venerdì 30 novembre 2012

VODAFONE: DOMANDARE E’ LECITO, RISPONDERE E’ CORTESIA



Siamo in litigio con la vodafone stescion: quando ben va, restiamo connessi 10 minuti…e giammai con il wifi. Apriamo una segnalazione che non risolve una beneamata…e in compenso non arriva mai la telefonata per l’appuntamento con il tecnico che risolva il problema.
Finché un giorno squilla il telefono…”Vodafone Italia! Buongiorno!” trilla la voce preregistrata, per poi proseguire… “se ha risolto il suo problema con l’ADSL, digiti 1. Se non ha risolto il problema, digiti 2.” Coscienziosa, digito 2 e … “la ringraziamo di aver risposto. Buongiorno.” Tututututut…
E la domanda è: macchemmelocchiediafffàààààà!!!

giovedì 29 novembre 2012

BAFFI BIONDI


No, ma tu cara la mia M. M. mi devi spiegare perché, nonostante lo stipendio a sei cifre, non decidi di investire un po’ di euro e fare qualcosa per i tuoi baffi???
Guarda, esiste …la depilazione laser. Pulita, definitiva, un po’ costosa se la fai in un buon centro: ma i soldi non sono un tuo problema.
Se proprio temi di annoiarti senza baffi, esiste anche la ceretta: 4 euro dall’estetista, e per due mesi il problema non si pone più.
Se credi che le tue serate trascorreranno più allegramente puoi anche fartele con la pinzetta: oddio, visto che sei un caso estremo c’è rischio che tu termini di strappare le sequoie sopra il labbro alle 2 di mattina.
Ma per la cortesia abbandona la crema oxy per schiarire i peli. Ché va bene se una ha 3 peli (uno a destra, uno a sinistra e uno al centro…). Ma tu …tu…sei più simile ad Aramis.
Cos’è questa bizzarra convinzione che se una cosa è bionda è invisibile?! Brad Pitt è biondo…ecche, ti sembra pelato???

lunedì 26 novembre 2012

GUIDATORI DELLA DOMENICA


Pur dovendo utilizzare la mia Matiz, vecchietta e amorevole, per un breve tragitto giornaliero, mi sento anch’io parte della categoria “guidatori della domenica”. Quella categoria di autisti che usano l’auto solo nel week end, con tutte le inevitabili insicurezze di chi è poco pratico in un’attività: nasi incollati al parabrezza, cervicale in tensione per parare ogni colpo, dimentichi dello specchietto retrovisore, e pronti a svenire se anche una tartaruga taglia loro la strada d’improvviso.
Per questo, se posso utilizzare i mezzi pubblici, non ho nemmeno un dubbio  sul da farsi: è tanto bello lasciare che qualcun altro ti scarrozzi! (anche se purtroppo, come già detto, Trenord sono il male…)
Il problema è quando ci sono scioperi dei mezzi pubblici: per i più, scatta l’occasione di togliere la macchina da sotto gli alberi del cortile per andare in ufficio.
Migliaia di pendolari da treno che si trasformano in guidatori  della domenica in libera uscita.
Martedì mi raffronto con Mr T, che felice e contento mi dichiara che il giorno dopo non dovrà andare a Milano per lavoro.
“Menomale, domani ci saranno per strada un sacco di guidatori occasionali, c’è sciopero dei mezzi…”
“tipo te?...” ironizza Mr T, che mi prende sempre in giro per la mia ‘prudenza’ al volante.
“Ehi!!! Guarda che chi va piano…”
“Crea coda fino a Milano”, chiosa Mr T.
Mio marito è poeta, sìsì.

sabato 24 novembre 2012

NO, MA PERCHE’?...


Ma perché la risposta a un problema delle categorie di proletari dev’essere sempre lo sciopero?
Per carità, con la situazione che ci ritroviamo le proteste sono legittime, però…
Però.
Se il personale di Trenord fa sciopero collettivamente per tre treni consecutivi,  l’effetto è che i poveri pendolari inca**ati  arriveranno a casa in ritardo, i treni saranno cancellati (NB: cancellati, non in ritardo. Ciò significa che nessun abbonato avrà uno sconto al mese successivo…perché il treno non era in ritardo, ma non c’era proprio. Sì, è una logica che fa acqua da tutte le parti, lo dite anche voi per favore al signor CEO di Trenord?!). Inoltre se si sciopera ci sarà anche la decurtazione dello stipendio del lavoratore di Trenord.
Vediamo se è chiara:
·         Il treno cancellato non dà diritto al riscontro,
·         Il personale non viene pagato,
·         L’abbonamento del treno è già stato fatto, quindi i soldi sono già entrati nelle tasche di Trenord.
Ergo: non rimborsano i clienti, non pagano  il personale, non spendono soldi del carburante e oltretutto hanno già incassato. SVEGLIAAAAA!!! Non create un danno al datore di lavoro, gli  fate solo un GRANDE regalo!
…Magari la prossima volta ci pensate prima  di farmi tornare a casa alle 20.30?...

venerdì 23 novembre 2012

Humor e CalcioSecondo Mr T


Mr T guarda tutto lo sport immaginabile: dalla F1 alla corsa delle 127, dalla moto GP alla gara dei Ciao, dalla serie A alla serie piede a banana.
E figurarsi se salta Italia Francia, amichevole del mercoledì sera.
Segna  Valbuena, giocatore francese alto come una pianta grassa. Il cuscino della suocera, quello sotto per capirci.
Cronista: “Valbuena, dell’Olympique Marsiglia, chiamato dai tifosi ‘ le petit velò’, la piccola moto…”
Mr T. “Che fantasia ‘sti francesi. Toh, io l’avrei battezzato ‘l’Acare du sofà’, vista l’altezza…”
È sempre più poeta, che soddisfazioni!

giovedì 22 novembre 2012

AMARCORD – AVIARIA E CARAMELLE BALSAMICHE


Ecco, giusto una settimana or sono ero a Firenze, un po’ alticcia per il vino schietto e l’amaro onesto dell’osteria del Carmine.
Va bene.         
Molto alticcia.
Ma com’è che solo oggi sono riuscita  a ricordare e prendere coscienza del fatto che ho inseguito un piccione lungo i marciapiedi di San Frediano, con una caramella eucalipto e miele in mano, perché mi sembrava non star bene e si sa che le caramelle Ambrosoli tolgono ogni malanno??
Avrò smaltito solo oggi i fumi dell’alcol?

mercoledì 21 novembre 2012

BREAKING DAWN: E CON CIO’ SI CHIUDE LA SAGA…


(attenzione, contiene spoiler!!)
Ieri sono stata con Mr T e due amiche a vedere la fine della Twilight Saga: “Breaking Dawn”.
Che dire? Qui non ci si smentisce! Si peggiora e basta! Ma andiamo con ordine…
Interessante la scena in cui Bella si risveglia e osserva tutto con la vista vampirica, perfino gli acari sul tappeto.  Purtroppo già la prima battuta pronunciata mi provoca un attacco di diabete: abbraccia Edward con un “Ti amo”. Ma daaaai…hai sfiorato la morte, ti risvegli vampira, e prima cosa che dici è ‘ti amo’? perché devono far passare la povera Bella Swann, che nel libro aveva un cervello (per quanto non sempre funzionante…) per una simile palla al piede?
E poi: nel libro, Bella vampira è splendida. Qui sembra semplicemente che sia andata da Kiko e abbia fatto scorta di make up. Ma la Hardwick come sempre risolve tutto nel modo più intelligente: se lei non la posso migliorare…peggiorerò gli altri: Edward  sembra scappato dal seminario, Esme ha una tinta così scura che sembra una vedova siciliana, Emmett l’hanno inciccionito…boh?
Ma il meglio del nostro meglio lo sfioriamo con l’arrivo dei Volturi: i vampiri italiani, più che vampiri, vampirla.
I Cullen recuperano in giro amici e parenti come alleati. E tra questi spiccano: Zafrina, che sembra un trans uscita da viale Zara; Tanya, la donna – volt (praticamente lo zio Fester…); Vladimir e Stefan, praticamente dei puffi albini.
 Al momento dello scontro, l’ottimo Aro tira fuori delle risatine che vorrebbero essere inquietanti, ma che più che altro sembrano trasformarlo nell’incrocio tra Paolo Limiti (cui di per sé assomiglia di brutto) e la risata di Sandra Milo. Inquietante lo è, ma in un altro senso, rispetto al desiderato…
La scena della battaglia rende degno l’intero film, se non altro perché coglie di sorpresa gli spettatori che avevano già letto il libro con una parte assolutamente  imprevista. Anche se ho sentito anche gente in sala che, al termine della scena, ha esclamato “mi faccio restituire i soldi del biglietto!
Le soddisfazioni sono poche per chi ha amato i libri…ma ormai lo sapevamo. Spero solo che, dati i soldi accumulati da quest’infame regista, decida di lasciare il cinema per darsi alla coltivazione di zucchine.
PS: Mr T ha notato anche la rotazione del messaggio di Alice, strappato da una pagina di libro: nel primo fotogramma è scritto in orizzontale, nel secondo in verticale… ma che, se lo saranno perso sul set e saranno stati costretti a ripiegare?

lunedì 19 novembre 2012

LOVE CATS


I gatti non ti idolatrano
Se gli dai noia accarezzandoli mentre dormono, spingono via la mano con la zampina.
I gatti si infastidiscono quando pettini i nodi nel loro pelo, non scodinzolano appena passi loro accanto e a volte si eclissano per qualche ora sotto il letto o nell’armadio per un pisolo.
Ma…
Quando rientri a casa, ti vengono incontro da qualunque parte, con un’espressione inconfondibile da “oh, sei tornato!” …e si sdraiano di fronte a te per una sessione di coccole.
Alcune volte sentiranno il bisogno della tua attenzione e ti seguiranno al bagno, si siederanno davanti allo schermo mentre guardi la tivù e ti poggeranno una zampetta sui piedi mentre spolveri.
Capiranno quando sei giù di morale e chiederanno la tua attenzione per distrarti dai problemi…o più semplicemente, si accoccoleranno vicino a te, come un amico che ti dice “se hai bisogno sono qui. Siamo un branco, noi.”
E la sera…ti raggiungeranno, per sdraiarsi sui tuoi piedi, vicino ai capelli, accanto ai fianchi, …lasciandosi andare al sonno e alle fusa.
I gatti non ti idolatrano, ma ti amano.
Ed è per questo che il Miciosauro è davvero un pezzo di questa famiglia.

venerdì 16 novembre 2012

A COSTO DI DIVENTARE OBESA…


Ma devo avere questo set! Ora da Mc Cafè con le colazioni…che dite, ce la farò?

giovedì 15 novembre 2012

FIRENZE SANTA MARIA NOVELLAAAA


Sissignori, altro giro altra corsa. Stavolta finisco per lavoro a Firenze. Sola, come ovvio. Ce ne stupiamo?
Ma nonostante sia sola, faccia buio presto e il tempo scarseggi, ad un bel giro in città non rinuncio.
A Firenze fa caldo anche la sera, ed anche in questa stagione. Passeggio per le vie facendo fatica a trattenere l’espressione beota che continuo a sentire affiorare, del tipo “il mondo di Patty, italian ediscion”.
Ma è davvero difficile perché a Firenze tutto è così bello da sembrare un set cinematografico: ad ogni angolo mi volto e vedo una meraviglia.
In questo periodo hanno messo un’istallazione artistica: farfalle rosse che volano sopra Ponte Vecchio. Non si poteva far nulla di più azzeccato…e non avrei potuto chiedere di meglio visto che amo le farfalle.
Pasteggio con vino, pane toscano e filetto, che pago un prezzo ridicolmente basso. L’oste è cordiale, mi offre anche l’amaro.
Complice l’alcol, sento meno freddo mentre torno a piedi verso l’albergo. Mi piace girare da sola. Posso vedere Firenze come non l’ho vista mai. Posso fermarmi a guardare un balcone, o i  disegni dei madonnari, o le vetrine delle pelletterie per un tempo infinito senza che nessuno dei miei accompagnatori si spazientisca. Posso avere tutto il tempo che voglio per pensare che adoro questa città. Che adoro questo museo a cielo aperto. E che chiaramente Marchionne non capisce un ca**o (“Renzi il sindaco di una piccola città”…???)

mercoledì 14 novembre 2012

VESTIRSI A MOSCACIECA E LAVORARE A STRONZOLANDIA


Nell’urna cineraria io, Scrausygirl e Roswell abbiamo trovato nuovi eccezionali personaggi con cui dividere gli angusti spazi: Dalai Lama, Mignolo e il Prof.
Dalai Lama è la segretaria pazientissima di Merdevole Matrigna: non solo sopporta lei, ma anche l’ironia eccessiva di Mignolo e la pesantezza del Prof. Mignolo è ironico e sagace, a volte troppo con le sue prese in giro…ma è anche sensibile. Il Prof è …pesanterrimo: oserei dire come una palla da bowling attaccata al piercing dei genitali.
S’impiccia anche degli affari non suoi, se gli chiedi un parere vuole che tu faccia assolutamente come dice lui, mette becco anche durante le conversazioni con Roswell, che magari da direttive a me e Scrausy.
Ma il peggio è quando ti insulta o ironizza sui miei vestiti.
E’ vero: sono vestita non “da donna che lavora in pubblicità”. Compro i vestiti al mercato o in negozi “no griffe”, a volte utilizzo gli abiti che mia sorella Nanny non indossa più. Mi spiace: ma se voglio quadrare spese di casa e piano risparmio ‘per il futuro castello di Princesse P e Principe Tamarrius’, non rimane grandissimo budget per i vestiti. E aggiungete pure che se mi ritrovo venti euro in tasca, preferisco usarle per una “coccola” (parrucchiere, massaggio, un buon libro, un film, un concerto…) .
Ma sentirmi dire “ha parlato quella che si veste a moscacieca”…mi infastidisce davvero. Perché nel mio piccolo, con accessori e colori, cerco sempre di tirar fuori il meglio dal mio piccolo guardaroba. E poi perché mi domando: ma chi si crede di essere ‘sto gran cafone per venire a farmi i conti in tasca e vedere quanto spendo in vestiti???
 A voi capita mai di trovarvi di fronte certi cafoni? E se sì…come vi comportate? Mi piacerebbe saperlo rintuzzare, ma senza passare per “yogurt andato a male…”

lunedì 12 novembre 2012

IL FIGONE DEL MESE: BRAD PITT


Bonsi bonsi bon bon bon…sì, mi piace vincere facile nel proporvi come figone del mese.
Però diciamocelo, vederlo nella nuova pubblicità Chanel numero 5 fa venire voglia di comprarne la bottiglia grande.
Quando si dice “affogare nell’alcol i dispiaceri (di non essere Angelina Jolie)”.

domenica 11 novembre 2012

CASA A COMO (PERDIANA!)


Ho ricominciato a vagolare per lavoro da una città all’altra…e per una volta posso anche evitare di viaggiare dall’altro capo del mondo. Quindici minuti di treno, e posso andare a Como, dove si tiene un corso.
Una rapida passeggiata verso il lago: la sede è proprio in un punto bellissimo e panoramico. Mi  fermo per un buon caffè alla torrefazione vicino all’erboristeria della mia amica Gloria, so che tostano i chicchi alla perfezione qui… guardo le vetrine, compro il giornale a un’edicola della piazza.
Il docente che assisto è bravo, simpatico e competente, andiamo a pranzo assieme vicino alla sede, in una piccola piazza piena di sole.
Il tempo trascorre veloce, saluto l’aula e mi faccio un bel giro in città piena di rientrare.
E capisco d’improvviso una cosa: che ormai non mi sento più così spaesata a Como. Che dopo quasi tre anni che abito a Inculonia (a circa 12 chilometri da Como) è anche un po’ la mia città. Che ho superato il trauma di essermi allontanata dai Fontanili, il paese dove sono nata, cresciuta e dove ho abitato fino al matrimonio con Mr T.
Non credo che potrò mai  sentire un posto mio come quando cammino verso casa dei miei genitori. Ma ormai sento familiare anch’io il profilo del Resegone, un po’ come l’amica Lucia Mondella.
Ho capito che, almeno in parte, sentirsi a casa sia più uno stato mentale che una condizione esterna…

sabato 10 novembre 2012

DONNE E MALATTIA MENTALE: LA SINDROME DEL BELLO E DANNATO


Per una festa aziendale mi ritrovo a fianco di Scarface.
Scarface è un collega carinissimo (somiglia molto vagamente a Brad Pitt), che lavora nella sede principale, in un’altra città.
È cariiino…anche di carattere, per la sua grande cortesia. Una delle cose che più mi piace in un uomo è il suo essere gentleman.
Ecco perché dopo un paio di bicchieri di vino di troppo (ecco un altro dei pregi di Scarface: ama la buona tavola…) finiamo per fare un po’ i piacioni l’uno con l’altra…niente di trascendentale, tutto raccontabile anche alle orecchie di Mr T.
Però…ad un tratto Scarface mi guarda con occhi languidi e mi dice: “peccato non averti incontrato tanto tempo fa…avresti potuto cambiare le mie convinzioni sulle storie tra colleghi…”
Trattengo un “wooah?” che farebbe tanto Anna Marchesini della situazione, fingo di essere una donna vissuta e chiedo “ossia?” da dentro un bicchiere, prima di far vedere la mia faccia gigioneggiare di piacere per il complimento.
Scarface prosegue: “dopo tanti due di picche, ho lasciato perdere il provarci con le colleghe…è troppo triste vederle tutti i giorni. E d’altro canto la vita mi ha insegnato che le donne preferiscono i belli e dannati…”
Ossia, gli stronzi.
Che poi: anche gli uomini preferiscono le stronze… Insomma: preferiscono qualcuno che sfugge, che non ha bisogno di loro. Uomini e donne sono identici da questo punto di vista.
Ma quello che mi domando è: possibile che un ragazzo bello, intelligente e pieno di buone qualità abbia collezionato un numero infinito di due di picche? Possibile che noi donne abbiamo la testa così piena di segatura da non cogliere le buone occasioni? Cosa cerchiamo quando rifiutiamo un tipo a posto e che ci dà attenzioni per cercare di piacere a qualcuno che mette davanti a noi il torneo di PES? Mah…

giovedì 8 novembre 2012

BUSINESS CLASS E BUSILESS CLASS


Prendere il Frecciarossa in Business class è un’esperienza davvero particolare per una proletaria nell’anima come la sottoscritta. Soprattutto per il contatto ravvicinato con la tipologia “uomini d’affari”.
Nel mio ultimo viaggio mi trovo a fianco di un esponente della categoria veramente cafone. Il vertice d’odio lo raggiungo quando chiama la segretaria: “sì, ti chiamo perché devi informarti…questo telefono ha due anni e ormai è un po’ stanco…ora c’è l’Iphone…sì chiaramente voglio un Iphone 5, con il massimo della capacità di memoria e almeno tre caricabatterie (???!, nd Proletarina: ma che ci fa con tutti ‘sti caricabatterie, l’album delle figurine?). Ah, per domani”. Ora, puoi anche essere Jobs in persona, ma tutti questi obblighi nel corso di un discorso mi danno dei gran nervi. Roba che quando mi sono voltata e l’ho visto con la mascherina per dormire, ho dovuto reprimere l’istinto di tirarla per l’elastico e poi lasciarla di colpo a schioccargli sulle palpebre.
Dovrebbero creare la Busiless class, la classe per quelli cui non interessano gli affari altrui: così ci risparmieremmo di stare a sentire quanto spandono la propria puzza sotto il naso certi gran manageroni…

EHI MELA!!


Sì, lo so che Halloween è passato da un po’…ma da brava fan dell’arancione e della serie di video “Hei Mela” questa non potevo proprio non segnalarvela!