giovedì 16 novembre 2017

Quell’autunno poverello che riscalda i cuori


Stiamo ormai scivolando verso il Natale, e così potremo considerare archiviato l’autunno…almeno ‘psicologicamente’.
L’autunno è stata a lungo la mia stagione preferita, per i nuovi inizi che porta con sé: l’anno scolastico nuovo di zecca, i quaderni profumati di nuovo, qualche felpa che s’aggiungeva all’armadio (rigorosamente di seconda mano da qualche cugina, buttava così anche al liceo ☹), le foglie che crocchiano sotto i piedi, saltare nelle pozzanghere con gli stivali di gomma, la pioggia che lava via la polvere d’estate…
 
Tant’è che prima a Natale mi sentivo un po’ malinconica e la mia festa preferita restava Ognissanti -_- (bambina allegra, eh?)
Crescendo ho imparato ad amare anche tutte le altre stagioni, giusto l’inverno mi sta un po’ sul Qlo – dal 7 gennaio in avanti – ma questa è un’altra storia.
Resta però vero il fatto che adoro l’autunno, col suo carico incredibile di cose belle, poverelle ma belle, e quelle emozioni pacioccose che sa evocare (oggi come oggi fa moda tradurre emozioni pacioccose con ‘emozioni hygge’, ma questo blog è per la difesa dell’italiano, usa poco l’inglese…e figuratevi perciò il danese).
E adesso vi faccio una bella carrellata di pacioccosità a costo zero…o bassino come un nano da giardino, che mi fanno amare l’autunno.
1. La zucca. Mamma che buona la zucca, costa pochissimo e dà un profumo e un sapore ai piatti che fatti in là. Basta un pezzetto, e la classica minestrina fatta col dado diventa una festa di sapori. Da quando mi sono sposata, e il cucinare è diventato il mio quotidiano, ogni anno approfitto per una nuova ricetta: dagli gnocchi di zucca, alla pasta con pancetta e zucca, al risotto…quest’anno è toccato al farro con crema di zucca, curcuma e ceci: fate rosolare curcuma, zucca a tocchetti e rosmarino il olio d’oliva, aggiungere ceci e acqua, far bollire e passare al mix. Condire con questa crema il farro bollito. È buonissima!
Sempre per i graditi ritorni d’autunno: i cachi, belli spappolosi, magari da gustare con pezzetti di cioccolato fondente. I crauti viola, in insalata o bolliti
magari con un goccino d’aceto di mele …che buoniii! …le clementine, che sono la droga di Pannolina (se vede un mandarino in mano a mamma o papà, molla qualsiasi cosa e viene a condividere – leggi: ti ruba tutto il frutto). E poi la tradizione d’autunno…camminare con il cartoccio di caldarroste sotto i portici di Saronno. Ed è subito cibo paciocco. E poi da noi c’è la polenta! Magari col sughetto di funghi o i pezzetti di formaggio…e la cassoeula, un piatto
a base di verza e maiale che fa rabbrividire (i non autoctoni di disgusto, noi lombardi di piacere!)
2. I primi freddi. Ditemi quel che volete, ma tirare fuori la copertina pesante, accoccolarsi sul divano per una serie tv, tenersi vicino gatti, marito e figlia per un pieno di abbracci non ha prezzo, e non si può fare ad agosto: fa caldo! (sarà mica un caso che concepito la figlia ad novembre…) Ed è bello pure tirare fuori la giacchetta, i collant e la sciarpona e smettere di preoccuparsi per la ciccetta sulle braccia!

3. I vinelli. Chè “a San Martino, ogni mosto si fa vino”, e quindi si approfitta per trovarsi a casa propria o di amici a condividere un assaggio da una buona bottiglia, far 4 chiacchiere, e se c’è la stufa accesa…si scaldano le castagne o gli amaretti, così sono più croccanti. Oltre a sentire quel fantastico profumo di legno bruciato…
4. Cambiare il guardaroba capsula! Questo ormai succede un po’ ogni 3 mesi nella mia vita, ma trovo particolarmente bello quello autunnale perché in primo luogo, il mio colorito risalta particolarmente coi colori tipicamente autunnali come marrone, verde, ocra, arancio. E poi ricevo sempre il frutto del cambio armadi di sorelle e cugine ‘sprecone’, facendo così shopping gratuito.
5. Passeggiare con la mia bimba e mio marito sulle foglie croccanti, fra gli alberi gialli. Che meraviglia!
E voi, cosa amate dell'autunno?
...lanciate le vostre autunn-idee a costo zero!

lunedì 13 novembre 2017

Il costumino della recita di Natale

Questa è la storia di un orrido maglione da falegname, e di come realizzò il sogno di una bimba.
Pannolina è una bambina davvero solare, sempre sorridente e paciosa, con una spiccata indole agricola… (tutti i giorni si incarica di spargere il becchime alle due gallinelle del nido dei sogni). Anche per questo le maestre hanno stabilito di darle la parte della contadinella nella recita di Natale. Però hanno bocciato il vestitino a fiori che le avevo dato come costume della recita di Natale: “è da contadina ricca! Non hai qualcosa di marrone, da bracciante poverella?”
ORA: va bene accettare anche vestitini di seconda mano da amici e parenti, ma francamente quando mi danno una busta con abiti per Pannola, faccio una rigorosa cernita, quindi NO, non ho abiti da poveraccia per mia figlia!
Però…
Però ho un orribile maglione di MR T, una roba veramente brutta brutta che utilizzava in laboratorio perché “tiene caldo”. Quando si è bucato, ha avuto la faccia tosta di chiedermi di rammendarlo. La mia risposta è stata un bel pile della Decathlon, che va bene tutto ma devo continuare a guardarti senza aver male agli occhi.
Mr T però ha la psicosi antidecluttering, fosse per lui dovremmo tenere sempre tutto. Con buona pace di Marie Kondo, ho trasceso la regola di non buttare la roba altrui e quando non mi vede…butto eccome! Oppure, per venirgli incontro, cerco di riutilizzare. Ecco, il suddetto maglione era riutilizzato come imbottitura del pouff in salotto. Lo recupero dall'interno del suddetto pouff (pazienza, è rimasto un po' più sgonfio...)
Mando una foto dell’horror sweater alle maestre per avere l’ok sulla fantasia: è questa l’idea di povertà che vogliamo dare?
Sì!
Ecco quindi cos’ho fatto…
Dal margine basso del maglione (cogliendo quindi il bordo lavorato a costa per evitare di smagliare eccessivamente il tutto) ho tagliato un rettangolo lungo circa 60 cm e largo 18. L’ho tagliato dal bordo laterale, fronte retro, così è bastato fare una cucitura sul bordo rendendola un ‘tubo’. In alto, per far passare le braccine, ho lasciato due tagli laterali di circa 8 cm. Sopra ho orlato, davanti e dietro, facendo passare un pezzo di fettuccia rossa di 15 cm di lunghezza. E voilà, ecco lo scamiciatino: si fa passare dai piedi della piccola, e si annodano le due fettucce con un fiocchetto per farne delle spalline. Un paio di collant di lana rossa, e un lupetto rosso, completano la mise da contadinella povera.
Non ho foto del risultato finale, ma lo schema seguito, adattandolo lievemente, è quello dell’abito ricavato dalla federa di cuscino.

Le maestre sono rimaste così entusiaste che per un attimo ho temuto di dover fare la costumista ufficiale! l'unico problema è che Puzzolo si è impadronito dei rimasugli di maglione, che è diventato la sua nuova coperta della nanna - si vede che tiene caldo davvero. Ora chi glielo spiega che va buttato via? (no, davvero...è troppo brutto!)

lunedì 6 novembre 2017

Le peripezie della mamma alla mUoda


Sei mamma? Hai uno stile di vita che ti richiede più di un’occasione d’uso?

Ecco, a un certo punto scoprirai che quell’armadio minimal, quell’armadio capsula di 33 pezzi per 3 mesi che ti sei studiata con attenzioneha un difetto: è soggetto ad usura!

 

Ragazze, una moria. Scarpe rotte e logorate dall’inizio 2017: 6. Sono rimasti solo quei tacchi pressochè inutili, e le scarpe comprate solo per quella determinata camicia e basta!

Pantaloni eliminati: 3. Uno passato a miglior vita perché due taglie troppo grande (l’allattamento prolungato fa miracoli, e anche un po’ SCARNIFICA), uno per macchie indelebili, uno (il mio amatissimo jeans regular) strappato.
Borsa nera: la cerniera non chiude più, la fodera strappata e rammendata in più punti...

Spazzola: ad ogni colpo di spazzola, partono via tre dentini.

Giubbetto mezza stagione: ha le cuciture così lise che si intravede l’imbottitura sotto.

 

…anche rendendomi conto che in passato avevo troppa, troppa roba, e non volendo più ricadere in certi estremi,  per qualcosa si rende necessaria la sostituzione. Almeno mi servono due paia di scarpe basse per affrontare l’inverno e un jeans.

Mi metto alla ricerca e, senza scherzi, ho dovuto girare 6 posti per trovare le scarpe e 3 posti per trovare i jeans.

O scarpe tamarrissime e piene di borchie…o tacchi impossibili…o forme inabbinabili…ma dico, un normalissimo paio di ballerine con 2 cm di tacco? Un polacchino nero con le stringhette? È così terribile?...Sono demodè? Ma chi se ne frega! Non posso girare con le scarpe nel sacchetto per cambiare scarpe quando vado a prendere mia figlia al parco dopo l’ufficio…e non posso fare 3 km al giorno coi tacchi.


Per non parlare dei jeans: è stato impossibile trovare un paio di jeans NON skinny. E diciamocelo: se non sei Philippa Lagerbach, gli skinny ti fanno sembrare un cotechino! Ma poi: il modello? Una cosa liscia, ossia: senza strappi, senza borchie, senza brillantini a formare fantasie floreali gipsy, ad una lunghezza che copra l’osso della caviglia….non è stato possibile trovarla. Alla fine ho dovuto accontentarmi di un paio con poche ‘graffiature’, skinny, che arrivano almeno alla caviglia. Abbinerò i polacchini che tanto ho faticato a trovare, e amen.


Il giubbino non ho avuto cuore di rottamarlo. Fino a fine novembre lo tengo con me,… poi si vedrà. Spero che – avendo sistemato il ripostiglio dei cappotti – la prenda per una SPA, si senta rigenerato ed esca a primavera più bello di quando lo riporrò.

 

…sei uno stilista? Cerchi un’idea marketing? CHIAMAMI. Ho l’idea business per te: il guardaroba della trentottenne normale.

Quella che non ha più 35 anni (e magari si sente passatella lo skinny jeans sberluscente e la minigonna microscopica, ma troppo giovane per il kilt al ginocchio di Jessica Fletcher). Quella che corre da mane a sera: dietro ai figli, dietro ai gatti, dietro al bus o al treno, dietro a quella serranda della Coop che si sta abbassando…Quella che nonostante tutto vorrebbe evitare di sembrare una profuga scappata da stazione Centrale e di far scappare il marito, e vorrebbe mantenere un aspetto carino.

A NOI NON PENSA NESSUNO, NON SIAMO IL TARGET DI NESSUNO! PENSATECI!!!

sabato 21 ottobre 2017

Le pezze are back

Innanzitutto un applauso alla ministra Lorenzin.
No, perché obiettivamente è difficile,  difficilissimo far arrabbiare almeno 3 milioni di italiani ogni volta che si apre bocca: ma lei ce la fa ogni volta.
Striscia la notizia ha intervistato la nostra in merito alla campagna di Civati contro la tassazione degli assorbenti al 22%. La ministra ha giustamente dichiarato di appofappoggiare l'iniziativa,  Salvo poi sbrodolare con un : "mica si può tornare all'800 con le pezze di cotone".
I beg  your pardon?
CERTO, CERTISSIMO CHE SI PUÒ! E aggiungerei: si deve.
Come sapete per Pannolina uso pannolini lavabili. Ma durante il periodo del puerperio mi sono convinta e sono passata anche per me al lato lavabile del ciclo.
Diciamo che un'episiotomia fatta in modo agghiacciante e particolarmente dolorosa da rimarginare mi ha convinta a utilizzare 2 assorbenti lavabili che avevo comprato,  più per curiosità che per convinzione,  ad una fiera. La svolta!morbidi,  lisci, molto più assorbenti di un normale usa e getta. Che belloooo! Finalmente il posto più morbido dove mettere la patata.
Tanto è bastato e mi sono convinta a comprarne un bel po'  (si trovano anche su Amazon, come quelli che metto nella foto sotto per farvi vedere quanto sono bellini).
Sono comodi e pratici: me li hanno spediti con una piccola wetbag (ossia una micropochette impermeabile e con cerniere,  così resta  tutto chiuso lì e a sera si lava).
Come detto,  assorbono moltissimo di più  (i miei sono in bambù, neri).
Ho provato anche a farli da me, seguendo un tutorial su Youtube:se volete provare a farli se ne trovano diversi. Diciamo che i miei autoprodotti sono bruttini e li uso più a fine ciclo, non confidando nella loro assorbenza.
Vantaggi?  Tantissimi: intanto non dovrete più ricordarvi di comprarlo al super (e depennerete una bella voce di spesa). Poi sono così colorati e simpatici che vi renderanno più allegro un periodo che -per sua natura- allegro non è. Non inquinerete più  (se il pianeta terra vi sta a cuore)...e per me, che dopo la suddetta episiotomia qualche problemino ce l'ho ancora, è la soluzione davvero più confortevole. E voi? Proverete mai assorbenti lavabili o coppetta mestruale?

domenica 17 settembre 2017

come ti infighetto il passeggino

C’era una volta una donna incinta di 6 mesi, che andò a casa di una parente e si portò a casa il trio passeggino/ carrozzina / ovetto, culla, mangiapannolini, seggiolone pappa, seggiolini auto (2)…
La donna incinta, confusa e felice, chiese alla parente se volesse soldi, ma ella rifiutò: l’importante era svuotare la cantina, non ci sarebbero stati altri cuginetti e la bimba in arrivo aveva bisogno di tutte quelle cose.
Passarono i mesi, e un giorno, passeggiando con marito e neonata, incontrò la cugina e il di lei marito.
E dopo pochi giorni, la cugina chiese indietro tutto.
OGNI. Singola. Cosa.
Questo perché – al di là delle scuse accampate – il di lei marito aveva deciso di vendere tutto quanto su ebay.
E – siccome avrete capito che è una storia autobiografica – aggiungerei anche grazie al ca**o.
Francamente non mi stupisce più la maleducazione della gente.
Penso che si sia perso completamente il ritegno.
Assisto quotidianamente a situazioni al limite del paradossale quanto a rispetto e delicatezza, e passo oltre sennò me ne faccio una malattia.
Basti sapere che ho impacchettato il tutto, portato a quella sciagurata e adesso la simpatica carognazza è già tanto che la saluti.
Però.
Però, parliamoci chiaro: avere una figlia di nemmeno 3 mesi e nemmeno il trio per portarla a spasso, è un bel disagio.
Per fortuna però, tra regali di nascita dei colleghi e del battesimo, avevo ricevuto molti buoni acquisto di una nota catena per l’infanzia.
Abbiamo dovuto a quel punto pensare bene agli acquisti da fare, per evitare che i buoni terminassero subito.
Il trio set è stato sostituito da un passeggino robusto e molto reclinabile e salvo pochi  altri acquisti abbiamo potuti usare soprattutto per acquisti sanitari e di cibo bio per svezzamento.
Ultimamente si è reso necessario l’acquisto di un secondo, economicissimo passeggino: sono tornata al lavoro full time, ed ora mio papà va a prendere Pannolina al nido. Se avessi tenuto il solo passeggino ‘bello’ avrei dovuto rimanere senza io oppure portarlo ogni giorno dai miei, poi lasciare Pannolina al nido, poi andare a prendere il treno. OGNI GIORNO.
E quindi avrei aggiunto una nuova tappa al mio (già incasinato) giro mattutino.
Quindi, armata di un buono superstite da circa 30 euro, ho acquistato questo: verde, che è il colore preferito di Pannolina.

Certo è superleggero, e il suo dovere lo fa. Ma diciamolo: è proprio mesto, poveretto! Ad esempio manca il telo antipioggia (che ho preso a parte su Amazon per pochi spiccioli), non è reclinabile e non ha neppure una tasca o un cestino per gli oggetti.
E dovevo obbligare mio papà a girare con la sporta di plastica con acqua, fazzoletti e pannolino di emergenza, ogni volta che la porta ai giardinetti pubblici?
È qui che viene in aiuto il riciclo creativo!
Ho recuperato un cestino di stoffa, che tempo fa era arrivato a casa mia al seguito di alcuni cioccolatini ricevuti in regalo. Ho cucito ai lati due pezzetti di fettuccia a fiori , con punti molto solidi.
Ho aggiunto sul davanti un bottone, e ho cucito un piccolo elastico per capelli dal lato opposto, così da fare da asola e rendere possibile la chiusura. Per rendere personale il cestino, ho cucito una piccola toppa col nome della bimba. Poi basta annodarlo bene alle sbarrette del passeggino.

E voilà, il cestino ‘portaacqua e pannolino’ è pronto!
Anche un beauty case non utilizzato può essere utilizzato per questo progetto…o perché no, tagliare una gamba del jeans e cucire una delle estremità per ottenere un cestino può essere un’idea!
E così anche il passeggino ‘super grezzo’ trova la sua dignità.
Spero che questo progetto possa esservi utile!

venerdì 4 agosto 2017

La gomma crepla è la mia nuova migliore amica ( come ti organizzo la baby festa a 15 euro)

In questo mondo c'è penuria: di soldi, di tempo e di amici veri.
Per questo quando incontri un amico che ti fa risparmiare tempo e soldi, bisogna tenerlo stretto. La mia amica del cuore è la gomma crepla, un materiale atossico venduto in fogli,  che può essere tagliato, cucito, dipinto e modellato...e con cui ho fatto le decorazioni per il compleanno di Pannolina. Eh già,  la Pannola ha compiuto un anno proprio ieri! 😊
Come tutti i bimbi dell'estate che nascono nel balengo periodo delle vacanze rischiava di avere un compleanno triste e deserto. Oltretutto saremmo state a casa solo io e lei per festeggiare la giornata: Mr T lavora ancora e una gita a qualche parco giochi era difficilmente fattibile io e lei sole (aggiungete che Chupacabra, la mia auto, non ha il climatizzatore e che ieri era la giornata più calda del 2017...)
Ma saltare la festa era assolutamente fuori discussione!  E allora...
- metti un foglio di gomma crepla a glitter rosa comprato dal negozio fai da te (1,49 €), forbici e cucitrice , smalto per unghie blu e buona volontà.  Ho creato per Pannolina una coroncina da principessa, ritagliando la sagoma e chiudendo con un paio di punti metallici; con lo smalto per unghie ho dipinto la sua iniziale e delle stelline. Poi ho ritagliato un grosso numero "1", che ho appeso alla porta di casa col biadesivo, ho creato con le letterine la scritta "tanti auguri Pannolina" assicurandola con la cucitrice a un filo di lana (che ho poi steso alla finestra in giardino); ho tagliato un grosso cuore su cui ho dipinto con lo smalto la scritta "buon compleanno principessa" appendendolo alla porta col biadesivo...e voilà,  decorazioni fatte!

- ho comprato bibite e gelati, con topper di fragola e caramello, all'Eurospin: 13,19 euro per una gelatata, più gradita di una torta al pan di Spagna visto il gran caldone!
- ho preso infine un nastro avanzato da un pacchetto, e il rotolo di tulle avanzato dalle bomboniere. Dopo aver fissato la misura del girovita di Pannolina con due nodini, lego dei pezzi di tulle lunghi circa 30 cm con un nodo sul nastro. voilà un tutù da vera regina della festa, costo zero.

- per finire, ho invitato tutti gli amici più affezionati a Pannolina,  per cantare "tanti auguri a te" e spegnere la tea light appoggiata sulla confezione da due chili di gelato  ( cosa che ha fatto parecchia sensazione..."Ma non si scioglierà il gelato?"...ragazzi, ci sono 33 gradi,  si scioglierà in ogni caso!)...e una bella corsa di tricicli nel giardino di casa, con tutti i pargoli presenti😊
A costo zero,  o meglio : 14,68 euro, una festa di compleanno che ha reso felice la nostra piccola (e noi, quando la vediamo felice...diventiamo FELICISSIMI! )

domenica 30 luglio 2017

Cos' è quella cosa che quando è inutile è utile comunque?

L'indovinello del titolo è dedicato a una nuova e grandissima passione: LA MENTA!
No, non parlo di diventare maniaci del mojito  (che però era il mio cocktail preferito quand'ero ancora una sgarzolina in fiore). 
Parlo proprio dei suoi mille meravigliosi usi! 
Ci siamo trovati INVASI dalla menta. Una colonia di bruchi, due anni orsono, aveva ben pensato di invadere il nostro minuscolo amatissimo orticello. Come salvare le nostre piante di frutti di bosco da questo insettacci?
"Sai, ho letto che la menta allontana i parassiti...ho portato a casa questa piantina da casa dei miei: vediamo se funziona", mi disse Mr T, mentre schifata toglievo questi malefici invasori a mani nude.
Ebbene...ha funzionato così bene che di bruchi mai più l'ombra! In compenso la menta ha letteralmente invaso ogni vaso del giardinetto. Già,  perché è una pianta infestante che ogni tanto va ricondotta a più miti consigli a suon di potature violente. Ma buttarla via è contro la mia religione, povera menta creatura diddio. 
Ecco allora cosa non ci si inventa...
In cucina:  per eccellenza è l' aroma per il tea, poi fatto freddare. Berlo freddo nei momenti di afa ti rigenera!
Oppure è un ottimo aroma per la marmellata di lamponi; o ancora, la schiaccio in acqua fredda e succo di limone, super dissetante! Se Pannolina dorme...si può tornare a un bel vintage mojito!
Se fatta essiccate poi,  diventa il riempimento ideale per pout pourri, che tengo anche nel centrotavola in salotto o in un vasetto nel bagno...specie nei giorni caldi dà molta freschezza all'aria! Ma si possono anche riempire dei sacchetti di tulle e farne prprofumatori er armadi.  E anche cospargere il fondo della lettiera del gatto per una pipì aromatica! 
Sgranare la menta essiccata dà un piacere ai 5 sensi, è croccosa...e lascia un profumo indicibile per ore!

La menta insomma si ricicla in mille modi...anche come parolaccia: " sono nella menta", "che figura di menta", " quel tipo è una vera menta". Che sono tutte espressioni molto utili per disintossicarsi dalle parolacce con una minorenne in casa!!!

venerdì 14 luglio 2017

Un bruciaessenze tutto mio


Capita che talvolta si compri qualcosa…salvo poi scoprire che non si può utilizzare perché manca qualche strumento a casa!
Questo è stato il mio caso con le tartes di Yankee Candles: ti aspetti lo stoppino per bruciarle come candele, e invece no…e ora? Le butto?
In fondo un bruciaessenze può essere una buona idea: evitiamo di avere mille candele per casa a impolverarsi, e usiamo uno sparaprofumo sempre efficiente (e chi ha in casa una lettiera sa quanto ce n’è bisogno).
Certo che su Amazon se ne trovano di belli…ma che prezzi hanno? Un bruciaessenze in legno e ceramica vuole minimo 20 euro! Sennò ci sono quelli bruttini… ma sempre a 7 euri.
Nei negozi ‘tutto1euro’ se ne trovano, ma che orrori.
Ceramiche marroni come non se ne vedevano dagli anni ‘70.

E mi devo mettere in casa un cesso del genere, magari in salotto?
…
Sì.
Perché posso renderlo speciale.
Ecco che l’orrendo ceramicone marrone viene ridipinto con chalk paint bianco gesso.
Lego un nastro di rafia attorno, insieme a un cuoricino di cannucce di carta color nature (che sono avanzate dalle bomboniere di battesimo di Pannolina).
Lo decoro con un piccolo fermacampione decorato, trovato nel bellissimo negozio di fai da te ZODIO.
Ed eccolo, un bruciaessenze come nessun’altra ce l’ha. In stile shabby, che poi è la deriva di stile che pian piano sta assumendo tutta la mia catapecchia.
Che ne dite?


martedì 20 giugno 2017

La bella lavanderina


È tanto che non scrivo un post ispirato a ‘quel che passa il convento’, per casalinghe proletarie e francescane.
Molte persone ancora oggi scelgono di lavare i panni con la lisciva: una mistura di acqua e cenere che consente di lavare perfettamente i panni. Onestamente però il processo è un po’ oneroso: bisogna avere della cenere, ed avere tempo disponibile per bollirla due ore. E poi filtrarla. E poi farla riposare. E poi filtrare. E poi…
Sono già stanca!
Se siete mamme, e magari lavoratrici, sapete già molto bene che il tempo è quello che è: non resta che affidarsi al classico detersivone, liquido o in polvere. In polvere va bene per lavaggi ad alte temperature, motivo per cui spesso basta meno della metà della dose indicata: l’acqua calda già lava molto bene, la macchia la devi comunque pretrattare con una fregata di spazzola e sapone. Mettere un etto di detersivo serve solo a rendere l’operazione più difficile nel risciacquo, a svuotare prima il sacchetto, a produrre più inquinamento e intasare il filtro della lavatrice impastandosi coi capelli. Basta semplicemente diminuire la dose e il lavaggio sarà più efficace ed anche igienico. Io acquisto questo tipo di detersivo, molto economico, profumato e abbastanza efficace. Basta meno della metà del misurino. Fate conto che la quantità contenuta va ben oltre i 18 lavaggi,  io ne faccio almeno 40.

Penso peraltro che esistano prodotti più ecologici: mi piacerebbe provare il detersivo in polvere Viviverde Coop, di cui ho sentito parlare molto bene e che sembra avere un costo più o meno in linea. Se fosse altrettanto efficace, saremmo a cavallo, e lo potrei usare anche per i pannolini di Pannola.
I pannolini di Pannola meritano un discorso a parte: solo per i suoi pannolini e indumenti intimi uso il detersivo Winny’s liquido, verbena e Aleppo. Non mi sembra meraviglioso, e molte ‘mamme pannolinare’ del gruppo Feisbuc ME LO bocciano…
Ultimamente però sto usando Chanteclair Vert liquido. Per renderlo ancora meno inquinante e farlo durare di più, lo travaso in un flacone riempito a metà con acqua e bicarbonato ben sciolto. I panni escono belli morbidi, puliti e profumati…e anche qui, basta un po’ meno della dose indicata, nonostante sia annacquato.
Poi devo confessare il mio amore per un detersivo, in vendita da Eurospin, con flacone verde che annacquo…ma che nonostante ciò conserva un profumo allucinante, buono, freschissimo! Un terzo di tappo nel bucato poco sporco, pulisce e deodora per settimane, lo adoro. Il maxi formato poi consente di non comprare molti flaconi: circola meno plastica…posso permettermi il peccato veniale di usarlo, visto che sono parsimoniosa e frugale?
E voi? Quali prodotti “bucatosi” vi piacciono di più?

mercoledì 14 giugno 2017

Quando Celestino incontra Anna


Anni fa lessi un testo altamente formativo, “La profezia di Celestino”.
Una va**ata niu eig che interpreta la realtà secondo dettami ben precisi, e seguendo le regole proposte l’umanità si dovrebbe sviluppare verso il meglio.
Essendo, per l’appunto, una waccata ho rimosso la maggior parte delle cose lette tranne questo: che se si mantiene la mente aperta spesso si ricevono delle ‘premonizioni’ che ci guidano sul futuro.
Ad esempio: capita di mangiare la girella, e ripensare a quel compagno delle elementari con cui scambiavi spesso merenda: il tuo panino al prosciutto per la girella. Poi al pomeriggio vai alla Coop e taaac, chi trovi in cassa?...il suddetto compagno. Ecco, la ‘profezia di Celestino’ raccomanda a quel punto di parlare col compagno, che potrebbe avere un messaggio della vita per te.
Ora, questa cosa è abbastanza vera. Alla peggio, il messaggio sarà che c’è la farina della pizza in offerta, ma insomma anche quello può essere utile.

Sarà quindi un caso che, mentre rileggo la serie di Anna di Green Gables, scopro tramite i social network che Netflix sta trasmettendo la serie “Chiamatemi Anna”?
C"he è BELLISSIMA.
La serie prende la maggior parte degli spunti dal primo libro, ma non credete a chi scrive che è ‘fedele al libro’.
In realtà reinterpreta la vita di Anna in una luce più noir e (ce ne si rende conto vedendola) forse più veritiera.
Anna ha conosciuto la solitudine, lo sfruttamento, il lavoro fin dalla più tenera infanzia.
È normale che quindi le sue estreme fantasie siano da leggersi come metodo per sfuggire la realtà…
Ma lo si comprende bene solo vedendo questa serie. Dove Anna fatica ad inserirsi con i compagni, perché conosce molto di più i lati oscuri della vita e stenta a comprendere una vita fatta di grembiuli puliti e mele ruggine.
In tutto questo il rapporto con Gilbert Blythe assume un tono diverso. Gilbert ‘comprende’ Anna, perché anche lui è ‘straniero’ ai compagni; ha vissuto in città, letto libri differenti, conosciuto molte persone. Ed è costretto a prendersi cura di sé e del padre. Per questo in Anna riconosce ‘un’anima gemella’, dove gli altri vedono solo una buffa ragazzina coi capelli rossi.
La serie modifica le situazioni e i personaggi, regalando loro più sfaccettature. La signorina Barry ad esempio è lesbica, mentre Jerry è nascostamente innamorato di Anna. Matthew vive più profondamente il rapporto con Anna, la figlia adottiva, e si porta dentro delle ferite dell’infanzia.
Vengono poi introdotti degli elementi di ‘giallo’ che portano ad aspettare con ansia la prossima stagione. Per esempio…che tipi saranno i misteriosi pensionanti di Anna? Matthew concretizzerà la sua storia con la signorina Ginny? E Gilbert tornerà a casa?

Non vedo l’ora che rilascino la seconda serie!

martedì 6 giugno 2017

Sono una donna con un mop, delle yankee candles e buone prospettive per il futuro

Un gran vantaggio della vita semplice è questo: quando incontri un articolo, sai valutare in modo abbastanza  preciso se valga la pena averlo e se convenga alle tue abitudini frugali. Così,  quando a casa di amici ho incontrato il mop di Kasanova, ho capito che averlo in squadra per le mie pulizie sarebbe stato molto comodo.

Si parla di una scopa con un panno in microfibra piatto, dotato sul bastone di uno spruzzino per acqua e detersivo. Mentre si passa la scopa, basta tirare la levetta dove si incontra la macchiolina (o la patacca vera e propria!) e il gioco è fatto: la patacca viene via e il pavimento è igienizzato. Aggiungete che nella confezione della scopa è compreso un attrezzo pulisci vetro da montare sul bastone, e l'affare assume proporzioni importanti: basta piegare il gobbone per le patacche sul pavimento  ( che ora Pannolina produce in quantità,  visto che il nuovo gioco è "lancia la pastina per terra"), e basta anche alle arrampicate su sedia per pulire i vetri! Ho il mop,  e il mondo è mio ( sì, lo so che pecco di teatralità ma vi assicuro che sostituire la scopa vecchia con questa è stata una vera svolta).
Da Kasanova poi scopro che hanno nientemeno che le Yankee candles, che volevo provare da un bel po'. Solitamente uso quelle di Muji, profumatissime e a lunga durata, ma avendo cambiato abitudini rispetto al passato mi riesce difficile andare in negozio...Compro le tartes Yankee  Candle, piccole pastiglie di cera che sembrano pasticcini.
Ci sono tantissime profumazioni! Per evitare di strafare in un acquisto non testato, acquisto menta forte, gelsomino e un mix di cannella. Peccato che mi sia accorta che il brucia essenza di casa si sia rotto...poco male, se ne trovano per pochi spiccioli ai negozi tutto 1 euro e chissà...potrei trovare qualcosa di carino!
Per finire questo "shopping selvaggio" ho acquistato questo appendiabiti, che voglio appendere nella nostra camera nella casa in Puglia  (dei suoceri...ma ormai quella è la nostra camera, visto che il Risolutore si è voluta prendere la freschissima taverna. Ma va già grassa così...)
Mi mette già più entusiasmo vederla, visto che tutto sommato scarseggia un po' alla prospettiva di una vacanza con suoceri e cognata 😐.
Il tutto mi è costato circa 20 euri.
Che ne dite? Io mi sento molto PIERA DI ME!

martedì 30 maggio 2017

Il nido dei sogni e l'arte di arrangiarsi


Io lo dico senza vergogna me ne sarei ben fregata di tornare al lavoro. Se non avessi avuto mutuo o spese condominiali, avrei tranquillamente preso una bella aspettativa di tre anni per crescere Pannolina da me, tornando poi con un rilassatissimo part time.
Ma giacché siamo poveracci, restava da sceglier un buon nido. Già, i suoceri sono anzianotti e non più in gran forma; mia mamma soffre di artrosi e ha dovuto mettere delle protesi, e forse dovrà metterne altre, mentre mio papà adora la Pannola…ma occuparsene tutto solo, con la moglie a ‘mezzo servizio’, poteva essere troppo pesante.
E così mi sono messa alla ricerca. L’AaD offre un nido aziendale, ma avrebbe significato rendere Pannolina una bambina pendolare su Tremerd…pagando comunque  390€. Tutto sommato, visto che in inverno prenderebbe raffreddori ogni 6 minuti, con conseguente baby sitter da pagare, non è la mossa migliore…
Vado ad informarmi per il nido comunale. In gioventù ho avuto la pessima idea di sposarmi, con un lavoratore autonomo, e oltretutto mettermi a lavorare anche io: non godrei di nessuno sgravio e niente da fare, pagherei la fascia più alta, 470€ + ticket pasto da 5€ al dì. E senza contare le lunghe liste d’attesa! (Nb le ottime politiche di welfare per famiglie in Italia. Te capì Lorenzin?)
Non restano che i nidi famiglia privati…e chiacchierando con un’amica di Nanny, scopro che ce n’è uno proprio vicino a casa nostra, splendido. “Ma affrettati che sono pochi posti!” Così, quando Pannolina aveva poco più di un mese e mezzo, ho telefonato e siamo andate a fare un sopralluogo.
Mi sembrava di sognare! Un piccolo orto col pollaio, curati entrambi dai bimbi (che annaffiano le piantine da dentro i loro girelli e tirano il becchime alle galline). Due piccole, coloratissime stanze per far giocare i cuccioli. Ogni giorno laboratori: ginnastica, musica, inglese, cucina, lettura animata…quasi quasi chiedo se posso iscrivermi anche io…ma chissà quanto costa!
In realtà 490€, + ticket da 3,5€ al giorno. Ma posso anche scegliere di portare io i pasti…
Ho bisogno di dirvelo che ho subito confermato l’iscrizione?! Meglio un paio di stivali, una borsa in meno ma sapere la piccola in un posto bello e sicuro.
E vederla felice ripaga da tutto! Ogni volta che la porto o la vado a prendere non piange mai…durante il giorno la maestra mi manda su Whatsapp foto di Pannola che gioca, mangia, fa la nanna coi suoi amichetti. La vedo felice con gli altri bimbi…e ha imparato già tante cose. Ora esulta con le braccine alzate se è contenta, dice un sacco di paroline, segue gli animali anche sconosciuti con gli occhi (i nostri gatti li molesta da tempo).
Insomma sono tranquilla e serena vedendola contenta.
purtroppo…un rovescio della medaglia c’è. Ossia i soldi che escono…
In attesa che siano stanziati i bonus nido, e nella speranza di ottenerlo, non resta che ingegnarsi, imparare a far da sé e ammortizzare le spese.

Viene in soccorso la fantasia, che aiuta anche quando c’è qualche imprevisto.
Di recente s’è rotta l’abat jour di Mr T. Una bellissima boule di vetro di Ikea, che faceva bella mostra di sé nella nostra casa da sposini. Manco a dirlo, la mia è andata rotta tempo fa…e ora pure questa ci ha lasciato.
Comprarne un’altra di vetro è da escludersi: tra Pannolina e gatti avrebbe vita breve, e possono pure farsi male se si rompe (menomale anzi che quando si è rotta non ha ferito nessuno col vetro).
Qui ci vuole uno stiloso fai da te.
Prendo un barattolo vuoto di orzoro, tolgo il fondo di cartoncino e ricopro il cilindro con carta da pacchi. La carta da pacchi, con un po’ di spirito artistico, la decoro con Tour Eiffel stilizzate fatte da me e coi timbrini comprati da Tiger (ci ho scritto sopra “ville lumiere”). La ricopro di poca vernice trasparente che ‘plastifica’ il risultato ed evita che la carta assorba tutta la polvere della terra, rendendo più difficile la pulizia.
Metto il tappo in plastica sul fondo, dopo averlo forato al centro abbastanza da far passare il cavo della vecchia lampada (che sono riuscita a salvare) in modo che non si muova.
Riavvito la lampadina.
Ora, con un ago da lana, non resta che bucherellare la sagoma della Tour Eiffel e il cielo attorno…Accendendo la lampadina ci si ritrova un piccolo lungo Senna sul comodino, a costo zero.
Che ne dite? Vi piace?


lunedì 15 maggio 2017

Lavori che succedono

Cos’è successo in questo periodo?
Innanzitutto, è accaduto l’inevitabile: sono tornata al lavoro.
Vi confesso che ho giocato al lotto (senza troppa convinzione, ma la speranza è l’ultima a morire) : diciamolo pure che, fossi riuscita a finire di pagare il mutuo, avrei valutato seriamente di non tornare più in questa valle di lacrime, o quantomeno: mi sarei presa un’aspettativa di due anni per godermi Pannolina in privato.
Purtroppo, come si desume dal tono tragico del post, non ha funzionato e sono ancora qua, per fortuna con orario di allattamento per ora. Sto seriamente valutando se non sia possibile fare il part time almeno per un paio d’anni, vedremo.
Intanto faccio subito una riflessione, e cioè che – come al solito – sono stata accompagnata da previsioni catastrofiche sul rientro al lavoro:
“ tua figlia patirà le pene dell’inferno al nido…”
“tu avrai sensi di colpa e depressione…”
“ti stresserai per il treno, patirai e ti finirà il latte”
“non riuscirai a staccare dai problemi dell’ufficio…”
“non riuscirai più ad avere la casa in ordine…”
…aggiungete anche cose di vostra fantasia, l’importante è che siano catastrofiche: ho sentito dire cose che hanno superato l’immaginazione.
Come ovvio, non era vero un catso.
Questo ormai è un leitmotiv della maternità, anzi mi sento di scriverlo per aiutare tutte le future mamme che passano di qui…non date retta a un cavolo di quello che vi dicono! Non è detto che poi piangerà sempre, non è sicuro che vi terrà sveglie la notte, non si può ancora sapere se vi farà dannare per coliche o denti (Pannolina ne ha buttati fuori 4 di dentini, tutti insieme, questo weekend …e no, non ci sono stati morti e feriti).  Non è certo che il ritorno al lavoro sarà tragico.
Ma una cosa, questo sì, è il caso di dirla. Quando arriverà il pargolo, fatevi un regalo: mettetevi da parte. Non c’è bisogno di mantenere il rito dell’aperitivo (se le amiche vi vogliono bene verranno a sbevazzare a casa vostra e a spupazzarsi il cucciolo) , non c’è bisogno di andare dal parrucchiere o in palestra due volte a settimana. C’è bisogno che viviate questo momento in pieno.
Mi sembra che sia volato letteralmente il tempo dedicato all’allattamento esclusivo, quelle ore passate cuore a cuore io e Pannolina, coi suoi occhi adoranti e felici mentre poppano, io ad accarezzarle la pelle morbida o a leggere…
Il punto è che ogni fase vola…e credo che la sofferenza e lo stress derivino dal voler stare per forza dentro abitudini vecchie, che non fanno più per voi. Come voler calzare a tutti i costi una scarpa numero 38, e voi portate il 40…lo fareste? Solo perché del 38 avete ancora tante scarpe?
Il punto è che accettando il vostro ’40 di piede’ neo acquisito, scoprirete che avete un sacco di nuove splendide scarpe, comode per voi.
Il ritorno al lavoro non è stato traumatico forse perché ho affrontato la questione senza voler per forza fronteggiare tutto come nella mia vecchia vita. Non esiste più, né quell’approccio lavorativo, né quella me stessa, né quelle abitudini. Ora esiste la mamma di Pannolina, che lavora, ma che soprattutto si preoccupa che Pannolina sia felice. E il lavoro serve, sopra ogni cosa, perché ci serve per le cose importanti per la nostra famiglia: pagare la casa e le bollette, del buon cibo, abiti per coprirci, e per poter fare qualche viaggetto tutti insieme, come piace a noi.
Non so se verrà il giorno in cui vedrò le cose in maniera differente: quello che so è che per ora va così, e non ho intenzione di stringermi per star dentro una vita che non mi appartiene più.
Ne ho una molto più grande, ora.