere sesso ovunque?
Vorrei comunicare un messaggio di pace all’autrice di questo capolavoro:
Rebecca, tesoro. Non sei obbligata a far la scrittrice, segui la tua vocazione e fai la commessa di Agent Provocateur: tua madre ti amerà comunque.
Io un po’ meno, se continui a scrivere.

lunedì 8 ottobre 2012

ma coso...cosa?!


Interno giorno,
h. 10.00.
Merdevole Matrigna convoca Proletarina per darle un compito.
MM:  “Coso, devi preparare la coso, la lettera, per coso. Sai che a breve c’è il festival coso, quindi dobbiamo fare in fretta. Usa il layout di coso, e mi raccomando: fatti dare anche l’okay di coso! E voglio vedere tutto tra un’ora! Chiaro?”
PP: “ …”
“…”
“…Okay.”
Ecco, ora il tutto sta nel trovare un dizionario cosese – italiano. Dite che lo trovo su Amazon?

domenica 7 ottobre 2012

ti stimo un sacco

Ricevo la seguente mail dalla mia amica Nana, una catena intitolata "alle donne che stimo".
Chiaramente, i commenti sottolineati sono miei:
 DEDICATA ALLE DONNE DI CUI HO STIMA
Un difetto nelle donne......
Le donne hanno forze che sorprendono gli uomini........
sopportano fatiche e portano fardelli,
 (UN CIUCCIO?!)
ma comprendono la felicità, l'amore e la gioia.
 (fortuna che non siamo vegetali...)
Sorridono quando vogliono urlare.
Cantano quando vogliono piangere.
Piangono quando sono felici,
e ridono quando sono nervose.
 (ecco, praticamente sono pazze.)
Combattono per quello in cui credono...(
 ah non dirlo a me che ieri mi stavo menando con una che insultava i mobili Ikea.)
si ribellano all'ingiustizia.
Non accettano un "no" come risposta
quando credono che ci sia una soluzione migliore.
 (questo si chiama stalking...)
Rinunciano per far avere di più alla famiglia.
Vanno dal dottore con un'amica spaventata. 
(e magari anche dal dentista...)
Amano incondizionatamente. 
(come i carlini...)
Ecco, io qui mi fermo.
Nana, ti ringrazio che mi stimi, ma invece che le catene di sant'Antonio mi manderesti 100 euro? è evidente che se anch'io sono come descritta, ho bisogno di uno psichiatra bravo!


venerdì 5 ottobre 2012

DISCOUNT OR DIE


Da poco ho scoperto questo fantastico, curatissimo portale che voglio suggerirvi: si tratta di www.discountordie.org.
Se siete stanche dei prezzi della grande distribuzione, che  hanno raggiunto vertici folli complice la crisi; ma anche se, come me  e MR T, siete allergiche alla bolgia dei consumisti che rende impossibile anche solo avvicinarsi a un centro commerciale, è tempo di scoprire che il discount non è il male.
I punti vendita sono più piccoli e meno ingombri di  quella roba talvolta inutile, che ci sorride luccicante dagli scaffali e a cui  fatichiamo a dir “no” (salvo poi pentirsi nel vedere l’estratto della carta di credito magro magro).
Discountordie.org, tenuto da blogger brillanti e attenti all’ambiente e alla salute, permette di scoprire (facendosi anche quattro risate!) che le proposte bio di IN’S sono veramente bio e salutari, che le creme di LIDL sono ipoallergeniche, che i dolcetti di Eurospin sono delicati e danno l’acquolina in bocca…
D’altro canto non di solo pane vivono le principesse, ma anche di yogurt, sottaceti, olio d’oliva…

giovedì 4 ottobre 2012

SIAMO UN’IKEA FAMILY


Di recente per un corso lavorativo incentrato sui grandi marchi d’impresa, ho scoperto una razza che credo sia aliena: gli odiatori dell’Ikea.
Gente che…
“Compri una cucina Ikea solo perché non ti puoi permettere la Scavolini , ma nel giro di tre anni ti restano in mano le antine!” (roba che li porterei a visitare, invece che le grotte di Toirano, la cucina di mia sorella Osama, 12 anni di cucina Applad vissuti pericolosamente tra una casalinga alle prime armi e due nipoti esagitati…e ancora sembra nuova)
“Ti si sfonda il divano nel giro di un mese!”  (il mio vissutissimo divano Rorberg ti avvolge quando ti siedi…non so se è l’effetto sfondamento, ma di certo mi coccola!)
“Non parliamo poi del fatto che ad ogni angolo ti vendono c@zza@te!”
Ora. Io su questa cosa delle ‘cazzate Ikea’ m’indigno.
Perché, tutta questa gente può permettersi magari i soprammobili Kartell o gli accessori da cucina Alessi…ma tanta, tantissima altra gente no.
Ikea mette il bello a un prezzo accessibile: tra svenarsi per un candeliere Thun o decorare il tavolino con un orrendo centrino cinese al profumo di plastica e formaldeide, ti lascia la via d’uscita della tealight alla vaniglia in un grazioso bicchierino colorato.
Perché tra il piumone Zucchi che quasi ti porta al divorzio quando tuo marito ne scopre il prezzo e il copriletto di nylon del mercatone cinese che ti fa temere che qualcuno fumi a letto (altrimenti scatta il rogo umano), ti apre la possibilità del copripiumino optical o fiorellato, a tua discrezione…costano il giusto entrambi!
Sono fiera della mia tessera Ikea family, sono contenta di essere fan di qualcuno che ha capito che un nido che rispecchia la persona e fa sentire rilassati non è un lusso, ma un diritto!!
Ikea pride!