lunedì 25 febbraio 2013

l'unghioverso parallelo

Mi si spacca un'unghietta, e non riesco a sistemarla da me. Scruto le mie manine ricoperte di pellicine, e decido di investire 10 € al salone di manicure vicino all'AaD, consigliatami anche dalla collega Vampionda, cliente abituèe. E' un piccolo salone gestito da ragazze cinesi, carine, mute e preciserrime. Affido le mie zampine al maestro Pai Mei de Paolo Sarpi, e mi sciabola via tutte le brutture. Ed ecco, entra un armadio a due ante, nero, con pellicciotto nero e pantacollant + unghie color oro. COn voce baritonale prorompe: "s'è rovinata la ugna, no es mas oro...està rota, me la sistemas?" Pai Mei, implacabile: "Ocupata , tu plende appuntamento". Armadieiro: "Ma io va trabajar tra tre oras, como facio con clientes?" (ma se tra due ore è buio? no, ora che ci penso non voglio sapere che lavoro fai!!) Pai Mei, ancor più algida e implacabile: "Ocupata , tu plende appuntamento". "Cinesas Mierdas!" Pai Mei, implacabile: "Ocupata , tu plende appuntamento". Armadieiro se ne va. Pai Mei ripiomba nel mutismo, avvolta da una surreale e melensa melodia cinese in filodiffusione. Son muta anch'io. Certo che a lavorare tra viale Zara e Paolo Sarpi ti fa sentire a volte come protagonista di un episodio del Dottor Who.

3 commenti:

  1. " con pellicciotto nero e pantacollant + unghie color oro."

    io un'idea del suo lavoro me la sono fatta... ^_^

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  2. Concordo con Moma... forse forse fa il ...mmh... la ... sì! Ci siamo capiti

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