mercoledì 27 aprile 2016

175



Oggi vi rendo edotti dell’esistenza di un meccanismo infernale che si chiama “Istat Rivaluta”. Un affarucolo che calcola tramite internet quanto un determinato importo ‘varrebbe’ oggi. In parole povere vi permette di vedere quale sarebbe il potere d’acquisto della busta paga che prendevate al vostro primo impiego…oggi.
Ebbene, ho calcolato che la mia prima busta paga varrebbe solo 175 € meno che oggi. E – sempre calcolando il potere d’acquisto – è come se avessi avuto circa 130 euri di aumento.
C-I-O-E.
Ho fatto l’impossibile per 10 anni.
Ho fatto viaggi per tutta Italia, mi sono assunta responsabilità manco retribuite, ho ingoiato rospi e accettato che certe persone mi trattassero da sguattera guatemalteca clandestina.
Tutto questo per 175 euri. E di questi, almeno 70 dipendono da aumenti del contratto nazionale e anzianità di servizio.
Ora voi capite che.
Che comprendi a quel punto che avresti potuto prendere un’auto, una casa più piccole.
Avresti potuto trovarti un secondo lavoro poco impegnativo, ma che ti fruttasse quel centinaio di euro al mese.
Che avresti potuto rinunciare ai vestiti inutili (ah…e qui vi racconterò la mia nuova sfida in uno dei prossimi post!), a bere degli aperitivi in posti spocchiosi, o scegliere l’assicurazione su facile.it.
Ma che avresti avuto più tempo per te. Più dignità. Qualche esperienza diversa. Chissà, qualche amico in più, dei nuovi ricordi.
E capisci che tutto questo vale.
Che vale ben di più del tempo che hai investito nel lavoro. Che non vuoi più perderti un singolo istante.

venerdì 22 aprile 2016

Come ti salvo gli auricolari

Eh già. Gli auricolari sono parecchio cari...e a dirla tutta, il ciclo di vita è piuttosto basso! Basta un nodo di troppo...ma anche lo sballottamento in borsa e -taac- si stacca il filo fatale (che sia quello rosso come nel film dei bombaroli? !)...e non si sente più niente!  Certo, le cartolerie ti propongono gadget fighi come "la coccinella avvolgicavo " ,ma costa anche quello...
Eppure c'è una soluzione ogni giorno sotto i vostri occhi:
La qualità del set fotografico fa capire che siamo nel Tag "quel che passa il convento "...
Basta una pinzetta ed ecco che le cuffiette restano sane a lungo! Scippate il vostro ufficio!

martedì 19 aprile 2016

Il Cristoforetto e l’autarchia a casa mia

Ormai mi sono fatta contagiare dai tanti blog di risparmio e autoproduzione: sarà anche che una delle mie più grandi preoccupazioni è ‘non fare la fame in famiglia’ (visti gli esigui stipendi), ma pare che una delle più grandi tecniche di risparmio sia il ‘chi fa da sé fa per tre’.
E dopotutto il tag quel che passa il convento l’avevo già inaugurato. Si tratta solo di espandersi.
A pane, pizza, mobili, vestiti e universo criato.
Okay, ma andiamo con calma che sennò scatta la botta di ansia e non combino più nulla.
Per esempio, si potrebbe cominciare da un biscotto facile facile, leggero (leggi: senza burro) che serva per la merenda di Mr T e per la colazione…che si prepari velocemente e senza sprechi, magari mentre guardo la TV.
Ed ecco che trovo questa ricettina ‘mpress ‘mpress.
250 farina
200 zucchero
1 bicchiere olio di semi (se si preferisce il burro: 120 gr)
Un uovo
1 pizzico di lievito
Lavorare zucchero, olio e uovo fino a farne una cremina liquida, cui aggiungo la farina setacciata più lievito.
Con la pasta elastica ottenuta ricavo tanti strisciotti che inforno per 7/8 minuti a 200°.
Posso aggiungere a piacere altro per aromatizzare: gocce di cioccolato, noccioline, mandorla, cereali…
Il risultato è una bomba! Buonissimi!!
E soprattutto, molto sazianti. Tant’è che Mr T li ha ribattezzati…
“Amore, stasera mi prepari i cristoforetti col muesli?”
“scusa…come li hai chiamati?”
“Cristoforetti! Perché se ne mangi uno, poi ti possono lanciare nello spazio 6 mesi senza patire fame…”
Annamo bene.

venerdì 15 aprile 2016

Confessioni di una vittima dello shopping - rhadica jha

Leggere questo libro è stato un pugno nello stomaco, ma anche una lezione.
Kayo è una giovane casalinga e neo mamma giapponese, che proprio mentre sperimenta la depressione post parto reincontra l' amica di gioventù Tomoko. Bellissima e sofisticata introduce Kayo alla mania dello shopping di lusso. E di là la protagonista finisce in una spirale di perdizione sempre più profonda.
Alcune teorie mi hanno colpito profondamente : come il fatto che i soldi siano come fiori di loto...che generano cose pure e bellissime all'apparenza, ma in realtà immerse nel fango. E peggio ancora, la religione del "Felicismo ": quell'importanza di essere appagati, di sentirsi soddisfatti a tutti i costi dalle 'cose belle'...effimere ma che sembrano irrinunciabili.
Eppure, uno dei pochi momenti in cui Kayo sembra ritrovare la felicità è proprio a contatto con le cose più semplici, con la natura che torna a invadere la scena con la bellezza.
Quanta gente conoscete  che "piange miseria " per acquistare poi l'I Phone...o l'auto lussuosa...o abiti, giochi e scarpe di grandi stilisti?
In questi giorni conosco molta gente che è andata in delirio per l'apertura del centro commerciale di Arese (quello di Primark, per capirci ).
Gente che ha preso le FERIE per andarci...gente che vive situazioni economiche tutt'altro che floride! Eppure vanno in deliquio per le "cose". In una splendida giornata di primavera, chiudersi tra quattro mura a comprare camicette da 2,5 euri e mandare reportage fotografici su Facebook e Whatsapp ...mentre le cose più belle accadono lì, a pochi km,nei parchi o nei campi...abitare in un posto dove ci sono montagne,boschi splendidi e laghi,che puoi toccare al massimo in 30 minuti di macchina, e decidere di prendere ferie per comprare l'inutile.
Ecco, questa cosa è una malattia. Quella che ci fa dimenticare che quei fiori, manco tanto belli...poggiano nel fango.

giovedì 14 aprile 2016

perchè chissà cos'aveva in testa

Io non so se vi ho mai parlato della collega StregaBacheca.
(per chi se la ricorda...)
Costei è quel che si definisce "un senatore" nel peggior senso possibile. Dopo aver passato la gavetta a fare di tutto fuorchè lavorare col sudore della fronte (a ciò che si dice), ha ottenuto uno stipendio da capogiro dopodichè s'è parcheggiata a fare il capo sfruttatore. Quando a seguito delle varie riorganizzazioni aziendali è finita senza alcuna risorsa umana a farle da schiavetto, non è mica che s'è messa a lavorare in prima persona, noooo...
S'è messa lì semplicemente a tirare la giornata senza far nulla. Pretendendo però di mantenere tutti i suoi privilegi.
Visto che - da quando siamo diventati la Compagnia di Calcutta - questa StregaBacheca si ritrova a lavorare nel nostro stesso dipartimento, ora che finalmente (?!...) veniamo spostati in un unico ufficio, ce la troviamo lì, tra noi delle Ultime Lettere di Jacopo Ortis.
Che gioia, che gaudio, che tripudio.
Soprattutto perchè questa str...egaBacheca s'è messa a strepitare che il posto più defilato in open space lo voleva lei, che a dare le spalle alla porta dell'ufficio.
No ci devo andare io nel posto della supposta.
Che "tanto poi sta a casa" (tra DUE mesi).
Che "poi ci vuole tanto a rientrare" (sei mesi. In effetti l'eternità).
Che "tanto ha altre priorità". (eh già, io la mia scala di valori in effetti l'ho tatuata in bella vista sulla gola... a mo' di Fedez. Quindi sai già ciò che penso no?!)
La stessa che diceva della mia collega Werter (a casa perchè aveva perso due figli) "questo casino(lavorativo) l'ha combinato lei, chissà che aveva in testa".
ma cos'aveva in testa tua madre, quando ti ha generata.



giovedì 7 aprile 2016

Pendolare, panzona e gattara

Certo che ti piacerebbe mollare tutto, una volta incinta.
Il dottor Montalbano non è d'accordo però. Quindi mi tocca continuare a lavorare all'Associazione Calcutta (che bel nome per ribattezzare l'Associazione a Delinquere. Considerato che abbiamo cambiato identità con la fusione, e le attuali condizioni di lavoro, potrei chiamarla così).
Lavorare però fa rima con 'pendolare', oltretutto su Tremerd...ops...Trenord.
I primi tre mesi è andata bene: sotto Natale ci sono meno studenti, riuscivo a sedermi sempre.
Poi c'è stata la coscienza risvegliata: prendo il treno col mio vicino Imbruttito, che faceva alzare la gente per farmi sedere (the Bodyguard -2).
Ma in questo periodo l'Imbruttito va in auto, e io sono in balia degli altri pendolari.
Ci sono i Quasi Esodati, gente della vecchia guardia che si alzano in gruppo per farmi sedere.
Roba che l'altro giorno ho dovuto ricordare loro che di fondoschiena ne ho uno solo, bastava un sedile.
Ma se non becco loro, è la fine. Faccio fatica persino a farmi cedere i posti contrassegnati e chiesti esplicitamente.
E i peggiori non sono gli studenti imberbi e un po' incivili (che comunque non sono una bella razza...) ma le donne!!! Accidenti, e capitasse a voi? e magari vi è pure capitato!
Beh, stamattina sono capitato di fronte a queste sciurotte (trad. per non lombardi: signore di certa età) imbruttite, che chiaramente facevano finta di leggere assorte il cellulare e non vedere il  mio pancione. Finchè la ragazzina da parte a loro, dopo qualche esitazione, s'è alzata. Mi siedo e...
"etciù! etciù!etciù!" ha cominciato la sciurotta al mio fianco.
"Oh, hai preso il raffreddore?" ha chiesto l'altra.
"No, ci dev'essere qualche disgraziato che ha un gatto qui attorno, e io sono allergica..." ha replicato arcigna.
...
....ho bisogno di dirvelo che mi sono messa ad avvicinarle apposta il mio gomito (ricettacolo di peli) sul bracciolo?
Purtroppo, il giorno che distribuivano la capacità di perdonare, io ero in fila al gattile.

mercoledì 6 aprile 2016

Latitanza e ...gravidanza :)

Sì, lo so che ultimamente spesso latito.
Ma la causa è buona.
Indovinate qual è?
PS. Sul fatto che ne abbia scritto poco e niente...per paura e scaramanzia...fino alla fine del 5° mese, so che raccoglierà la vostra comprensione.
Ma la Leopolda (soprannome per gli amici...non vi preoccupate che non sarà il vero nome!) è una tipa molto gentile e generosa, mi rassicura tutti i giorni con piccoli calci e rotoloni.
Ho cambiato il ginecologo, col sosia competente di Montalbano, un uomo che mi mette molta tranquillità...al punto tale che mi sono sentita di scriverlo qui.
Insomma ragazze. Pare che sia tempo che teniate le dita incrociate...e io speriamo che me la cavo :)