venerdì 4 gennaio 2013

Trilogia, trilogia canaglia…(da cantarsi come Al Bano) # 1

Lezione di vita numero 49: se vuoi farti del male, comincia il primo libro di una trilogia,  col forte rischio che ti piaccia da morire e che tu vada in ‘astinenza da secondo volume’ perché durante le festività hai meno occasione di visitare librerie.
E quando qualcuno si vuol fare del male veramente, di trilogie ne comincia non una, ma due. 

Innamorata di un angelo: ero in fila alle poste…avete presente quegli uffici postali fichissimi, che tra i tanti ignobili servizi postali vi offrono pure libri e gadget? Ecco, io non so chi ha avuto quell’idea, ma è un genio del marketing. In posta si scivola inequivocabilmente verso l’abbrutimento, specie se hai davanti impiegate con il dinamismo del bradipo missile. Come far passare meglio il tempo, se non allungando la manina verso lo scaffale e cominciando a sfogliare un libro?
Questo in particolare, a sole 5 euro, mi chiamava insistentemente coi suoi colori viola e trendy.
La sventurata rispose.
Cominciamo a dire che la copertina, di per sé, è assolutamente pubblicità ingannevole: una specie di sposa goth, immersa nei campi lillà e glicine…che si innamora di un angelo? Un angelo caduto, un vampiro?...niente di tutto ciò.
Già dalle prime pagine scopriamo che Mia, quindicenne di Leichester, ha un sogno, anzi due: diventare ballerina e conquistare Patrick, il fratello della sua migliore amica Nina. Ma in entrambi i casi tutto sembra congiurare contro Mia: i pochi soldi della madre, divorziata, scoraggiano il proseguimento dei suoi studi artistici, così come il mantenere con Nina il segreto del suo amore per Patrick. Gli eventi però prendono una piega inaspettata, grazie anche a uno spettacolo scolastico: Mia sembra finalmente avvicinarsi al suo sogno, e conquistare anche Patrick. Finché…(beh, qui mi fermo, non vorrei che qualcuno che abbia deciso di leggerlo si trovasse uno spoiler inaspettato!)
L’ho finito a tempo record, e mi sono trovata a fare qualcosa che non facevo da tempo immemore: star sveglia fino alle due del mattino per finirlo. (a un certo punto della mia vita ero riuscita ad interiorizzare il fatto che non è una buona idea rimbambirsi di lettura di notte, e questo grazie al fatto di aver lasciato sul treno il mattino dopo – in preda al rimbambimento – numero 3 ombrelli, 2 riviste, gli occhiali da vista e me stessa…)
Chiaramente la Newton e Compton fa come i migliori pusher: il primo volume te lo passo quasi gratis, il due e tre ti svenerai at your own risk!
Ma come rifiutarsi a questo punto?!

2 commenti:

  1. Non mi sono mai avvicinata a questa trilogia. dici che merita?

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    Risposte
    1. Federica Bosco scrive davvero in modo scorrevole e brillante, e ha un gran senso dello humour.
      Quindi, pur essendo una storia un po' fuori di senno, direi che vale la pena!

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