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Confessioni di una vittima dello shopping - rhadica jha

Leggere questo libro è stato un pugno nello stomaco, ma anche una lezione.
Kayo è una giovane casalinga e neo mamma giapponese, che proprio mentre sperimenta la depressione post parto reincontra l' amica di gioventù Tomoko. Bellissima e sofisticata introduce Kayo alla mania dello shopping di lusso. E di là la protagonista finisce in una spirale di perdizione sempre più profonda.
Alcune teorie mi hanno colpito profondamente : come il fatto che i soldi siano come fiori di loto...che generano cose pure e bellissime all'apparenza, ma in realtà immerse nel fango. E peggio ancora, la religione del "Felicismo ": quell'importanza di essere appagati, di sentirsi soddisfatti a tutti i costi dalle 'cose belle'...effimere ma che sembrano irrinunciabili.
Eppure, uno dei pochi momenti in cui Kayo sembra ritrovare la felicità è proprio a contatto con le cose più semplici, con la natura che torna a invadere la scena con la bellezza.
Quanta gente conoscete  che "piange miseria " per acquistare poi l'I Phone...o l'auto lussuosa...o abiti, giochi e scarpe di grandi stilisti?
In questi giorni conosco molta gente che è andata in delirio per l'apertura del centro commerciale di Arese (quello di Primark, per capirci ).
Gente che ha preso le FERIE per andarci...gente che vive situazioni economiche tutt'altro che floride! Eppure vanno in deliquio per le "cose". In una splendida giornata di primavera, chiudersi tra quattro mura a comprare camicette da 2,5 euri e mandare reportage fotografici su Facebook e Whatsapp ...mentre le cose più belle accadono lì, a pochi km,nei parchi o nei campi...abitare in un posto dove ci sono montagne,boschi splendidi e laghi,che puoi toccare al massimo in 30 minuti di macchina, e decidere di prendere ferie per comprare l'inutile.
Ecco, questa cosa è una malattia. Quella che ci fa dimenticare che quei fiori, manco tanto belli...poggiano nel fango.

Commenti

  1. Non sono superfan dei centri commerciali. Li frequento A) per andare a fare la spesa al supermercato B) rapidamente in tempo di saldi. Ma rimango sempre più basita dal fatto che la passeggiata della domenica invece che farla fuori la fanno lì dove c'è il wi fi

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