martedì 20 giugno 2017

La bella lavanderina


È tanto che non scrivo un post ispirato a ‘quel che passa il convento’, per casalinghe proletarie e francescane.
Molte persone ancora oggi scelgono di lavare i panni con la lisciva: una mistura di acqua e cenere che consente di lavare perfettamente i panni. Onestamente però il processo è un po’ oneroso: bisogna avere della cenere, ed avere tempo disponibile per bollirla due ore. E poi filtrarla. E poi farla riposare. E poi filtrare. E poi…
Sono già stanca!
Se siete mamme, e magari lavoratrici, sapete già molto bene che il tempo è quello che è: non resta che affidarsi al classico detersivone, liquido o in polvere. In polvere va bene per lavaggi ad alte temperature, motivo per cui spesso basta meno della metà della dose indicata: l’acqua calda già lava molto bene, la macchia la devi comunque pretrattare con una fregata di spazzola e sapone. Mettere un etto di detersivo serve solo a rendere l’operazione più difficile nel risciacquo, a svuotare prima il sacchetto, a produrre più inquinamento e intasare il filtro della lavatrice impastandosi coi capelli. Basta semplicemente diminuire la dose e il lavaggio sarà più efficace ed anche igienico. Io acquisto questo tipo di detersivo, molto economico, profumato e abbastanza efficace. Basta meno della metà del misurino. Fate conto che la quantità contenuta va ben oltre i 18 lavaggi,  io ne faccio almeno 40.

Penso peraltro che esistano prodotti più ecologici: mi piacerebbe provare il detersivo in polvere Viviverde Coop, di cui ho sentito parlare molto bene e che sembra avere un costo più o meno in linea. Se fosse altrettanto efficace, saremmo a cavallo, e lo potrei usare anche per i pannolini di Pannola.
I pannolini di Pannola meritano un discorso a parte: solo per i suoi pannolini e indumenti intimi uso il detersivo Winny’s liquido, verbena e Aleppo. Non mi sembra meraviglioso, e molte ‘mamme pannolinare’ del gruppo Feisbuc ME LO bocciano…
Ultimamente però sto usando Chanteclair Vert liquido. Per renderlo ancora meno inquinante e farlo durare di più, lo travaso in un flacone riempito a metà con acqua e bicarbonato ben sciolto. I panni escono belli morbidi, puliti e profumati…e anche qui, basta un po’ meno della dose indicata, nonostante sia annacquato.
Poi devo confessare il mio amore per un detersivo, in vendita da Eurospin, con flacone verde che annacquo…ma che nonostante ciò conserva un profumo allucinante, buono, freschissimo! Un terzo di tappo nel bucato poco sporco, pulisce e deodora per settimane, lo adoro. Il maxi formato poi consente di non comprare molti flaconi: circola meno plastica…posso permettermi il peccato veniale di usarlo, visto che sono parsimoniosa e frugale?
E voi? Quali prodotti “bucatosi” vi piacciono di più?

mercoledì 14 giugno 2017

Quando Celestino incontra Anna


Anni fa lessi un testo altamente formativo, “La profezia di Celestino”.
Una va**ata niu eig che interpreta la realtà secondo dettami ben precisi, e seguendo le regole proposte l’umanità si dovrebbe sviluppare verso il meglio.
Essendo, per l’appunto, una waccata ho rimosso la maggior parte delle cose lette tranne questo: che se si mantiene la mente aperta spesso si ricevono delle ‘premonizioni’ che ci guidano sul futuro.
Ad esempio: capita di mangiare la girella, e ripensare a quel compagno delle elementari con cui scambiavi spesso merenda: il tuo panino al prosciutto per la girella. Poi al pomeriggio vai alla Coop e taaac, chi trovi in cassa?...il suddetto compagno. Ecco, la ‘profezia di Celestino’ raccomanda a quel punto di parlare col compagno, che potrebbe avere un messaggio della vita per te.
Ora, questa cosa è abbastanza vera. Alla peggio, il messaggio sarà che c’è la farina della pizza in offerta, ma insomma anche quello può essere utile.

Sarà quindi un caso che, mentre rileggo la serie di Anna di Green Gables, scopro tramite i social network che Netflix sta trasmettendo la serie “Chiamatemi Anna”?
C"he è BELLISSIMA.
La serie prende la maggior parte degli spunti dal primo libro, ma non credete a chi scrive che è ‘fedele al libro’.
In realtà reinterpreta la vita di Anna in una luce più noir e (ce ne si rende conto vedendola) forse più veritiera.
Anna ha conosciuto la solitudine, lo sfruttamento, il lavoro fin dalla più tenera infanzia.
È normale che quindi le sue estreme fantasie siano da leggersi come metodo per sfuggire la realtà…
Ma lo si comprende bene solo vedendo questa serie. Dove Anna fatica ad inserirsi con i compagni, perché conosce molto di più i lati oscuri della vita e stenta a comprendere una vita fatta di grembiuli puliti e mele ruggine.
In tutto questo il rapporto con Gilbert Blythe assume un tono diverso. Gilbert ‘comprende’ Anna, perché anche lui è ‘straniero’ ai compagni; ha vissuto in città, letto libri differenti, conosciuto molte persone. Ed è costretto a prendersi cura di sé e del padre. Per questo in Anna riconosce ‘un’anima gemella’, dove gli altri vedono solo una buffa ragazzina coi capelli rossi.
La serie modifica le situazioni e i personaggi, regalando loro più sfaccettature. La signorina Barry ad esempio è lesbica, mentre Jerry è nascostamente innamorato di Anna. Matthew vive più profondamente il rapporto con Anna, la figlia adottiva, e si porta dentro delle ferite dell’infanzia.
Vengono poi introdotti degli elementi di ‘giallo’ che portano ad aspettare con ansia la prossima stagione. Per esempio…che tipi saranno i misteriosi pensionanti di Anna? Matthew concretizzerà la sua storia con la signorina Ginny? E Gilbert tornerà a casa?

Non vedo l’ora che rilascino la seconda serie!

martedì 6 giugno 2017

Sono una donna con un mop, delle yankee candles e buone prospettive per il futuro

Un gran vantaggio della vita semplice è questo: quando incontri un articolo, sai valutare in modo abbastanza  preciso se valga la pena averlo e se convenga alle tue abitudini frugali. Così,  quando a casa di amici ho incontrato il mop di Kasanova, ho capito che averlo in squadra per le mie pulizie sarebbe stato molto comodo.

Si parla di una scopa con un panno in microfibra piatto, dotato sul bastone di uno spruzzino per acqua e detersivo. Mentre si passa la scopa, basta tirare la levetta dove si incontra la macchiolina (o la patacca vera e propria!) e il gioco è fatto: la patacca viene via e il pavimento è igienizzato. Aggiungete che nella confezione della scopa è compreso un attrezzo pulisci vetro da montare sul bastone, e l'affare assume proporzioni importanti: basta piegare il gobbone per le patacche sul pavimento  ( che ora Pannolina produce in quantità,  visto che il nuovo gioco è "lancia la pastina per terra"), e basta anche alle arrampicate su sedia per pulire i vetri! Ho il mop,  e il mondo è mio ( sì, lo so che pecco di teatralità ma vi assicuro che sostituire la scopa vecchia con questa è stata una vera svolta).
Da Kasanova poi scopro che hanno nientemeno che le Yankee candles, che volevo provare da un bel po'. Solitamente uso quelle di Muji, profumatissime e a lunga durata, ma avendo cambiato abitudini rispetto al passato mi riesce difficile andare in negozio...Compro le tartes Yankee  Candle, piccole pastiglie di cera che sembrano pasticcini.
Ci sono tantissime profumazioni! Per evitare di strafare in un acquisto non testato, acquisto menta forte, gelsomino e un mix di cannella. Peccato che mi sia accorta che il brucia essenza di casa si sia rotto...poco male, se ne trovano per pochi spiccioli ai negozi tutto 1 euro e chissà...potrei trovare qualcosa di carino!
Per finire questo "shopping selvaggio" ho acquistato questo appendiabiti, che voglio appendere nella nostra camera nella casa in Puglia  (dei suoceri...ma ormai quella è la nostra camera, visto che il Risolutore si è voluta prendere la freschissima taverna. Ma va già grassa così...)
Mi mette già più entusiasmo vederla, visto che tutto sommato scarseggia un po' alla prospettiva di una vacanza con suoceri e cognata 😐.
Il tutto mi è costato circa 20 euri.
Che ne dite? Io mi sento molto PIERA DI ME!

martedì 30 maggio 2017

Il nido dei sogni e l'arte di arrangiarsi


Io lo dico senza vergogna me ne sarei ben fregata di tornare al lavoro. Se non avessi avuto mutuo o spese condominiali, avrei tranquillamente preso una bella aspettativa di tre anni per crescere Pannolina da me, tornando poi con un rilassatissimo part time.
Ma giacché siamo poveracci, restava da sceglier un buon nido. Già, i suoceri sono anzianotti e non più in gran forma; mia mamma soffre di artrosi e ha dovuto mettere delle protesi, e forse dovrà metterne altre, mentre mio papà adora la Pannola…ma occuparsene tutto solo, con la moglie a ‘mezzo servizio’, poteva essere troppo pesante.
E così mi sono messa alla ricerca. L’AaD offre un nido aziendale, ma avrebbe significato rendere Pannolina una bambina pendolare su Tremerd…pagando comunque  390€. Tutto sommato, visto che in inverno prenderebbe raffreddori ogni 6 minuti, con conseguente baby sitter da pagare, non è la mossa migliore…
Vado ad informarmi per il nido comunale. In gioventù ho avuto la pessima idea di sposarmi, con un lavoratore autonomo, e oltretutto mettermi a lavorare anche io: non godrei di nessuno sgravio e niente da fare, pagherei la fascia più alta, 470€ + ticket pasto da 5€ al dì. E senza contare le lunghe liste d’attesa! (Nb le ottime politiche di welfare per famiglie in Italia. Te capì Lorenzin?)
Non restano che i nidi famiglia privati…e chiacchierando con un’amica di Nanny, scopro che ce n’è uno proprio vicino a casa nostra, splendido. “Ma affrettati che sono pochi posti!” Così, quando Pannolina aveva poco più di un mese e mezzo, ho telefonato e siamo andate a fare un sopralluogo.
Mi sembrava di sognare! Un piccolo orto col pollaio, curati entrambi dai bimbi (che annaffiano le piantine da dentro i loro girelli e tirano il becchime alle galline). Due piccole, coloratissime stanze per far giocare i cuccioli. Ogni giorno laboratori: ginnastica, musica, inglese, cucina, lettura animata…quasi quasi chiedo se posso iscrivermi anche io…ma chissà quanto costa!
In realtà 490€, + ticket da 3,5€ al giorno. Ma posso anche scegliere di portare io i pasti…
Ho bisogno di dirvelo che ho subito confermato l’iscrizione?! Meglio un paio di stivali, una borsa in meno ma sapere la piccola in un posto bello e sicuro.
E vederla felice ripaga da tutto! Ogni volta che la porto o la vado a prendere non piange mai…durante il giorno la maestra mi manda su Whatsapp foto di Pannola che gioca, mangia, fa la nanna coi suoi amichetti. La vedo felice con gli altri bimbi…e ha imparato già tante cose. Ora esulta con le braccine alzate se è contenta, dice un sacco di paroline, segue gli animali anche sconosciuti con gli occhi (i nostri gatti li molesta da tempo).
Insomma sono tranquilla e serena vedendola contenta.
purtroppo…un rovescio della medaglia c’è. Ossia i soldi che escono…
In attesa che siano stanziati i bonus nido, e nella speranza di ottenerlo, non resta che ingegnarsi, imparare a far da sé e ammortizzare le spese.

Viene in soccorso la fantasia, che aiuta anche quando c’è qualche imprevisto.
Di recente s’è rotta l’abat jour di Mr T. Una bellissima boule di vetro di Ikea, che faceva bella mostra di sé nella nostra casa da sposini. Manco a dirlo, la mia è andata rotta tempo fa…e ora pure questa ci ha lasciato.
Comprarne un’altra di vetro è da escludersi: tra Pannolina e gatti avrebbe vita breve, e possono pure farsi male se si rompe (menomale anzi che quando si è rotta non ha ferito nessuno col vetro).
Qui ci vuole uno stiloso fai da te.
Prendo un barattolo vuoto di orzoro, tolgo il fondo di cartoncino e ricopro il cilindro con carta da pacchi. La carta da pacchi, con un po’ di spirito artistico, la decoro con Tour Eiffel stilizzate fatte da me e coi timbrini comprati da Tiger (ci ho scritto sopra “ville lumiere”). La ricopro di poca vernice trasparente che ‘plastifica’ il risultato ed evita che la carta assorba tutta la polvere della terra, rendendo più difficile la pulizia.
Metto il tappo in plastica sul fondo, dopo averlo forato al centro abbastanza da far passare il cavo della vecchia lampada (che sono riuscita a salvare) in modo che non si muova.
Riavvito la lampadina.
Ora, con un ago da lana, non resta che bucherellare la sagoma della Tour Eiffel e il cielo attorno…Accendendo la lampadina ci si ritrova un piccolo lungo Senna sul comodino, a costo zero.
Che ne dite? Vi piace?


lunedì 15 maggio 2017

Lavori che succedono

Cos’è successo in questo periodo?
Innanzitutto, è accaduto l’inevitabile: sono tornata al lavoro.
Vi confesso che ho giocato al lotto (senza troppa convinzione, ma la speranza è l’ultima a morire) : diciamolo pure che, fossi riuscita a finire di pagare il mutuo, avrei valutato seriamente di non tornare più in questa valle di lacrime, o quantomeno: mi sarei presa un’aspettativa di due anni per godermi Pannolina in privato.
Purtroppo, come si desume dal tono tragico del post, non ha funzionato e sono ancora qua, per fortuna con orario di allattamento per ora. Sto seriamente valutando se non sia possibile fare il part time almeno per un paio d’anni, vedremo.
Intanto faccio subito una riflessione, e cioè che – come al solito – sono stata accompagnata da previsioni catastrofiche sul rientro al lavoro:
“ tua figlia patirà le pene dell’inferno al nido…”
“tu avrai sensi di colpa e depressione…”
“ti stresserai per il treno, patirai e ti finirà il latte”
“non riuscirai a staccare dai problemi dell’ufficio…”
“non riuscirai più ad avere la casa in ordine…”
…aggiungete anche cose di vostra fantasia, l’importante è che siano catastrofiche: ho sentito dire cose che hanno superato l’immaginazione.
Come ovvio, non era vero un catso.
Questo ormai è un leitmotiv della maternità, anzi mi sento di scriverlo per aiutare tutte le future mamme che passano di qui…non date retta a un cavolo di quello che vi dicono! Non è detto che poi piangerà sempre, non è sicuro che vi terrà sveglie la notte, non si può ancora sapere se vi farà dannare per coliche o denti (Pannolina ne ha buttati fuori 4 di dentini, tutti insieme, questo weekend …e no, non ci sono stati morti e feriti).  Non è certo che il ritorno al lavoro sarà tragico.
Ma una cosa, questo sì, è il caso di dirla. Quando arriverà il pargolo, fatevi un regalo: mettetevi da parte. Non c’è bisogno di mantenere il rito dell’aperitivo (se le amiche vi vogliono bene verranno a sbevazzare a casa vostra e a spupazzarsi il cucciolo) , non c’è bisogno di andare dal parrucchiere o in palestra due volte a settimana. C’è bisogno che viviate questo momento in pieno.
Mi sembra che sia volato letteralmente il tempo dedicato all’allattamento esclusivo, quelle ore passate cuore a cuore io e Pannolina, coi suoi occhi adoranti e felici mentre poppano, io ad accarezzarle la pelle morbida o a leggere…
Il punto è che ogni fase vola…e credo che la sofferenza e lo stress derivino dal voler stare per forza dentro abitudini vecchie, che non fanno più per voi. Come voler calzare a tutti i costi una scarpa numero 38, e voi portate il 40…lo fareste? Solo perché del 38 avete ancora tante scarpe?
Il punto è che accettando il vostro ’40 di piede’ neo acquisito, scoprirete che avete un sacco di nuove splendide scarpe, comode per voi.
Il ritorno al lavoro non è stato traumatico forse perché ho affrontato la questione senza voler per forza fronteggiare tutto come nella mia vecchia vita. Non esiste più, né quell’approccio lavorativo, né quella me stessa, né quelle abitudini. Ora esiste la mamma di Pannolina, che lavora, ma che soprattutto si preoccupa che Pannolina sia felice. E il lavoro serve, sopra ogni cosa, perché ci serve per le cose importanti per la nostra famiglia: pagare la casa e le bollette, del buon cibo, abiti per coprirci, e per poter fare qualche viaggetto tutti insieme, come piace a noi.
Non so se verrà il giorno in cui vedrò le cose in maniera differente: quello che so è che per ora va così, e non ho intenzione di stringermi per star dentro una vita che non mi appartiene più.
Ne ho una molto più grande, ora.

giovedì 27 aprile 2017

Fashion Revolution Week - cose che ci piacciono

Conoscete la Fashion Revolution Week?
Ogni anno, dal 24 al 30 aprile, si celebra in tutto il mondo la Fashion Revolution Week, la settimana in cui i consumatori possono chiedere risposte etiche ai brand di moda affinché rendano chiara la propria filiera produttiva. Molti pubblicano foto delle proprie t-shirt al contrario, con etichetta leggibile, e con l'hashtag #whomademyclothes chiedono spiegazioni al produttore. Questa esigenza, e la scelta della data di inizio della manifestazione,  nascono dalla strage del Rana Plaza,in Bangladesh, dove morirono 1133 operaie nel crollo della fatiscente struttura dove lavoravano per alcuni dei più famosi brand di moda.
In realtà la moda si è fatta negli ultimi anni sempre più fast: vi è mai capitato di vedere qualcosa ad esempio da H&M, tornare 2 settimane dopo e non vederne manco più un esemplare? ! E non perché sono andati tutti a ruba: il motivo spesso è la rottamazione dei capi invenduti perché c'è una nuova collezione. Non l'anno dopo. Il MESE dopo. E di quante case produttrici dal comportamento identico potremmo parlare!
Ovviamente non coprono nemmeno gli impatti ambientali del tessuto, della sua produzione...e siccome gli abiti fast fashion non sono mai costosissimi, non resta che il costo della manodopera da rosicare per trarre vantaggio economico per il management!
Attenzione, non faccio solo un discorso di "teniamo la filiera produttiva in Italia", come pure sarebbe giusto vista la fame di lavoro che c'è qui. Faccio un discorso di sicurezza sul lavoro, che in paesi del terzo mondo manca...di sfruttamento, anche minorile, del lavoro...e di costo ambientale altissimo nel tenere questo ritmo!
Un ritmo che poi con la vera eleganza non c'entra nulla.
Prima di acquistare un capo, oltre alla classica domanda, "mi serve davvero? ", dovremmo affiancare "vale ciò che costa (magari la vita di un bimbo)?"..."sono sicura che non posso scusare con altro? "
Non per tirarsela ma....ormai sono la regina del ' posso scusare con altro!" Mettiamo anche per la voglia di risparmiare 2 soldini che possono servire più a Pannolina che a me... le soluzioni sono tante: scambiare i vestiti con una sorella, riciclare gli scarti di armadio dell'altra (Nenny è pazza, butta abiti praticamente nuovi), restylizzare quel che si ha: il colore è fuori moda?...vai di Coloreria! L'orlo troppo lungo?...si accorcia...la scollatura eccessiva?...Copriamo con un collo di pizzo, o un tessuto a contrasto...e poi c'è sempre il fantastico mercatino dell'usato di Inculonia, l'unico negozio che rimpiango della mia vecchia casa.
Insomma cercando di acquistare poco di nuovo, quando ce n'è reale bisogno.
Di recente, seguendo sempre la regola dei 33 pezzi a stagione ( nel caso mio sono arrivati a 37...niente, ci sono motivi di autoflagellazione più importanti e mi sono sentita di soprassedere), ho comunque notato che ho vestiti autunnali per le mie prossime 3 vite...pazienza, quando sarò troppo vecchia per certe gonne ( limite pericolosamente vicino) le regalerò ...ma mi ha lasciato di stucco constatare che veramente compravo anche cose assurde e immettibili senza colpo ferire!
Comunque sia, visto il successo del post dedicato al maglioncino nero ereditato da Nenny, ho preparato una galleria dedicata al "come ti porto lo straccetto del mercatino di Torre San Giovanni ", che poi è lui:
Trattasi di un top H&M comperato al mercatino al mare, venduto a 1 €: il venditore recupera capi che le catene fast fashion destinano all'immondizia, appunto perché 'sorpassati '. Aveva ancora attaccato il suo bravo cartellino di negozio, quando l'ho pescato io...eppure si può portare in tanti modi.
CERIMONIA EAST CHIC...che si traduce nel nostro bravo top con gonnina trovata nella bottega di quartiere Milano Isola ormai 10 anni fa, la borsa Guess regalatami da Mr T quand'eravamo morosini (trad. Fidanzatini), pashmina regalata della mia fricchettonissima amica Fata Erborista: e ti risolvo anche un matrimonio civile, una cresima...a zero euri!
COME ROMINA POWER! Che a me poi MIpiaceva ( lo so che non si scrive...ma è un rafforzativo!)...gonna trovata anch'essa al medesimo mercato e pagata 2 euro, collana fatta con capsule nespresso e realizzata dalla sapienti mani di una mia collega. Lo adopero per un giro di shopping per le vie del paese, con una borsa grande beige e i sandali in tinta...molto rilassante e colorato, un outfit costato 24 euro (se conto tutti gli accessori)

ANIMA MIAAA, TORNA A CASA TUAAA!
Mi basta il maglioncino bianco Camaieu ( pagato 9 euro anni fa) e la collanina di perline e uncinetto beige (bottega di quartiere, presa 6 anni fa a 8 euro) per sentirmi fresca e innocente. Con jeans ricamati e borsa shopping beige, sono pronta la messa della domenica  (+aperitivo in piazza)

 L'HO GIÀ DETTO CHE AMO L'ARANCIONE? È un po' il mio marchio di fabbrica, allegro come un mandarino, simpatico come una gerbera e profondo come il tramonto...al punto che 2 anni fa ho fatto una delle mie poche follie e ho comprato una borsa Longchamp di questo colore ( e partirono così 70 euro...😨). Qui l'ho abbinata a una pashmina della stessa tinta (souvenir di viaggio di Nanny ), dei jeans (semplici semplici, taglio boyfriend, di Kiabi: 10 euro, 4 anni fa) e il sempiterno top. E sono pronta per l'aperitivo in piazza.

SVEGLIA LA LEOPARDA CHE È IN TE. Quei giorni lì, in cui ti senti "la regina del faccio-schifo-al-piffero", hanno bisogno del corrispettivo della bevanda alla taurina per l'abbigliamento. Che si traduce in LEOPARDATO. Sembra eccessivo ma non c'è nulla che mi faccia sentire più ironica! Via alle mie ballerine leopardate(19€) col foulard in tinta (3€, preso  6 anni fa a una bancarella). Il jeans semplice e il top evitano l'effetto Moira degli elefanti e posso andare a prendere Pannolina al nido. 

DEVO TORNARE AL LAVORO, GOVERNO LADRO. E sicuramente toccherà piegarsi a presenziare a qualche mega meeting su quanto enormemente vendiamo (che lascia poi il dubbio "e com'è che però a me non dai un ca**o?")
Secondo alcuni ' nero marrone è vestir da cafone '...ma secondo me col tailleur kiabi (17 euro in saldo) e con la collana kiabi (3 €), il top fa un figurone. E anche se funereo, l'occasione lavorativa da noi non è mai festosa...

CHI DI VERDE SI VESTE...di beltà sua troppo fida, dice il proverbio. Ma se lo metti nei pantaloni, il rischio di avere il viso col colorito di una cozza portatrice di epatite sparisce! Io lo abbino al top e al maglioncino bianco, e richiamo con braccialetti di perline in tinta marrone e con ciondoli smaltati. Che ne dite? Comprare meno abiti di può? 


martedì 4 aprile 2017

Ho ritrovato un'amica

Dunque, cosa sto facendo.
Sto inserendo Pannolina nel Nido dei Sogni: un micronido vicino a casa, con solo otto bimbi, tre maestre (di cui una psicologa), due papere e una gallina, un orticello curato dai frugoletti. Non potrei essere più felice di così per la mia piccola, che infatti la sta prendendo bene. Chi la prende male sono io! Per ora stiamo separate 4 ore al giorno, e dirvi che "mi manca" è minimizzare.
Per riprendermi dalla nostalgia programmo grandi restauri e pulizie domestiche, pubblico articoletti sui giornali locali, sistemo l'orto, mi perdo nelle farraginose burocrazie dell'INPS per i congedi maternità , faccio progetti più o meno realizzabili...e ho ritrovato un'amica.
Ci passavo insieme tutte le estati alle medie: siamo state insieme in campeggio, al mare, in piscina, sull'amaca in giardino...
Volevo essere come lei: le trecce rosse e una fantasia mirabolante, le sfighe più comiche e assurde e le maniche a sbuffo (ok...crescendo i capelli rossi e le sfighe assurde sono rimasti parte anche del mio quotidiano).
Di chi parlo? Ma di lei, Anna Shirley, in Italia nota come "Anna dai Capelli Rossi".
Già leggo alla piccola le storie che più ho amato, così ho recuperato dai miei vecchi scaffali "Anna di Green Gables", ormai quasi a pezzi.
Mi sono immersa di nuovo nelle storie tragiche, comiche e commoventi della ragazzina canadese e...ho deciso che oggi, nell'epoca degli ebook, non potevo più fare a meno di conoscere i sequel!
Eh sì,  da una vita ero a conoscenza dei cosiddetti "Anne's books", ma non sapevo nemmeno dove trovarli...
Ma ora, grazie Internet! , ho trovato quasi tutti i volumi. È stato bellissimo ritrovare Anna sul portico di Green Gables, mentre combina una nuova serie di guai con il nuovo vicino di casa; è stato anche meglio seguirla all'università, vederla stringere amicizie e vivere con le nuove amiche; ed ancor di più è stato bellissimo vedere Anna innamorata,  ma non diremo di chi.
Ci sono giorni in cui è difficile staccarmi dal kindle!
Ora mi piacerebbe vedere gli sceneggiati tratti, magari tv2000 ( che tira sempre fuori delle chicche) prima o poi mi accontenterà.
Questo sarebbe Gilbert...

Comunque su Pinterest ho scoperto che c'è una nutrita schiera di fans di Anna...e io me la immagino proprio così !

lunedì 27 marzo 2017

Ma sul serio? - mamme moderne e follie del marketing

Che l'usa e getta per me sia follia lo sapete...basti pensare che uso i pannolini lavabili. Ora, forse il mio è stato un atteggiamento talebano,  ma man mano che passa il tempo mi rendo conto che siamo alla frutta per quanto riguarda l'approccio "maternità e prodotti ".
Alcuni esempi?
SALVIETTINE UMIDIFICATE. Che mano santa.
Se sei fuori casa, al parco magari, e non c'è modo di pulire il visino, le manine o il sederino al bimbo. Ma se sei a casa, di parenti o addirittura la tua? Ho visto madri ricorrere alle salviette usa e getta pure sul proprio fasciatoio. Ma ti si è  rotto il rubinetto? ! Oltretutto, per quanto delicate,  le sostanze contenute saranno sempre meno pulenti dell'acqua. L'accoppiata salviettina di microfibra e acqua ti risolve un'imbrattatura che ci vuole mezzo pacchetto di salviette usa e getta per tamponare.

  • Oppure la vaccata assoluta : i dischetti per i capezzoli, meglio noti come COPPETTE ASSORBILATTE. Quando si fa il corso preparto sembra una delle cose che occorre acquistare subito. Eppure, siamo veramente pochissime mamme ad allattare al seno oggi. Questo perché  (se fate bere una puericultrice, dopo 5 mojito ve lo confessa ...) molte ditte di alimenti per l'infanzia regalano a loro bonus ( nel caso migliore culle o biberon per l'ospedale,  nel peggiore vacanze) per disincentivare l'allattamento al seno. Sì, ve lo do per certo. Caso ha voluto che una delle puericultrici in ospedale fosse una mia compaesana, che vedendomi perplessa alla proposta delle sue colleghe di dare la "giunta di formula artificiale ", mi ha rivelato la faccenda, invitandomi invece ad attaccare Pannolina il più possibile. Stessa cosa mi è stata confermata da un'altra puericultrice (sorella di un'amica). Non giudico sui due piedi questo atteggiamento, che fa il male del bambino: e dopo 7 mesi di allattamento al seno, in cui ho portato fuori Pannolina praticamente sempre, vi assicuro che nessun integratore preserva la salute dei piccoli come farli poppare tanto. Ma poi, a questo punto, se già avete deciso di far allattare queste donne in modo artificiale,  perché consigliate loro di comperare le coppette? Semplice, pure quelle sponsorizzano i reparti maternità. Peccato che servano a poco e niente. Io comincio a perdere gocce di latte dopo 10 ore circa che non allatto. E questo intervallo lungo già avviene di rado. Ma poi: il latte non puzza, non fa schifo, non è contaminante o inquinante! Perché devo mettere quei paracolpi pruriginosi? Un paio di fazzolettini di cotone vanno benissimo. Li lavi, li stendi, altrogiro altracorsa. Oltretutto se ti viene il raffreddore hai pure il fazzoletto sottomano 😁.

E poi le TRAVERSINE IMBOTTITE. Una specie di salvietta usa e getta da mettere sotto il sedere del bambino quando si cambia. Giusto l'altro giorno, una cugina me ne ha regalato un intero pacco, visto che ha spannolato la figlia di 4 anni (...e anche qui: all'anima! Pannolina fa già capire adesso quando sta producendo roba pesante. Me l'avevano detto che i pannolini usa e getta prolungano lo spannolinamento...ma è già il terzo caso che sento di bimbi che vanno alla materna pannolati. Pensateci al lavabile...almeno per lo spannolinamento..)
La suddetta traversina non solo viene usata al ristorante /in treno (e ancora posso capire, magari può far schifo poggiare una salvietta propria in un posto pubblico). Alcuni le usano a casa di zii, nonni e addirittura propria. 😮 "perché se  si sporca la butto via". Ceeerto. Ma le tue mutande se si sporcano le butti? E la salvietta del bidet? E le lenzuola, quando hai il ciclo, mai sporcate? Fai così, avvolgiti nel domopack, così non sporchi mai niente e poi al massimo butti via tutto.
Posso compredere l'esigenza di usa e getta in ambienti come nidi/ospedali/Asl, dove l'igiene può essere compromessa dalla presenza di malati. Ma perché siamo diventati così pazzi da sterilizzare,  implasticare, buttare tutto anche nella vita quotidiana? Basta il cotone pulito, lavato a 60 gradi...
Basta lavare il seggiolone con acqua e bicarbonato, perché usare l'Amuchina? Ma poi, davvero respirare questi medicamenti fa bene ai bambini?
Oltretutto è tutta roba che costa cara e ingombra casa per nulla!

E poi...volete mettere la carineria di un cestino così,  lasciato in bagno a disposizione degli ospiti o del sederino di nuovo lindo di Pannolina?💓

lunedì 20 marzo 2017

Un barattolo per papà T

È un po' che non aggiorno, mea culpa!
Per la prima festa del papà di Mr T io e Pannolina (...ok, io) abbiamo preparato un barattolo delle sorprese. 
È bastato prendere un barattolo vuoto (quello dei sottaceti,  ben lavato e senza etichetta). Ho dipinto il tappo di celeste e bianco, scrivendo il numero 1 (come "prima festa del papà"). Poi ho preparato un'etichetta in tinta celeste, scrivendo coi timbrini (di Tiger, pagati 2 euro) "buona festa del papà" e incollando una foto tessera di Pannolina. 
All'interno ho inserito 52 piccole sorprese: la foto di Pannolina, diversi pensierini scritti col punto di vista di Pannolina o dei mici...ad esempio "mi piace quando mi cambi il pannolino", "amo le tue pernacchie sul pancino", "mi piace quando mi fai i grattini sotto il mento", "è bello quando mi dai i croccantini"...qualche bigliettino l'ha scritto anche il nipote Nano Piccolo ("mi piace guardare la partita della Juve con te"...uh signur ).  Poi ho aggiunto un confetto del battesimo di Pannolina,  qualche caramella gommosa di Lupo Alberto,  dei cioccolatini,  una moneta da 2 euro incollata con lo scotch per un bonus colazione, un ticket restaurant per una cena al nostro ristorante preferito, un buono "pizza e film" del sabato sera (che poi è il nostro sabato sera classico...), un buono per il famigerato tatuaggio che si deve fare in onore di Pannolina  (un mio amico delle elementari ha aperto la sua bottega di tatuatore qui a Stars Hollow...vediamo se questa volta  Mr T si deciderà!)....
Per finire, abbiamo legato con un nastrino blu le istruzioni : aprire un biglietto a settimana, così durerà un anno fino alla prossima festa del papà!
Costo del progetto : poco e niente. Ma il divertimento a realizzarlo è stato tanto! Anche quello di Pannolina, che ha strappato tutti gli avanzi di carta celeste e ci ha decorato il pavimento. 😅

lunedì 27 febbraio 2017

Notti da mamma coslepeer

Non era proprio un' intenzione. Diciamo più un effetto collaterale.
Sì, il lettino messo tipo sidecar al lettone, agganciato alla nostra rete con fascette è un'ottima idea...ma a volte, se Pannolina sta poco bene o se io sono stanca, finisce che l'alllato nel lettone e poi il trasloco nel lettino va a farsi benedire. Mr T un po' si arrabbia, ma spostarla ogni volta è uno sbattimento...e tante volte mi addormento anch'io mentre lei poppa.
Semplicemente ho preso la precauzione di farla poppare ' lato lettino', così non disturba il riposo di papà  ( che il giorno dopo lavora e si deve svegliare presto ).
Però...bisogna fare i conti coi gatti.  Che a volte si fanno prendere dalla nostalgia canaglia e vengono nel lettone pure loro. E con Mr T che si appiccica addosso nelle notti fredde.
L'altra notte, Pannolina aveva la febbre post vaccino e così ha dormito con noi. Puzzolo si è piazzato tra me e Mr T...che dal canto suo ha ben pensato di avvinghiarsi stile koala. Alle 2 non respiravo più ...così, piano piano per non svegliare nessuno, sono scesa in cucina a bere un succo fresco. Incontro Miciosauro che staziona sul divano: poverino, ormai non prova nemmeno a entrare in camera da letto, troppo affollata!
Mi fermo a fargli qualche carezza, si vede che ne ha bisogno...
Salgo le scale, sposto un po' Pannolina e mi infilo sotto il piumone. Puzzolo si viene a piazzare sullo sterno...si vede che gli sono mancata. Leggero come il cinghiale della pubblicità. Pannolina piano piano si spinge coi piedini fino alle mie ascelle, per sentirsi abbracciare. Piccola. E chi la sposta dopo tanta fatica? Mr T si  avvinghia all' altro braccio.  E lì,  ai piedi del letto, spunta un capoccione morbido...è Miciosauro che ha vinto la ritrosia, si vede che quelle due carezze hanno risvegliato la nostalgia. Arriva a mettersi al suo posto preferito, sul mio cuscino,  strofinando il nasino sul mio collo.
Insomma...qui non si dorme niente!
Mi sveglio il mattino dopo disfatta,  mentre Mr T se ne va...sono acconciata come la ministra Fedeli,  e ho le borse sotto gli occhi. Ma i micioni fanno le fusa e Pannolina si gira verso di me sorridendo radiosa, sfrega il faccino sul davanti del mio pigiama...
Insomma, quella da cosleeper è una vita per dure, ma tanto tenerona!

lunedì 20 febbraio 2017

È stato tutto un fare - il battesimo di Pannolina

Ho latitato. Lo confesso.
Ma la motivazione è nobile: stavo facendo la madre della battezzanda.
Dopo molte vicissitudini - l'operazione di mia mamma,di mia sorella, problemi di salute della suocera...- siamo finalmente riusciti a organizzare il battesimo come lo volevamo noi: in un santuario di montagna cui io e Mr T siamo legati, con festa seguente nel salone a Stars Hollow. Che a dirla, è un attimo.  É farla, che è  difficile.
Sì, perché devi occuparti del rinfresco, della cerimonia,  delle bomboniere e delle decorazioni.  Invitare amici e parenti e sperare che non si perdano ( speranza vana).
E comunque,  dopo aver provato entrambe le esperienze,  posso dire che i battesimi si dovrebbero fare a Las Vegas, altro che i matrimoni.
Esempi...
1. La sposa prova il vestito minimo 3 volte,  lo aggiusta, e osa lamentarsi se l'orlo non è stirato. La madre della battezzanda compra il vestito al mercato la settimana prima, NON HA il tempo materiale di provarselo nel frattempo e arriva la mezz'ora prima di partire per la Chiesa a indossarlo la prima volta, scoprendo che è strettissimo . La madre  sa che la scelta a quel punto è la gonna con maglia nera, ma ricorda che la battezzanda ci ha rigurgitato su. La madre decide di tenersi il vestito - sottovuoto, e di non respirare.
2. La sposa va a farsi trucco e parrucco più volte. La mattina della cerimonia parte un tour de force da circa di due ore che al termine pure sua madre dice "ma davvero l'ho partorita io?"( ndr :ci sono spose che secondo me hanno mandato le Stunt woman fighe al loro posto,  e si sono presentate al banchetto di persona solo dopo 8 brindisi,quando l'alcol in circolo rende tutti meno lucidi). La madre della battezzanda si fionda dal parrucchiere cinese la mattina prima della cerimonia perché il marito dice "va' a farti una piega che sembri la signorina Silvani ". Litiga con le signore con il deambulatore che vorrebbero passarle davanti perché "sono uscita da casa con la testa bagnata che deve solo pettinarmi, mica posso aspettare un'ora,vuol farmi morire?" ( sì, è successo davvero). Il trucco della madre della battezzanda avviene con: spalmatura del fondotinta mentre siede a far pipì, mascara e matita mentre cava gli stivali da sotto il letto cercando a tentoni col piede, rossetto mentre scende le scale con la borsa portapannolini sottobraccio.  E io sono una persona monofacente, odio il multitasking...
3. La sposa riceve le ultime telefonate la sera prima che "sai, domani sarai presa..."
La madre ( e il padre,  qui sì! ) della battezzanda fino a 5 minuti prima della cerimonia vengono chiamati dagli invitati che "scusa, ma è proprio via del ceppo? Ma sei sicuro?  Ma se faccio questa scorciatoia?  Se faccio l'altra? E il parcheggio? " E dentro di te vorresti inviarli col tomtom a...beh. a.
4. I parenti della sposa arrivano 2 ore prima per non perdere l'ingresso in chiesa della sposina. La madre della battezzanda, col prete sconfortato a fianco e 7 chili di bimba sottobraccio,  richiama i parenti dal negozio di souvenir fuori dal santuario.
5. La sposa si vede porgere con tenerezza dai testimoni un kleenex per asciugare la lacrima fugace. La madre della battezzata  (finalmente non più battezzanda!) si sente bussare sulla spalla dalla suocera che chiede perché la bambina piange  (e deve vincere la tentazione di spiegare " i casi sono 2. O è perché l'hanno pucciata nell'acqua fredda nel suo orario di riposino, o è perché è solidale con la mamma di fronte a queste domande da mentecatti ")
6. La sposa è accolta dal ristoratore con " che splendido abito! Ecco un calice di prosecco". La madre della battezzata viene messa a stappare Crodini per tutto il parentado.
E giusto per non disilludervi: non verrà meno manco qui il Walzer della foto con tutto il parentado fino alla settima generazione e la battezzata in braccio, né tantomeno il cagacazzismo di chi ti veda dopo ore con un bicchiere d'acqua/ un biscotto secco in mano e pensi che quello sia il momento migliore per bussarti alla spalla per la frase " noi andiamo. Prendiamo la bomboniera? "
E vabbè.
É stato tragico,  ma anche un'emozione intensissima vedere la mia Pannola circondata da tanto amore e affetto.
È valsa la pena. Chiaramente, secondo voi, due maniaci del bricolage e della decrescita, come me e Mr T, potevano farci sfuggire l' occasione per creare qualcosa per l a celebrazione ? ...
Bomba seme da dare agli invitati, per piantare qualche semino col fiore analogo al significato del nome della nostra bimba...

Sacchettini confetti con cuori di carta fatti da noi...e nostro anche il biglietto con cuoricino di legno applicato .

Centrotavola di legno "autobiografici", perché ci sono un po' delle nostre passioni...i vasetti di vetro col mio yogurt naturale,  i pezzi del ciliegio del giardino della casa natale di Mr T, le citazioni dei miei libri per l'infanzia preferiti... che soddisfazione vedere la gente girare per i tavoli per leggere le frasi o fotografare addirittura il tutto!
Beh...per la Comunione manca un bel po', quasi quasi però comincio a lavorarci su :P

lunedì 6 febbraio 2017

L'acido citrico che non va bene solo nella Cocacola

Metti che, dopo aver letto nei commenti che è molto utile anche l'acido citrico, mi venga curiosità di  provare anch'io.
Metti poi che sugli scaffali bassi del Tigota'di Stars Hollow -pensa un po' - ci trovi proprio un pacchetto di acido citrico,  oltretutto con una faccia simpatica così.
Ovvio che ci provi davvero no?!
L'acido citrico è  biodegradabile al 100% e nel gruppo delle mamme pannolinare di Facebook viene consigliato al posto dell'ammorbidente. L'ammorbidente infatti "cera" i tessuti, rendendo così i pannolini lavabili meno assorbenti. Mentre l'aceto rischia di essere troppo corrosivo: per cui, nel dubbio, non l'ho mai usato nella lavatrice dei pannoli. Però, siccome a volte faccio lavatrici miste, con biancheria intima /asciugamani /lenzuola insieme ai pannolini,  era assai poco piacevole trovarsi poi a mettere le mutande rigidine effetto gesso...
E così ho fatto il mio primo ammorbidente all'acido citrico.  Ho aggiunto pure un paio di goccine di olio essenziale di menta piperita perché senza profumo io non so stare...
Però a dirla tutta non mi sono trovata benissimo. L'aceto mi sembrava lasciare i panni più morbidi e profumati,  come se avesse aiutato a sciogliere tutto il calcare. Però,  visto che i pannolini comunque li devo lavare senza aceto né ammorbidente chimico, almeno ho trovato un'alternativa un po' più funzionale del non mettere proprio nulla.
Mi sono invece trovare bene nell'usare l'acido citrico come brillantante per lavastoviglie. Finora per preservare questo prezioso e costoso elettrodomestico ho usato solo brillantante specifico: ma sullo scatolino ho trovato le indicazioni su come utilizzarlo per farne del brillantante,  e devo dire che ora le mie stoviglie sono belle lucide e senza aloni. E sono felice perché produco meno rifiuti oltretutto!
Dovrò provare anche a fare l'anticalcare specifico per water: spero che mi stupisca anche lì.
Per ora mi guardo lo scatolino sopra lo scaffale e mi mette l'allegria...di aver messo a dieta il bidone, di aver meno prodotti chimici per casa a mettere in pericolo i miei cari, di aver casa meno ingombra di flaconi. Guardo il mio scatolino giallo e bianco e già sorrido. Ed è già un bel risultato!

martedì 31 gennaio 2017

Teledipendenze - Tiny House

Da qualche tempo anche Mr T torna a casa di corsa: dalle 18 alle 19, su Cielo, trasmettono TINY HOUSE- PICCOLE CASE PER VIVERE IN GRANDE.
È la mia nuova teledipendenza!
 Il conduttore e il bravissimo falegname Zach Griffin costruiscono piccole case (da 18 a 50 mq al massimo, spostabili su ruote) per famiglie che decidono di aderire a stili di vita minimalisti.
È fantastico vedere cosa si inventa il geniale Zach per trovare le soluzioni giuste e multifunzionali per case mignon.
 A me piacerebbe vivere in una microcasa...ma per Mr T è inconcepibile anche solo passare a una casa  di meno di 100 mq 😕
Tuttavia si sta abituando all'idea di proporsi come il falegname della versione italiana.
L'unico problema è la censura: me lo immagino con i clienti che chiedono di portare 300  vestiti in 20 mq e lui che risponde "oh f**@!"😂