lunedì 9 febbraio 2015

baby boom

Attorno a me è un proliferare di pance.
Chi aspetta, chi ha appena sfornato, chi non aspetta ma ci pensa.
Perchè la cosa mi lascia così...perplessa?

Non riesco a non vedere questo 'parallelo'.
...
Credo che la maternità mancata mi abbia molto cambiato.
Ogni tanto penso a lui, al Pandarino, che adesso avrebbe sei mesi. Penso che lui non è venuto al mondo, ma è venuta al mondo una nuova me.
Più spietata.
Meno disposta a sentire raccontare, e a raccontarmi, bugie.
Sono diventata una che ha per religione "voglio essere felice, e il resto vaffanculo".
Ne sono fiera?
Boh.
A volte. A volte meno.
Ma penso che per ogni giorno di questo dolore, c'è una ragione.
Che forse dovevo imparare. Imparare ancora molto, prima di essere madre.
E la prima, era imparare a non dire, a non dirmi bugie, e a non mettermi in secondo piano mai.
Perchè così arriverà il giorno, se avrò fortuna di diventare madre, in cui saprò qual è la cosa giusta da insegnare a mio figlio.
Che la vita è troppo piena di dolori che ti capitano tra capo e collo, per non inseguire la felicità solo per non fare figure di merd@ o per "fare la cosa giusta".
Che le cose importanti non si chiudono in un armadio, e non hanno chiavi.
Che il giorno in cui smetti di divertirti è il giorno in cui devi cominciare SUBITO a farti domande.
Che non sei mai pronto per la vita, ma sei pronto per il giorno dopo, e puoi affrontarlo.


Non ho imparato tutto.
Ma ho imparato a smettere di dirmi balle.
Ho imparato che, se un giorno avrò la fortuna di restare incinta ancora, e di diventare madre, avrò paura.
Ma non chiuderò mai più gli occhi su nessuna delle mie emozioni.


1 commento:

  1. http://www.paroleamiche.com/wp-content/uploads/abbraccioimg.jpg

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