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#100happydays

Già, ai 100 happy days ho partecipato anche io.
E ce l’ho fatta, per tutti e 100.
È una sfida che mi ha colto in un periodo particolare della mia vita: dopo l’aborto del mio primo figlio, dopo il tentativo di acquisto di casa (che – complice la burocrazia italiana – si sta rivelando un’impresa da incubo), dopo un’altra bruciante delusione d’amicizia, dopo forzate ristrettezze economiche per arrivare a non azzerare il conto corrente con l’eventuale acquisto casa (sempre che ci si arrivi…mah).
Ci sono stati dei giorni in cui non avevo molto da sorridere. Non è bello non riuscire a fare un progetto per la propria vita…e a volte è una cosa che ti condiziona a un punto tale da non vedere nient’altro.
Poi, però…quella foto ‘costretta’ ti spinge a considerare le cose da un’altra ottica. A navigare a vista.
E allora, ti scopri un po’ più Pollyanna … quando riesci ad apprezzare il sole sulla panchina, mentre aspetti l’ennesimo treno dei pendolari in ritardo.
Perché impari che la felicità è bere quel bicchiere di vino con le amiche, a fine giornata.

Quelle fusa di Puzzolo, che ti dicono che per lui tu sei il mondo.
Impari che quel pigiama di seta che hai preso per la prima notte in casa nuova, lo devi aprire e indossare ora. 
Perché è ora che puoi essere felice.

Commenti

  1. credo che l'idea sia proprio questa: cercare, ancora prima di fotografare, un motivo per cui siamo felici e rivalutarlo senza darlo per scontato. Ti auguro di essere capace di farlo anche dal giorno 101 :)

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  2. ^_^
    con Nuvolette e Katiu abbiamo inaugurato il tag
    #100happydayscontinua per 365 giorni
    perché bisogna sempre essere un po' pollyanna

    RispondiElimina

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