mercoledì 8 aprile 2015

Piccole donne 1° tappa - dello scoprirsi poco Amy

"Piccole Donne" credo sia stato il primo libro 'serio' che abbia letto.
Per questo l'idea di rileggerlo dopo tanto tempo mi ha intrigato parecchio...un po' come l'idea di ritrovare delle vecchie amiche! Le stesse che mi avevano accompagnato per tutte le elementari. Eh sì, perchè l'ho letto, e riletto, e riletto, e riletto...
Credevo di conoscere le ragazze March come le mie sorelle. Già, anche perchè questo universo tutto femminile era vicino al mio, di bambina con due sorelle maggiori.
E visto che per forza di cose non potevo essere Meg, che il ruolo di Jo insisteva per prenderselo mia sorella Osama, che non avevo troppa voglia di morire giovane come Beth...non rimaneva che Amy.
Sì, Amy: la più graziosa, capace di farsi benvolere da tutti e che disegna alla grandissima. "Massì, dai, sento che ce la posso fare", mi dicevo.
Ecco. Per dire che poi si cresce, e si vanno a far benedire tutte le considerazioni.
Perchè già da pagina 4 ti fa prudere le mani, la stron§etta.
Che pensa di essere la vittima designata. Che vuole risparmiare sui regali per sè stessa. Che vuole imporre la propria presenza a teatro, e non riuscendoci brucia il manoscritto di Jo.
Abbellaaaa!
Mi sono trovata a pensare, a differenza di quando ero piccola, che bellezza e talento non giustificano la superbia e nemmeno la mascherano.
Che maturità!

(ps...ma queste...ve le ricordate voi?)

2 commenti:

  1. Ah ecco... certo tra Beth e Amy hai scelto il male minore :D :D :D
    Si il cartone me lo ricordo :D

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  2. io ho riletto piccole donne l'estate scorsa...l'ho letto e riletto da ragazzina..e ho realizzato che ora son troppo vecchia per apprezzarlo :-D

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