Cosa leggo in questo periodo



La frase sopra sarebbe già una regola di vita in generale…e diventa particolarmente utile in questo momento dove il tempo per far qualcosa (che pure amo) è sottratto a Pannolina, a Mr T, a Miciosauro e Puzzolo…
Motivo per cui più che un periodo di letture è stato un periodo di letture abbandonate!
Hygge di L.M. Brits – cominciato e abbandonato alla pagina 40. Il concetto è: come sono felici i danesi che si chiudono in casa, non sentono le differenze di classe e giocano a risiko a lume di candela con la cioccolata da parte. Per questo sono il popolo più felice del mondo. E grazie al Caspio. Io imputerei la felicità più che altro alla politica sociale seria,  tipo avere una casa accessibile appena decidi di andare a vivere da solo, una politica di serio sostegno nel caso si decida di allargare la famiglia, un posto di lavoro adeguato senza necessità di conseguire 8 master (e andare a giocare a calcetto, chiaramente), al fatto di lavorare un numero congruo di ore. E tanto, tanto altro. Poi se vogliamo pensare che la candelina accesa sia il segreto della felicità, ok, va bene. Facciamo però che risparmio tempo, e ti lascio a pagina 40 ad accendere candeline e spargere plaids per casa.
Sposati e sii sottomessa di C. Miriano – sempre peggio. L’autrice, giornalista affermata e cattolicissima madre di quattro figli, afferma l’importanza per le donne di sacrificare se stesse per la famiglia. Arrivo a pagina 80 e comprendo che stiamo tornando al medioevo. Già, facciamo 4 figli. Ma beati tu e tuo marito che ve li potete mantenere, e a cui è andato sempre tutto bene…se invece ti capita di avere più di un aborto? Se fate fatica a tirare fine mese in tre? Se gli aiuti dei nonni sono relativi? Direi che fai meglio a risparmiare il fiato invece che sederti in cattedra e sentirti in dovere di indottrinare il mondo dall’alto della tua cattolica supponenza (e lo dico da cristiana). Quando poi ha suggerito alle tue amiche e alle figlie di non rinnegare il proprio ruolo di madri dell’umanità e di sacrificare se stesse, ho deciso di portare il libro fuori di casa, via, donazione alla biblioteca. Sia mai che resti in casa e ci sia rischio che Pannolina lo legga. Una vita a cercare di insegnarle a dar valore a se stessa, a non farsi andare bene qualsiasi cosa un fidanzato isterico le imponga…poi arriva ‘sta catechista dei giornaletti a disfare tutto. Ma lungi, lungi!
Un uomo una donna e un bambino di E. Segal – questo sì, letto fino alla fine. E abbondantemente innaffiato di lacrime. Di questo libro ho sentito parlare a lungo, era alla base di un gioco di ruolo proposto dallo psicologo al corso prematrimoniale della parrocchia. Ma nessuno l’aveva letto mai…finché l’ho trovato al mercatino dei libri pulciosi. Bellissimo, commovente e desueto per i valori moderni forse…ma profondissimo e umanissimo nell’interpretazione dei personaggi. Bello, bello e bello.
…per ora voglio finire la saga di Anna dai Capelli Rossi, visto che ora su Netflix stanno trasmettendo la serie appena uscita (e ho contattato qualche anima pia per farmela scaricare ;) )…poi mi lancerò sulla serie leggera proposta da Moma. Vediamo. Come dice Oscar Wilde però, la vita è troppo breve per leggere libri non belli!

Commenti

  1. Lol, anche al mio corso pre-matrimoniale ci hanno fatto fare un gioco di ruolo sul romanzo di Segal!

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  2. io con i due primi libri ci avrei acceso il camino. Mi sembrano una bella presa in giro.
    Invece quasi quasi mi coccolo un po' con le 96 lezioni di felicità della nostra amica Marie, sei interessata?

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