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Visualizzazione dei post da Settembre, 2017

Vedere i drama su youtube è da poveri

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Apriamo la rubrica “cose che fanno i poveri”, che oggi interseca l’acclamata rubrica  “il Fi go ne del mese” (sospesa da tempo per mancanza di fi go ni). Tema dolente della vita povera è il divertimento, l’entertainment: divertirsi si sa che costa. Provateci voi ad andare in tre a mangiare la pizza, o anche solo al cinema; meno di 40 euro non se ne vanno. Che poi, andarci con una bimba di 1 anno è abbastanza impossibile (almeno il cinema). Resta a questo punto la passeggiata, la gita in auto o bici (meglio ancora, quella è proprio gratis), il pic nic…e al posto del cinema c’è internet! La pay tv manco la contemplo. A casa nostra abbiamo un magrissimo pacchetto per le partite di calcio, il vizio del mio juventinissimo marito Mr T, che è intoccabile (e che si paga di tasca sua col suo budget ‘vizietti’). Sarebbe pure inutile andare a pensare di aggiungere un pacchetto pay tv…perché la tv è occupata da lui, in primo luogo J e poi perché secondo me si rischia di perdere tempo guardando…

come ti infighetto il passeggino

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C’era una volta una donna incinta di 6 mesi, che andò a casa di una parente e si portò a casa il trio passeggino/ carrozzina / ovetto, culla, mangiapannolini, seggiolone pappa, seggiolini auto (2)… La donna incinta, confusa e felice, chiese alla parente se volesse soldi, ma ella rifiutò: l’importante era svuotare la cantina, non ci sarebbero stati altri cuginetti e la bimba in arrivo aveva bisogno di tutte quelle cose. Passarono i mesi, e un giorno, passeggiando con marito e neonata, incontrò la cugina e il di lei marito. E dopo pochi giorni, la cugina chiese indietro tutto. OGNI. Singola. Cosa. Questo perché – al di là delle scuse accampate – il di lei marito aveva deciso di vendere tutto quanto su ebay. E – siccome avrete capito che è una storia autobiografica – aggiungerei anche grazie al ca**o. Francamente non mi stupisce più la maleducazione della gente. Penso che si sia perso completamente il ritegno. Assisto quotidianamente a situazioni al limite del paradossale quanto a risp…

distacco

Sì, ho latitato. Avevo anche bisogno di riflettere su alcune situazioni, di assorbire alcune circostanze, di farmi diverse domande. Tra le quali, se avesse un senso tenere un blog quando i feedback magari sono scarsi, chiedermi dove volessi andare a parare, quali fossero le cose che volevo affrontare. La risposta è tuttora sì. Sì, voglio avere un blog in cui parlo delle mie passioni low cost. sì, voglio avere un blog dove esporre la mia filosofia di vita di semplicità. Sì, voglio continuare a scrivere delle piccole scoperte che mi aiutano a vivere meglio la vita. Aiutare poche persone, che magari passano su questo blog per caso (e non tornano più), è importante. Ma ancora più importante è portare avanti, almeno una volta a settimana, un progetto che io personalmente sento pieno di significato: cioè mostrare un modo di vivere un po’ fuori dalla massa, meno consumistico, dove abbia più spazio l’animo. Welcome back!