giuro di dire tutta la verità, nient'altro che la verità...lo giuro. STORIE DI MALASANITA' ITALIANA

Perdere un bambino ti porta non solo a fare i conti col dolore.
No, se sei sfigata vera, e hai un aborto ritenuto (ossia, senza perdite ematiche come la sottoscritta), ti porta ad avere a che fare con quei bizzarri personaggi che rispondono alla definizione di medici della pubblica sanità italiana.
Nell'ordine...

  1. ho visto in clinica privata, coperta dall'assicurazione, un ginecologo detto Il Millenario che mi ha diagnosticato l'aborto, e mi ha invitato nel suo studio privato (a pagamento) per la rimozione del sacco vitellino. Peccato che il mio medico curante Dr House mi abbia inviato con priorità al Pronto Soccorso, temendo che incorressi in infezioni.
  2. vado quindi al Pronto Soccorso, dove trovo una dottoressa che -giusto per non incorrere in fraintendimenti - chiamerò CL. Costei mi dice che l'embrione è lungo ben 3 millimetri all'undicesima settimana, e che pur non avvertendo battito cardiaco, non può escludere che si riprenda, tale creatura di Dio. "Su, ci rivediamo settimana prossima. Faccia come fosse incinta, prenda tanto acido folico". Ah sì, se m'ammazzo di cornflakes, il mio bambino recupererà tutti i 997 mm mancanti al corretto sviluppo per l'undicesima settimana. Passo un sereno weekend di paura chiedendomi che futuro sviluppo avrà mio figlio...finché non torno da Dr House e risento il ginecologo Millenario, che mi confermano entrambi che si tratta di una colossale cazzata, e tanto vale che mi faccia una ragione sul fatto di aver perso il bambino. E tanti saluti ai cornflakes.
  3. Torno la settimana dopo da CL per il controllo, ma si vede che è andata agli esercizi spirituali...e la ritrovo sostituita da un simpatico personaggio che per affinità intellettuale col personaggio cinematografico soprannominerò "Norman Bates". Norman mi visita, e mentre sto lì, patata al vento ed ecografo in vagina, esordisce con un "Beh, sto per dirle una cosa molto strana". POI, ben pensa di rispondere al telefono che squilla...e passare 10 amabili minuti di conversazione. Tutto ciò mentre io, ve lo ricordo, sto a gambe spalancate su una sedia ostetrica e mi vedo passare tutta la vita davanti (per sette minuti, poi la dignità ha preso il sopravvento e visto che la telefonata proseguiva ho richiuso le suddette gambe e mi sono rivestita). Termina la chiamata e si mette a scrivere al pc. Dopo, e solo dopo, mi comunica che l'embrione è stato riassorbito dal mio corpo perchè probabilmente difettoso. (lo dicevo che era Harry Potter, appare e scompare...). Tuttavia, bisogna operare perchè...taaac, risuona il telefono. Norman Bates scappa in sala operatoria,  dicendomi di aspettarlo in sala d'attesa perchè mi deve consegnare la cartella clinica, "Ma sappia che mi sono già molto adoperato per lei..."Anch'io mi adopero molto per lei, tutti i mesi con le trattenute sulla mia busta paga che servono per il suo stipendio", vorrei gridargli dietro. Ma è già sparito dietro una colonna, e mi lascia sola con una sciampista che si finge infermiera e vorrebbe cacciarmi  anche dalla sala d'aspetto. S'arrende solo quando io e il Risolutore, che è con me, asseriamo che il dottor Bates ci ha detto di aspettarlo. Finalmente Norman torna, ci dà il plico e risponde in modo randomico alle nostre domande. Il Risolutore commenta uscendo che il dottor Manera, il nostro comune veterinario, coi gatti è più sensibile. E ci siam dette tutto.
  4. Torno lunedì per il prericovero, vengo già maltrattata dall'infermiera dell'ECG che mi bistratta dicendomi 'Signora si stenda bene, non mi sembra difficile come concetto!'. Si trattengono poi la cartella clinica, dandomi in cambio un foglio giallo con le istruzioni pre ricovero. Già, per non perdere tempo in rapporti umani, la sanità italiana ha ben deciso che un bel foglio di istruzioni ti risolve tutto: leggi, e taci, vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole e di più non dimandar. Peccato che reciti di 'presentarsi puntuali all'appuntamento per il ricovero'. Puntuale quando, di preciso? l'orario non c'è, da nessuna parte. Chiamo, e dopo innumerevoli passaggi al centralino mi rispondono di presentarmi il giorno dopo, h. 7.00, al day hospital.
  5. Come dubitare? mi presento e ...dopo innumerevoli chiamate, scopro che devo andare in ostetricia. Dove però non sono attesa. Ritrovo (fortunatamente?) Norman Bates, che dopo aver scoperto che la famigerata cartella clinica è andata persa, ribalta letteralmente l'ospedale. Finché non viene stabilito di darmi una bella camera privata in ostetricia: costi quel che costi, mi opereranno lì! sono contenta di aver incontrato il dottore psicotico, finché non realizzo che fino alle 11.00, ora del mio intervento, io e Mr T saremo contornati da questi vagiti di neonati, che ci ricorderanno minuto per minuto ciò che abbiamo appena perso. E' davvero meraviglioso, grazie di cuore.
  6. L'anestesia è un'esperienza affascinante. Prima ti infilano in vena una roba che ti fa diventare di cemento, poi l'anestesista ti dice: "Ora t'addormenterai..." Stavo per replicare "Sì, come no?!" ma mi sono fermata al "sì...", passando per una volta come amorevole e arrendevole creatura. L'anestesista è Giucas Casella. Che bel mestiere, a saperlo lo facevo pure io. Mi svegliano dopo mezz'ora crampi allucinanti all'utero, dicono che è la normale reazione del tentativo di bloccare il sanguinamento, ma solo quando mi vedono piegata in due dal male, le infermiere generiche intercedono per me e mi fanno avere una boccia di antidolorifico. Che fa effetto in tre quarti d'ora. E quando finalmente posso dormire...è l'ora della poppata, e tutti i bimbi piangono. Grazie oh, grazie ancora Dottor Bates. Che Dio l'abbia (presto) in gloria. 
  7. Finalmente mi congedano per andare a casa, 'parli lei con il suo medico curante per la degenza'. E giorni? casuali?...facciamo noi? Mah.
Il giorno dopo risento il Millenario, che mi invita a fargli visita presto, 'poi le dò io una bella cura, così resta gravida subito'. E rivivere ancora questo calvario? Sarò ipersensibile io, ma per un po' non ce la faccio a vedere dottori e ospedali.
Sennò va a finire che mi trasformo nella saponificatrice di Correggio.

Commenti

  1. mi spiace, che esperienza da incubo...io ho 2 amiche, entrambe hanno vissuto storie orrende come la tua...che gente di merda...mi vien da piangere ogni volta che ci penso...già per una donna è devastante vivere una esperienza così..e non incontrare un minimo di umanità, che vergogna

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  2. quando si dice: non c'è mai fine al peggio

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  3. Se penso alla sanità e agli emeriti incompetenti, maleducati e sbruffoni che ci sono mi viene un nervoso .. Grrrrr!

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  4. la mia meravigliosa avventura nel mondo della procreazione assistita (finita com'è finita) mi ha portata a covare un odio viscerale ed imperituro per tutta la categoria medica. Capisco che non ci si possa affezionare ad ogni singolo paziente, ma un briciolo di umanità? è forse chiedere troppo???

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