Bastava dire no - Chiara Maffioletti

Questa volta mi sono presa una pausa da vampiri &co. per dedicarmi a questo libro, che mi ha prestato mia sorella Osama.
L'autrice descrive, minuto per minuto, la storia del suo divorzio, che potremmo definire "cronaca di un divorzio annunciato".
Interessante quando descrive la conflittualità tra mogli e cognate: insomma, il problema non è solo mio o di Moma!!! il mondo è pieno di cognate deficienti!
Tra il capitolo 11 e il 12 ho rischiato invece un'embolia.
Nell'11, l'argomento è 'perchè i bravi ragazzi sposano le stronze'. No, spiegami il concetto di 'stronza': cosa è stronza, una che non si fa usare come zerbino? una che non si fa chiudere fuori casa in mutande? una che non si fa rubare i vestiti? ...allora, sono stronza anch'io. Perchè l'esperienza mi ha insegnato che la sopportazione delle cattiverie altrui induce solo alla sopportazione di cattiverie ancora più grandi. E allora, più che stronze, ribalterei il concetto in 'gente che ha rispetto di sè a differenza mia'.
Nel 12, l'argomento è "perchè gli amici non mi hanno detto che odiavano il mio ex marito".
Ora, io di amiche che hanno sposato idioti ne ho, eccome. E l'esperienza insegna che non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.. E credetemi, io c'ho provato a farle ragionare... Non c'è stato verso, se li sono sposati.
Auguri e figli maschi. 
La domanda è: non è un po' comodo dire "sì, avrò sbagliato, ma me lo dovevano dire..."
Il punto è - care le mie vittime sacrificali designate - che magari ve lo dicono, ma per non 'soffrire' (o per non dare agli altri l'ultima parola sulla vostra vita) fate anche finta di niente.

Nel complesso comunque è un libro che fa anche tenerezza, che fa riflettere e pensare.
Mi è sembrato (ma come si fa a dirlo con certezza...) che la protagonista non sia certo una combattente: credo che per il mio matrimonio avrei combattuto di più.
Sicuramente, ne consiglio la lettura.

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