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Undicesimo comandamento: non farai arrabbiare le donne incinte

È un periodo dove, invece che vivere la pace dei sensi, ne esce una al giorno per farmi incavolare.
L’ufficio del personale della Compagnia di Calcutta mi ha mandato a fare il certificato per la maternità posticipata due volte, facendomi cambiare la data di un giorno. Mi hanno obiettato anche “ma perché non stai a casa prima?”
…ma che ti frega? Magari posso avere qualche problema per cui voglio stare a casa un mese in più dopo, con la Leopy! E io lo voglio, lo devo fare, soprattutto visto che mia mamma si opera all’anca a settembre, e con l’artrosi sarà dura per lei recuperare in breve la funzionalità piena… mandarla al nido subito non me la sento, fare troppa maternità facoltativa non posso (per motivi economici), una babysitter full time è impensabile per lo stesso motivo.
Ma poi: è mio diritto, perché negarmelo? Solo per adempiere voi a una burocrazia in meno?
E tanto se la prendono, che mi fanno inserire la domanda all’INPS due volte, sempre perché “a loro non torna la differenza di un giorno”. E vabbè. Se il Cielo m’aiuta, eviterò di partorire qui per tutti i ritardi burocratici, e starò a casa da fine giugno. Non vedo l’ora.
Anche perché oltretutto è arrivato il momento in cui si distribuiscono le valutazioni basate sull’anno passato e i relativi premi produzione. E indovinate un po’? ho ricevuto “in linea con le aspettative”: praticamente la sufficienza. E voi al 6, 6 e mezzo la mancia non la date, vero?
Infatti: manco alla Compagnia di Calcutta. È la valutazione più bassa che prendo ,dopo 9 anni di lavoro.
Guarda caso, arriva proprio quando sono incinta.
Guarda caso, arriva dopo che mi hanno cambiato lavoro contro la mia volontà.
Nota bene, contro voglia non significa che svolga il mio lavoro di ‘mala voglia’… e sarei stata giustificata, visto che non si sono presi la briga di prepararmi alla sòla, mi hanno messo una collega senior, io sono magari in un momento della vita particolare e sanno pure dei problemi di salute che hanno i miei familiari, e che ho avuto io stessa in passato. Siccome però non ho costume di rubare lo stipendio, ho sviluppato da sola diversi progetti, ricevendo anche i complimenti dei capi.
Ma tant’è che sono in linea con le aspettative. Mica è colpa loro se hanno le aspettative alte. Tanto alte. Potrei indossare occhiali a specchio, un abito da odalisca e arrivare in ufficio cantando “la Bamba”, magari li stupirei finalmente con effetti speciali, no?
Dei simpatici dirimpettai già vi ho raccontato…e pure di Barbie Stonza e Draco Malfoy, che vivono nella villetta accanto alla nostra con la missione di vita di farsi volere male dal vicinato. Si va dal lamentarsi se un vicino lascia la macchina davanti al box nella mezz’ora in cui carica la spesa (e loro, poverini, non riescono a passare nei 5 metri di corsello rimasto libero), al mandare messaggi all’una di notte per chiedere a qualche vicino di spostare l’auto (il vicino in questione è l’Imbruttito, con figlia di un mese…chiudere un occhio pensando che forse se n’è dimenticato,  no?), dal non partecipare mai ai turni di pulizia delle poche aree comuni al mettere in giardino delle specie di lastre di marmo tombali, alla faccia delle regole di estetica condominiale… e chiaramente, i lavori di trapano si fanno tra le sette del sabato mattina e le dieci di sera dei giorni feriali.
Lasciatemi partorire così sono più efficace quando metto loro le mani addosso.
La convenzione di Ginevra doveva impedire di dar noie alle donne in gravidanza. Si soffre troppo e ci si può difendere relativamente.
In tutto questo, sono contenta perché mi sono arrivati i primi pannolini lavabili. Così belli e colorati che meritano un post a parte, con tanto di foto.
Belliniiii!!!

Commenti

  1. Voglio vedere la foto dei pannolini :D

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    Risposte
    1. yessss! faccio il servizio fotografico e pubblico! ne sono molto fiera!

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  2. Mitica, i lavabili! Li ho usati col pupo e non vedo l'ora di ricominciare con la pupa :)

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  3. Mi sa che lo avevo accennato commentando da un altro account ;)

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