sabato 4 maggio 2013

CRESCERE, CHE FATICA#2



È che poi i flashback non li tengo per me, io. No. Li condivido anche in famiglia.
E Nanny, la sorella maggiore, è sdegnata di fronte al racconto.
“Ma Osama! Ma hai traumatizzato la povera Proletarina!”
Accidenti da che pulpito…penso mentre in sottofondo parte un altro flashback.
28 anni fa.
Proletarina, sempre pochenne, gioca a Barbie sul pavimento di cucina.
(questo comun denominatore della Barbie comincia a farmi pensare che la bionda bambolona mi porti un po’ sfiga)
 Nanny, frattanto, lava i piatti.
“Nanny, lavi i piatti? Fai la sgualdrina?”
Sbaaaam!
M’arriva un man rovescio, potenziato dal micidiale guanto di gomma bagnato.
The Nanny, e l’incredibile duttilità mentale del capire che una bambina pochenne possa confondere “sgualdrina” e “sguattera”.
Trauma che mi ha fruttato per anni una mania della buonanotte: prima di dormire, apri il Devoto Oli e impara una parola nuova.

Perché bisogna sempre sapere di cosa stai parlando.
 

2 commenti:

  1. io una volta ho chiamato mia sorella, che si chiama Mara, maroide, che in dialetto voul dire emorroide. io ero piccolina , eravamo fuori insieme a degli amici di mia sorella, maschi...fortuna che lei si limitò a ridere e a darmi della scema:-D

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  2. Come la figlia di una nostra amica che ci raccontava cosa stava studiando a storia alle elementari, non si ricordava la parola plebeo e ha detto playboy

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