Innanzitutto un applauso alla ministra Lorenzin.
No, perché obiettivamente è difficile, difficilissimo far arrabbiare almeno 3 milioni di italiani ogni volta che si apre bocca: ma lei ce la fa ogni volta.
Striscia la notizia ha intervistato la nostra in merito alla campagna di Civati contro la tassazione degli assorbenti al 22%. La ministra ha giustamente dichiarato di appofappoggiare l'iniziativa, Salvo poi sbrodolare con un : "mica si può tornare all'800 con le pezze di cotone".
I beg your pardon?
CERTO, CERTISSIMO CHE SI PUÒ! E aggiungerei: si deve.
Come sapete per Pannolina uso pannolini lavabili. Ma durante il periodo del puerperio mi sono convinta e sono passata anche per me al lato lavabile del ciclo.
Diciamo che un'episiotomia fatta in modo agghiacciante e particolarmente dolorosa da rimarginare mi ha convinta a utilizzare 2 assorbenti lavabili che avevo comprato, più per curiosità che per convinzione, ad una fiera. La svolta!morbidi, lisci, molto più assorbenti di un normale usa e getta. Che belloooo! Finalmente il posto più morbido dove mettere la patata.
Tanto è bastato e mi sono convinta a comprarne un bel po' (si trovano anche su Amazon, come quelli che metto nella foto sotto per farvi vedere quanto sono bellini).
Sono comodi e pratici: me li hanno spediti con una piccola wetbag (ossia una micropochette impermeabile e con cerniere, così resta tutto chiuso lì e a sera si lava).
Come detto, assorbono moltissimo di più (i miei sono in bambù, neri).
Ho provato anche a farli da me, seguendo un tutorial su Youtube:se volete provare a farli se ne trovano diversi. Diciamo che i miei autoprodotti sono bruttini e li uso più a fine ciclo, non confidando nella loro assorbenza.
Vantaggi? Tantissimi: intanto non dovrete più ricordarvi di comprarlo al super (e depennerete una bella voce di spesa). Poi sono così colorati e simpatici che vi renderanno più allegro un periodo che -per sua natura- allegro non è. Non inquinerete più (se il pianeta terra vi sta a cuore)...e per me, che dopo la suddetta episiotomia qualche problemino ce l'ho ancora, è la soluzione davvero più confortevole. E voi? Proverete mai assorbenti lavabili o coppetta mestruale?
Credo nel non sprecare,nel riutilizzare, nel creare. Credo nel potere dei baci bavosi di mia figlia,delle fusa dei miei gatti e dell'umorismo di mio marito. Credo nell'importanza del darsi da fare, nell'organizzazione, nel semplificare, nel circondarsi di cose amate. E che molti problemi si risolvono con un tè e un pezzo di cioccolato.
sabato 21 ottobre 2017
domenica 17 settembre 2017
come ti infighetto il passeggino
C’era una volta una donna incinta di 6 mesi, che andò a casa di una parente e si portò a casa il trio passeggino/ carrozzina / ovetto, culla, mangiapannolini, seggiolone pappa, seggiolini auto (2)…
La donna incinta, confusa e felice, chiese alla parente se volesse soldi, ma ella rifiutò: l’importante era svuotare la cantina, non ci sarebbero stati altri cuginetti e la bimba in arrivo aveva bisogno di tutte quelle cose.
Passarono i mesi, e un giorno, passeggiando con marito e neonata, incontrò la cugina e il di lei marito.
E dopo pochi giorni, la cugina chiese indietro tutto.
OGNI. Singola. Cosa.
Questo perché – al di là delle scuse accampate – il di lei marito aveva deciso di vendere tutto quanto su ebay.
E – siccome avrete capito che è una storia autobiografica – aggiungerei anche grazie al ca**o.
Francamente non mi stupisce più la maleducazione della gente.
Penso che si sia perso completamente il ritegno.
Assisto quotidianamente a situazioni al limite del paradossale quanto a rispetto e delicatezza, e passo oltre sennò me ne faccio una malattia.
Basti sapere che ho impacchettato il tutto, portato a quella sciagurata e adesso la simpatica carognazza è già tanto che la saluti.
Però.
Però, parliamoci chiaro: avere una figlia di nemmeno 3 mesi e nemmeno il trio per portarla a spasso, è un bel disagio.
Per fortuna però, tra regali di nascita dei colleghi e del battesimo, avevo ricevuto molti buoni acquisto di una nota catena per l’infanzia.
Abbiamo dovuto a quel punto pensare bene agli acquisti da fare, per evitare che i buoni terminassero subito.
Il trio set è stato sostituito da un passeggino robusto e molto reclinabile e salvo pochi altri acquisti abbiamo potuti usare soprattutto per acquisti sanitari e di cibo bio per svezzamento.
Ultimamente si è reso necessario l’acquisto di un secondo, economicissimo passeggino: sono tornata al lavoro full time, ed ora mio papà va a prendere Pannolina al nido. Se avessi tenuto il solo passeggino ‘bello’ avrei dovuto rimanere senza io oppure portarlo ogni giorno dai miei, poi lasciare Pannolina al nido, poi andare a prendere il treno. OGNI GIORNO.
E quindi avrei aggiunto una nuova tappa al mio (già incasinato) giro mattutino.
Quindi, armata di un buono superstite da circa 30 euro, ho acquistato questo: verde, che è il colore preferito di Pannolina.
Certo è superleggero, e il suo dovere lo fa. Ma diciamolo: è proprio mesto, poveretto! Ad esempio manca il telo antipioggia (che ho preso a parte su Amazon per pochi spiccioli), non è reclinabile e non ha neppure una tasca o un cestino per gli oggetti.
E dovevo obbligare mio papà a girare con la sporta di plastica con acqua, fazzoletti e pannolino di emergenza, ogni volta che la porta ai giardinetti pubblici?
È qui che viene in aiuto il riciclo creativo!
Ho recuperato un cestino di stoffa, che tempo fa era arrivato a casa mia al seguito di alcuni cioccolatini ricevuti in regalo. Ho cucito ai lati due pezzetti di fettuccia a fiori , con punti molto solidi.
Ho aggiunto sul davanti un bottone, e ho cucito un piccolo elastico per capelli dal lato opposto, così da fare da asola e rendere possibile la chiusura. Per rendere personale il cestino, ho cucito una piccola toppa col nome della bimba. Poi basta annodarlo bene alle sbarrette del passeggino.
E voilà, il cestino ‘portaacqua e pannolino’ è pronto!
E voilà, il cestino ‘portaacqua e pannolino’ è pronto!
Anche un beauty case non utilizzato può essere utilizzato per questo progetto…o perché no, tagliare una gamba del jeans e cucire una delle estremità per ottenere un cestino può essere un’idea!
E così anche il passeggino ‘super grezzo’ trova la sua dignità.
Spero che questo progetto possa esservi utile!
venerdì 4 agosto 2017
La gomma crepla è la mia nuova migliore amica ( come ti organizzo la baby festa a 15 euro)
In questo mondo c'è penuria: di soldi, di tempo e di amici veri.
Per questo quando incontri un amico che ti fa risparmiare tempo e soldi, bisogna tenerlo stretto. La mia amica del cuore è la gomma crepla, un materiale atossico venduto in fogli, che può essere tagliato, cucito, dipinto e modellato...e con cui ho fatto le decorazioni per il compleanno di Pannolina. Eh già, la Pannola ha compiuto un anno proprio ieri! 😊
Come tutti i bimbi dell'estate che nascono nel balengo periodo delle vacanze rischiava di avere un compleanno triste e deserto. Oltretutto saremmo state a casa solo io e lei per festeggiare la giornata: Mr T lavora ancora e una gita a qualche parco giochi era difficilmente fattibile io e lei sole (aggiungete che Chupacabra, la mia auto, non ha il climatizzatore e che ieri era la giornata più calda del 2017...)
Ma saltare la festa era assolutamente fuori discussione! E allora...
- metti un foglio di gomma crepla a glitter rosa comprato dal negozio fai da te (1,49 €), forbici e cucitrice , smalto per unghie blu e buona volontà. Ho creato per Pannolina una coroncina da principessa, ritagliando la sagoma e chiudendo con un paio di punti metallici; con lo smalto per unghie ho dipinto la sua iniziale e delle stelline. Poi ho ritagliato un grosso numero "1", che ho appeso alla porta di casa col biadesivo, ho creato con le letterine la scritta "tanti auguri Pannolina" assicurandola con la cucitrice a un filo di lana (che ho poi steso alla finestra in giardino); ho tagliato un grosso cuore su cui ho dipinto con lo smalto la scritta "buon compleanno principessa" appendendolo alla porta col biadesivo...e voilà, decorazioni fatte!
- ho comprato bibite e gelati, con topper di fragola e caramello, all'Eurospin: 13,19 euro per una gelatata, più gradita di una torta al pan di Spagna visto il gran caldone!
- ho preso infine un nastro avanzato da un pacchetto, e il rotolo di tulle avanzato dalle bomboniere. Dopo aver fissato la misura del girovita di Pannolina con due nodini, lego dei pezzi di tulle lunghi circa 30 cm con un nodo sul nastro. voilà un tutù da vera regina della festa, costo zero.
- per finire, ho invitato tutti gli amici più affezionati a Pannolina, per cantare "tanti auguri a te" e spegnere la tea light appoggiata sulla confezione da due chili di gelato ( cosa che ha fatto parecchia sensazione..."Ma non si scioglierà il gelato?"...ragazzi, ci sono 33 gradi, si scioglierà in ogni caso!)...e una bella corsa di tricicli nel giardino di casa, con tutti i pargoli presenti😊
A costo zero, o meglio : 14,68 euro, una festa di compleanno che ha reso felice la nostra piccola (e noi, quando la vediamo felice...diventiamo FELICISSIMI! )
Per questo quando incontri un amico che ti fa risparmiare tempo e soldi, bisogna tenerlo stretto. La mia amica del cuore è la gomma crepla, un materiale atossico venduto in fogli, che può essere tagliato, cucito, dipinto e modellato...e con cui ho fatto le decorazioni per il compleanno di Pannolina. Eh già, la Pannola ha compiuto un anno proprio ieri! 😊
Come tutti i bimbi dell'estate che nascono nel balengo periodo delle vacanze rischiava di avere un compleanno triste e deserto. Oltretutto saremmo state a casa solo io e lei per festeggiare la giornata: Mr T lavora ancora e una gita a qualche parco giochi era difficilmente fattibile io e lei sole (aggiungete che Chupacabra, la mia auto, non ha il climatizzatore e che ieri era la giornata più calda del 2017...)
Ma saltare la festa era assolutamente fuori discussione! E allora...
- metti un foglio di gomma crepla a glitter rosa comprato dal negozio fai da te (1,49 €), forbici e cucitrice , smalto per unghie blu e buona volontà. Ho creato per Pannolina una coroncina da principessa, ritagliando la sagoma e chiudendo con un paio di punti metallici; con lo smalto per unghie ho dipinto la sua iniziale e delle stelline. Poi ho ritagliato un grosso numero "1", che ho appeso alla porta di casa col biadesivo, ho creato con le letterine la scritta "tanti auguri Pannolina" assicurandola con la cucitrice a un filo di lana (che ho poi steso alla finestra in giardino); ho tagliato un grosso cuore su cui ho dipinto con lo smalto la scritta "buon compleanno principessa" appendendolo alla porta col biadesivo...e voilà, decorazioni fatte!
- ho comprato bibite e gelati, con topper di fragola e caramello, all'Eurospin: 13,19 euro per una gelatata, più gradita di una torta al pan di Spagna visto il gran caldone!
- ho preso infine un nastro avanzato da un pacchetto, e il rotolo di tulle avanzato dalle bomboniere. Dopo aver fissato la misura del girovita di Pannolina con due nodini, lego dei pezzi di tulle lunghi circa 30 cm con un nodo sul nastro. voilà un tutù da vera regina della festa, costo zero.
- per finire, ho invitato tutti gli amici più affezionati a Pannolina, per cantare "tanti auguri a te" e spegnere la tea light appoggiata sulla confezione da due chili di gelato ( cosa che ha fatto parecchia sensazione..."Ma non si scioglierà il gelato?"...ragazzi, ci sono 33 gradi, si scioglierà in ogni caso!)...e una bella corsa di tricicli nel giardino di casa, con tutti i pargoli presenti😊
A costo zero, o meglio : 14,68 euro, una festa di compleanno che ha reso felice la nostra piccola (e noi, quando la vediamo felice...diventiamo FELICISSIMI! )
domenica 30 luglio 2017
Cos' è quella cosa che quando è inutile è utile comunque?
L'indovinello del titolo è dedicato a una nuova e grandissima passione: LA MENTA!
No, non parlo di diventare maniaci del mojito (che però era il mio cocktail preferito quand'ero ancora una sgarzolina in fiore).
Parlo proprio dei suoi mille meravigliosi usi!
Ci siamo trovati INVASI dalla menta. Una colonia di bruchi, due anni orsono, aveva ben pensato di invadere il nostro minuscolo amatissimo orticello. Come salvare le nostre piante di frutti di bosco da questo insettacci?
"Sai, ho letto che la menta allontana i parassiti...ho portato a casa questa piantina da casa dei miei: vediamo se funziona", mi disse Mr T, mentre schifata toglievo questi malefici invasori a mani nude.
Ebbene...ha funzionato così bene che di bruchi mai più l'ombra! In compenso la menta ha letteralmente invaso ogni vaso del giardinetto. Già, perché è una pianta infestante che ogni tanto va ricondotta a più miti consigli a suon di potature violente. Ma buttarla via è contro la mia religione, povera menta creatura diddio.
Ecco allora cosa non ci si inventa...
In cucina: per eccellenza è l' aroma per il tea, poi fatto freddare. Berlo freddo nei momenti di afa ti rigenera!
Oppure è un ottimo aroma per la marmellata di lamponi; o ancora, la schiaccio in acqua fredda e succo di limone, super dissetante! Se Pannolina dorme...si può tornare a un bel vintage mojito!
Se fatta essiccate poi, diventa il riempimento ideale per pout pourri, che tengo anche nel centrotavola in salotto o in un vasetto nel bagno...specie nei giorni caldi dà molta freschezza all'aria! Ma si possono anche riempire dei sacchetti di tulle e farne prprofumatori er armadi. E anche cospargere il fondo della lettiera del gatto per una pipì aromatica!
Sgranare la menta essiccata dà un piacere ai 5 sensi, è croccosa...e lascia un profumo indicibile per ore!
La menta insomma si ricicla in mille modi...anche come parolaccia: " sono nella menta", "che figura di menta", " quel tipo è una vera menta". Che sono tutte espressioni molto utili per disintossicarsi dalle parolacce con una minorenne in casa!!!
venerdì 14 luglio 2017
Un bruciaessenze tutto mio
Capita che talvolta si compri qualcosa…salvo poi scoprire che non si può utilizzare perché manca qualche strumento a casa!
Questo è stato il mio caso con le tartes di Yankee Candles: ti aspetti lo stoppino per bruciarle come candele, e invece no…e ora? Le butto?
In fondo un bruciaessenze può essere una buona idea: evitiamo di avere mille candele per casa a impolverarsi, e usiamo uno sparaprofumo sempre efficiente (e chi ha in casa una lettiera sa quanto ce n’è bisogno).
Certo che su Amazon se ne trovano di belli…ma che prezzi hanno? Un bruciaessenze in legno e ceramica vuole minimo 20 euro! Sennò ci sono quelli bruttini… ma sempre a 7 euri.
Nei negozi ‘tutto1euro’ se ne trovano, ma che orrori.
Ceramiche marroni come non se ne vedevano dagli anni ‘70.
E mi devo mettere in casa un cesso del genere, magari in salotto?
…
Sì.
Perché posso renderlo speciale.
Ecco che l’orrendo ceramicone marrone viene ridipinto con chalk paint bianco gesso.
Lego un nastro di rafia attorno, insieme a un cuoricino di cannucce di carta color nature (che sono avanzate dalle bomboniere di battesimo di Pannolina).
Lo decoro con un piccolo fermacampione decorato, trovato nel bellissimo negozio di fai da te ZODIO.
Ed eccolo, un bruciaessenze come nessun’altra ce l’ha. In stile shabby, che poi è la deriva di stile che pian piano sta assumendo tutta la mia catapecchia.
Che ne dite?
martedì 20 giugno 2017
La bella lavanderina
È tanto che non scrivo un post ispirato a ‘quel che passa il convento’, per casalinghe proletarie e francescane.
Molte persone ancora oggi scelgono di lavare i panni con la lisciva: una mistura di acqua e cenere che consente di lavare perfettamente i panni. Onestamente però il processo è un po’ oneroso: bisogna avere della cenere, ed avere tempo disponibile
per bollirla due ore. E poi filtrarla. E poi farla riposare. E poi filtrare. E poi…
Sono già stanca!
Se siete mamme, e magari lavoratrici, sapete già molto bene che il tempo è quello che è: non resta che affidarsi al classico detersivone, liquido o in polvere. In polvere va bene per lavaggi ad alte temperature, motivo per cui spesso basta
meno della metà della dose indicata: l’acqua calda già lava molto bene, la macchia la devi comunque pretrattare con una fregata di spazzola e sapone. Mettere un etto di detersivo serve solo a rendere l’operazione più difficile nel risciacquo, a svuotare prima
il sacchetto, a produrre più inquinamento e intasare il filtro della lavatrice impastandosi coi capelli. Basta semplicemente diminuire la dose e il lavaggio sarà più efficace ed anche igienico. Io acquisto questo tipo di detersivo, molto economico, profumato
e abbastanza efficace. Basta meno della metà del misurino. Fate conto che la quantità contenuta va ben oltre i 18 lavaggi, io ne faccio almeno 40.
Penso peraltro che esistano prodotti più ecologici: mi piacerebbe provare il detersivo in polvere Viviverde Coop, di cui ho sentito parlare molto bene e che sembra avere un costo più o meno in linea. Se fosse altrettanto efficace, saremmo
a cavallo, e lo potrei usare anche per i pannolini di Pannola.
I pannolini di Pannola meritano un discorso a parte: solo per i suoi pannolini e indumenti intimi uso il detersivo Winny’s liquido, verbena e Aleppo. Non mi sembra meraviglioso, e molte ‘mamme pannolinare’ del gruppo Feisbuc ME LO bocciano…
Ultimamente però sto usando Chanteclair Vert liquido. Per renderlo ancora meno inquinante e farlo durare di più, lo travaso in un flacone riempito a metà con acqua e bicarbonato ben sciolto. I panni escono belli morbidi, puliti e profumati…e
anche qui, basta un po’ meno della dose indicata, nonostante sia annacquato.
Poi devo confessare il mio amore per un detersivo, in vendita da Eurospin, con flacone verde che annacquo…ma che nonostante ciò conserva un profumo allucinante, buono, freschissimo! Un terzo di tappo nel bucato poco sporco, pulisce e deodora per settimane,
lo adoro. Il maxi formato poi consente di non comprare molti flaconi: circola meno plastica…posso permettermi il peccato veniale di usarlo, visto che sono parsimoniosa e frugale?
E voi? Quali prodotti “bucatosi” vi piacciono di più?
mercoledì 14 giugno 2017
Quando Celestino incontra Anna
Anni fa lessi un testo altamente formativo, “La profezia di Celestino”.
Una va**ata niu eig che interpreta la realtà secondo dettami ben precisi, e seguendo le regole proposte l’umanità si dovrebbe sviluppare verso il meglio.
Essendo, per l’appunto, una waccata ho rimosso la maggior parte delle cose lette tranne questo: che se si mantiene la mente aperta spesso si ricevono delle ‘premonizioni’ che ci guidano sul futuro.
Ad esempio: capita di mangiare la girella, e ripensare a quel compagno delle elementari con cui scambiavi spesso merenda: il tuo panino al prosciutto per la girella. Poi al pomeriggio vai alla Coop e taaac, chi trovi in cassa?...il suddetto
compagno. Ecco, la ‘profezia di Celestino’ raccomanda a quel punto di parlare col compagno, che potrebbe avere un messaggio della vita per te.
Ora, questa cosa è abbastanza vera. Alla peggio, il messaggio sarà che c’è la farina della pizza in offerta, ma insomma anche quello può essere utile.
Sarà quindi un caso che, mentre rileggo la serie di Anna di Green Gables, scopro tramite i social network che Netflix sta trasmettendo la serie “Chiamatemi Anna”?
C"he è BELLISSIMA.
La serie prende la maggior parte degli spunti dal primo libro, ma non credete a chi scrive che è ‘fedele al libro’.
In realtà reinterpreta la vita di Anna in una luce più noir e (ce ne si rende conto vedendola) forse più veritiera.
Anna ha conosciuto la solitudine, lo sfruttamento, il lavoro fin dalla più tenera infanzia.
È normale che quindi le sue estreme fantasie siano da leggersi come metodo per sfuggire la realtà…
Ma lo si comprende bene solo vedendo questa serie. Dove Anna fatica ad inserirsi con i compagni, perché conosce molto di più i lati oscuri della vita e stenta a comprendere una vita fatta di grembiuli puliti e mele ruggine.
In tutto questo il rapporto con Gilbert Blythe assume un tono diverso. Gilbert ‘comprende’ Anna, perché anche lui è ‘straniero’ ai compagni; ha vissuto in città, letto libri differenti, conosciuto molte persone. Ed è costretto a prendersi
cura di sé e del padre. Per questo in Anna riconosce ‘un’anima gemella’, dove gli altri vedono solo una buffa ragazzina coi capelli rossi.
La serie modifica le situazioni e i personaggi, regalando loro più sfaccettature. La signorina Barry ad esempio è lesbica, mentre Jerry è nascostamente innamorato di Anna. Matthew vive più profondamente il rapporto con Anna, la figlia adottiva,
e si porta dentro delle ferite dell’infanzia.
Vengono poi introdotti degli elementi di ‘giallo’ che portano ad aspettare con ansia la prossima stagione. Per esempio…che tipi saranno i misteriosi pensionanti di Anna? Matthew concretizzerà la sua storia con la signorina Ginny? E Gilbert
tornerà a casa?
Non vedo l’ora che rilascino la seconda serie!
martedì 6 giugno 2017
Sono una donna con un mop, delle yankee candles e buone prospettive per il futuro
Un gran vantaggio della vita semplice è questo: quando incontri un articolo, sai valutare in modo abbastanza preciso se valga la pena averlo e se convenga alle tue abitudini frugali. Così, quando a casa di amici ho incontrato il mop di Kasanova, ho capito che averlo in squadra per le mie pulizie sarebbe stato molto comodo.
Si parla di una scopa con un panno in microfibra piatto, dotato sul bastone di uno spruzzino per acqua e detersivo. Mentre si passa la scopa, basta tirare la levetta dove si incontra la macchiolina (o la patacca vera e propria!) e il gioco è fatto: la patacca viene via e il pavimento è igienizzato. Aggiungete che nella confezione della scopa è compreso un attrezzo pulisci vetro da montare sul bastone, e l'affare assume proporzioni importanti: basta piegare il gobbone per le patacche sul pavimento ( che ora Pannolina produce in quantità, visto che il nuovo gioco è "lancia la pastina per terra"), e basta anche alle arrampicate su sedia per pulire i vetri! Ho il mop, e il mondo è mio ( sì, lo so che pecco di teatralità ma vi assicuro che sostituire la scopa vecchia con questa è stata una vera svolta).
Da Kasanova poi scopro che hanno nientemeno che le Yankee candles, che volevo provare da un bel po'. Solitamente uso quelle di Muji, profumatissime e a lunga durata, ma avendo cambiato abitudini rispetto al passato mi riesce difficile andare in negozio...Compro le tartes Yankee Candle, piccole pastiglie di cera che sembrano pasticcini.
Ci sono tantissime profumazioni! Per evitare di strafare in un acquisto non testato, acquisto menta forte, gelsomino e un mix di cannella. Peccato che mi sia accorta che il brucia essenza di casa si sia rotto...poco male, se ne trovano per pochi spiccioli ai negozi tutto 1 euro e chissà...potrei trovare qualcosa di carino!
Per finire questo "shopping selvaggio" ho acquistato questo appendiabiti, che voglio appendere nella nostra camera nella casa in Puglia (dei suoceri...ma ormai quella è la nostra camera, visto che il Risolutore si è voluta prendere la freschissima taverna. Ma va già grassa così...)
Mi mette già più entusiasmo vederla, visto che tutto sommato scarseggia un po' alla prospettiva di una vacanza con suoceri e cognata 😐.
Il tutto mi è costato circa 20 euri.
Che ne dite? Io mi sento molto PIERA DI ME!
Si parla di una scopa con un panno in microfibra piatto, dotato sul bastone di uno spruzzino per acqua e detersivo. Mentre si passa la scopa, basta tirare la levetta dove si incontra la macchiolina (o la patacca vera e propria!) e il gioco è fatto: la patacca viene via e il pavimento è igienizzato. Aggiungete che nella confezione della scopa è compreso un attrezzo pulisci vetro da montare sul bastone, e l'affare assume proporzioni importanti: basta piegare il gobbone per le patacche sul pavimento ( che ora Pannolina produce in quantità, visto che il nuovo gioco è "lancia la pastina per terra"), e basta anche alle arrampicate su sedia per pulire i vetri! Ho il mop, e il mondo è mio ( sì, lo so che pecco di teatralità ma vi assicuro che sostituire la scopa vecchia con questa è stata una vera svolta).
Da Kasanova poi scopro che hanno nientemeno che le Yankee candles, che volevo provare da un bel po'. Solitamente uso quelle di Muji, profumatissime e a lunga durata, ma avendo cambiato abitudini rispetto al passato mi riesce difficile andare in negozio...Compro le tartes Yankee Candle, piccole pastiglie di cera che sembrano pasticcini.
Ci sono tantissime profumazioni! Per evitare di strafare in un acquisto non testato, acquisto menta forte, gelsomino e un mix di cannella. Peccato che mi sia accorta che il brucia essenza di casa si sia rotto...poco male, se ne trovano per pochi spiccioli ai negozi tutto 1 euro e chissà...potrei trovare qualcosa di carino!
Per finire questo "shopping selvaggio" ho acquistato questo appendiabiti, che voglio appendere nella nostra camera nella casa in Puglia (dei suoceri...ma ormai quella è la nostra camera, visto che il Risolutore si è voluta prendere la freschissima taverna. Ma va già grassa così...)
Mi mette già più entusiasmo vederla, visto che tutto sommato scarseggia un po' alla prospettiva di una vacanza con suoceri e cognata 😐.
Il tutto mi è costato circa 20 euri.
Che ne dite? Io mi sento molto PIERA DI ME!
martedì 30 maggio 2017
Il nido dei sogni e l'arte di arrangiarsi
Io lo dico senza vergogna me ne sarei ben fregata di tornare al lavoro. Se non avessi avuto mutuo o spese condominiali, avrei tranquillamente preso una bella aspettativa di tre anni per crescere Pannolina da me, tornando poi con un rilassatissimo
part time.
Ma giacché siamo poveracci, restava da sceglier un buon nido. Già, i suoceri sono anzianotti e non più in gran forma; mia mamma soffre di artrosi e ha dovuto mettere delle protesi, e forse dovrà metterne altre, mentre mio papà
adora la Pannola…ma occuparsene tutto solo, con la moglie a ‘mezzo servizio’, poteva essere troppo pesante.
E così mi sono messa alla ricerca. L’AaD offre un nido aziendale, ma avrebbe significato rendere Pannolina una bambina pendolare su Tremerd…pagando comunque 390€. Tutto sommato, visto che in inverno prenderebbe raffreddori ogni 6 minuti,
con conseguente baby sitter da pagare, non è la mossa migliore…
Vado ad informarmi per il nido comunale. In gioventù ho avuto la pessima idea di sposarmi, con un lavoratore autonomo, e oltretutto mettermi a lavorare anche io: non godrei di nessuno sgravio e niente da fare, pagherei la fascia più alta, 470€ + ticket pasto da 5€ al
dì. E senza contare le lunghe liste d’attesa! (Nb le ottime politiche di welfare per famiglie in Italia. Te capì Lorenzin?)
Non restano che i nidi famiglia privati…e chiacchierando con un’amica di Nanny, scopro che ce n’è uno proprio vicino a casa nostra, splendido. “Ma affrettati che sono pochi posti!” Così, quando Pannolina aveva poco più di un mese e mezzo,
ho telefonato e siamo andate a fare un sopralluogo.
Mi sembrava di sognare! Un piccolo orto col pollaio, curati entrambi dai bimbi (che annaffiano le piantine da dentro i loro girelli e tirano il becchime alle galline). Due piccole, coloratissime stanze per far giocare i cuccioli. Ogni giorno laboratori:
ginnastica, musica, inglese, cucina, lettura animata…quasi quasi chiedo se posso iscrivermi anche io…ma chissà quanto costa!
In realtà 490€, + ticket da 3,5€ al giorno. Ma posso anche scegliere di portare io i pasti…
Ho bisogno di dirvelo che ho subito confermato l’iscrizione?! Meglio un paio di stivali, una borsa in meno ma sapere la piccola in un posto bello e sicuro.
E vederla felice ripaga da tutto! Ogni volta che la porto o la vado a prendere non piange mai…durante il giorno la maestra mi manda su Whatsapp foto di Pannola che gioca, mangia, fa la nanna coi suoi amichetti. La vedo felice con gli altri
bimbi…e ha imparato già tante cose. Ora esulta con le braccine alzate se è contenta, dice un sacco di paroline, segue gli animali anche sconosciuti con gli occhi (i nostri gatti li molesta da tempo).
Insomma sono tranquilla e serena vedendola contenta.
purtroppo…un rovescio della medaglia c’è. Ossia i soldi che escono…
In attesa che siano stanziati i bonus nido, e nella speranza di ottenerlo, non resta che ingegnarsi, imparare a far da sé e ammortizzare le spese.
Viene in soccorso la fantasia, che aiuta anche quando c’è qualche imprevisto.
Di recente s’è rotta l’abat jour di Mr T. Una bellissima boule di vetro di Ikea, che faceva bella mostra di sé nella nostra casa da sposini. Manco a dirlo, la mia è andata rotta tempo fa…e ora pure questa ci ha lasciato.
Comprarne un’altra di vetro è da escludersi: tra Pannolina e gatti avrebbe vita breve, e possono pure farsi male se si rompe (menomale anzi che quando si è rotta non ha ferito nessuno col vetro).
Qui ci vuole uno stiloso fai da te.
Prendo un barattolo vuoto di orzoro, tolgo il fondo di cartoncino e ricopro il cilindro con carta da pacchi. La carta da pacchi, con un po’ di spirito artistico, la decoro con Tour Eiffel stilizzate fatte da me e coi timbrini comprati da
Tiger (ci ho scritto sopra “ville lumiere”). La ricopro di poca vernice trasparente che ‘plastifica’ il risultato ed evita che la carta assorba tutta la polvere della terra, rendendo più difficile la pulizia.
Metto il tappo in plastica sul fondo, dopo averlo forato al centro abbastanza da far passare il cavo della vecchia lampada (che sono riuscita a salvare) in modo che non si muova.
Riavvito la lampadina.
Ora, con un ago da lana, non resta che bucherellare la sagoma della Tour Eiffel e il cielo attorno…Accendendo la lampadina ci si ritrova un piccolo lungo Senna sul comodino, a costo zero.
Che ne dite? Vi piace?
lunedì 15 maggio 2017
Lavori che succedono
Cos’è successo in questo periodo?
Innanzitutto, è accaduto l’inevitabile: sono tornata al lavoro.
Vi confesso che ho giocato al lotto (senza troppa convinzione, ma la speranza è l’ultima a morire) : diciamolo pure che, fossi riuscita a finire di pagare il mutuo, avrei valutato seriamente di non tornare più in questa valle di lacrime,
o quantomeno: mi sarei presa un’aspettativa di due anni per godermi Pannolina in privato.
Purtroppo, come si desume dal tono tragico del post, non ha funzionato e sono ancora qua, per fortuna con orario di allattamento per ora. Sto seriamente valutando se non sia possibile fare il part time almeno per un paio d’anni, vedremo.
Intanto faccio subito una riflessione, e cioè che – come al solito – sono stata accompagnata da previsioni catastrofiche sul rientro al lavoro:
“ tua figlia patirà le pene dell’inferno al nido…”
“tu avrai sensi di colpa e depressione…”
“ti stresserai per il treno, patirai e ti finirà il latte”
“non riuscirai a staccare dai problemi dell’ufficio…”
“non riuscirai più ad avere la casa in ordine…”
…aggiungete anche cose di vostra fantasia, l’importante è che siano catastrofiche: ho sentito dire cose che hanno superato l’immaginazione.
Come ovvio, non era vero un catso.
Questo ormai è un leitmotiv della maternità, anzi mi sento di scriverlo per aiutare tutte le future mamme che passano di qui…non date retta a un cavolo di quello che vi dicono! Non è detto che poi piangerà sempre, non è sicuro che vi terrà
sveglie la notte, non si può ancora sapere se vi farà dannare per coliche o denti (Pannolina ne ha buttati fuori 4 di dentini, tutti insieme, questo weekend …e no, non ci sono stati morti e feriti).
Non è certo che il ritorno al lavoro sarà tragico.
Ma una cosa, questo sì, è il caso di dirla. Quando arriverà il pargolo, fatevi un regalo:
mettetevi da parte. Non c’è bisogno di mantenere il rito dell’aperitivo (se le amiche vi vogliono bene verranno a sbevazzare a casa vostra e a spupazzarsi il cucciolo) , non c’è bisogno di andare dal parrucchiere o in palestra due volte a settimana.
C’è bisogno che viviate questo momento in pieno.
Mi sembra che sia volato letteralmente il tempo dedicato all’allattamento esclusivo, quelle ore passate cuore a cuore io e Pannolina, coi suoi occhi adoranti e felici mentre poppano, io ad accarezzarle la pelle morbida o a leggere…
Il punto è che ogni fase vola…e credo che la sofferenza e lo stress derivino dal voler stare per forza dentro abitudini vecchie, che non fanno più per voi. Come voler calzare a tutti i costi una scarpa numero 38, e voi portate il 40…lo
fareste? Solo perché del 38 avete ancora tante scarpe?
Il punto è che accettando il vostro ’40 di piede’ neo acquisito, scoprirete che avete un sacco di nuove splendide scarpe, comode per voi.
Il ritorno al lavoro non è stato traumatico forse perché ho affrontato la questione senza voler per forza fronteggiare tutto come nella mia vecchia vita. Non esiste più, né quell’approccio lavorativo, né quella me stessa, né quelle abitudini.
Ora esiste la mamma di Pannolina, che lavora, ma che soprattutto si preoccupa che Pannolina sia felice. E il lavoro serve, sopra ogni cosa, perché ci serve per le cose importanti per la nostra famiglia: pagare la casa e le bollette, del buon cibo, abiti per
coprirci, e per poter fare qualche viaggetto tutti insieme, come piace a noi.
Non so se verrà il giorno in cui vedrò le cose in maniera differente: quello che so è che per ora va così, e non ho intenzione di stringermi per star dentro una vita che non mi appartiene più.
Ne ho una molto più grande, ora.
giovedì 27 aprile 2017
Fashion Revolution Week - cose che ci piacciono
Conoscete la Fashion Revolution Week?
Ogni anno, dal 24 al 30 aprile, si celebra in tutto il mondo la Fashion Revolution Week, la settimana in cui i consumatori possono chiedere risposte etiche ai brand di moda affinché rendano chiara la propria filiera produttiva. Molti pubblicano foto delle proprie t-shirt al contrario, con etichetta leggibile, e con l'hashtag #whomademyclothes chiedono spiegazioni al produttore. Questa esigenza, e la scelta della data di inizio della manifestazione, nascono dalla strage del Rana Plaza,in Bangladesh, dove morirono 1133 operaie nel crollo della fatiscente struttura dove lavoravano per alcuni dei più famosi brand di moda.
In realtà la moda si è fatta negli ultimi anni sempre più fast: vi è mai capitato di vedere qualcosa ad esempio da H&M, tornare 2 settimane dopo e non vederne manco più un esemplare? ! E non perché sono andati tutti a ruba: il motivo spesso è la rottamazione dei capi invenduti perché c'è una nuova collezione. Non l'anno dopo. Il MESE dopo. E di quante case produttrici dal comportamento identico potremmo parlare!
Ovviamente non coprono nemmeno gli impatti ambientali del tessuto, della sua produzione...e siccome gli abiti fast fashion non sono mai costosissimi, non resta che il costo della manodopera da rosicare per trarre vantaggio economico per il management!
Attenzione, non faccio solo un discorso di "teniamo la filiera produttiva in Italia", come pure sarebbe giusto vista la fame di lavoro che c'è qui. Faccio un discorso di sicurezza sul lavoro, che in paesi del terzo mondo manca...di sfruttamento, anche minorile, del lavoro...e di costo ambientale altissimo nel tenere questo ritmo!
Un ritmo che poi con la vera eleganza non c'entra nulla.
Prima di acquistare un capo, oltre alla classica domanda, "mi serve davvero? ", dovremmo affiancare "vale ciò che costa (magari la vita di un bimbo)?"..."sono sicura che non posso scusare con altro? "
Non per tirarsela ma....ormai sono la regina del ' posso scusare con altro!" Mettiamo anche per la voglia di risparmiare 2 soldini che possono servire più a Pannolina che a me... le soluzioni sono tante: scambiare i vestiti con una sorella, riciclare gli scarti di armadio dell'altra (Nenny è pazza, butta abiti praticamente nuovi), restylizzare quel che si ha: il colore è fuori moda?...vai di Coloreria! L'orlo troppo lungo?...si accorcia...la scollatura eccessiva?...Copriamo con un collo di pizzo, o un tessuto a contrasto...e poi c'è sempre il fantastico mercatino dell'usato di Inculonia, l'unico negozio che rimpiango della mia vecchia casa.
Insomma cercando di acquistare poco di nuovo, quando ce n'è reale bisogno.
Di recente, seguendo sempre la regola dei 33 pezzi a stagione ( nel caso mio sono arrivati a 37...niente, ci sono motivi di autoflagellazione più importanti e mi sono sentita di soprassedere), ho comunque notato che ho vestiti autunnali per le mie prossime 3 vite...pazienza, quando sarò troppo vecchia per certe gonne ( limite pericolosamente vicino) le regalerò ...ma mi ha lasciato di stucco constatare che veramente compravo anche cose assurde e immettibili senza colpo ferire!
Comunque sia, visto il successo del post dedicato al maglioncino nero ereditato da Nenny, ho preparato una galleria dedicata al "come ti porto lo straccetto del mercatino di Torre San Giovanni ", che poi è lui:
Trattasi di un top H&M comperato al mercatino al mare, venduto a 1 €: il venditore recupera capi che le catene fast fashion destinano all'immondizia, appunto perché 'sorpassati '. Aveva ancora attaccato il suo bravo cartellino di negozio, quando l'ho pescato io...eppure si può portare in tanti modi.
CERIMONIA EAST CHIC...che si traduce nel nostro bravo top con gonnina trovata nella bottega di quartiere Milano Isola ormai 10 anni fa, la borsa Guess regalatami da Mr T quand'eravamo morosini (trad. Fidanzatini), pashmina regalata della mia fricchettonissima amica Fata Erborista: e ti risolvo anche un matrimonio civile, una cresima...a zero euri!
L'HO GIÀ DETTO CHE AMO L'ARANCIONE? È un po' il mio marchio di fabbrica, allegro come un mandarino, simpatico come una gerbera e profondo come il tramonto...al punto che 2 anni fa ho fatto una delle mie poche follie e ho comprato una borsa Longchamp di questo colore ( e partirono così 70 euro...😨). Qui l'ho abbinata a una pashmina della stessa tinta (souvenir di viaggio di Nanny ), dei jeans (semplici semplici, taglio boyfriend, di Kiabi: 10 euro, 4 anni fa) e il sempiterno top. E sono pronta per l'aperitivo in piazza.
Ogni anno, dal 24 al 30 aprile, si celebra in tutto il mondo la Fashion Revolution Week, la settimana in cui i consumatori possono chiedere risposte etiche ai brand di moda affinché rendano chiara la propria filiera produttiva. Molti pubblicano foto delle proprie t-shirt al contrario, con etichetta leggibile, e con l'hashtag #whomademyclothes chiedono spiegazioni al produttore. Questa esigenza, e la scelta della data di inizio della manifestazione, nascono dalla strage del Rana Plaza,in Bangladesh, dove morirono 1133 operaie nel crollo della fatiscente struttura dove lavoravano per alcuni dei più famosi brand di moda.
In realtà la moda si è fatta negli ultimi anni sempre più fast: vi è mai capitato di vedere qualcosa ad esempio da H&M, tornare 2 settimane dopo e non vederne manco più un esemplare? ! E non perché sono andati tutti a ruba: il motivo spesso è la rottamazione dei capi invenduti perché c'è una nuova collezione. Non l'anno dopo. Il MESE dopo. E di quante case produttrici dal comportamento identico potremmo parlare!
Ovviamente non coprono nemmeno gli impatti ambientali del tessuto, della sua produzione...e siccome gli abiti fast fashion non sono mai costosissimi, non resta che il costo della manodopera da rosicare per trarre vantaggio economico per il management!
Attenzione, non faccio solo un discorso di "teniamo la filiera produttiva in Italia", come pure sarebbe giusto vista la fame di lavoro che c'è qui. Faccio un discorso di sicurezza sul lavoro, che in paesi del terzo mondo manca...di sfruttamento, anche minorile, del lavoro...e di costo ambientale altissimo nel tenere questo ritmo!
Un ritmo che poi con la vera eleganza non c'entra nulla.
Prima di acquistare un capo, oltre alla classica domanda, "mi serve davvero? ", dovremmo affiancare "vale ciò che costa (magari la vita di un bimbo)?"..."sono sicura che non posso scusare con altro? "
Non per tirarsela ma....ormai sono la regina del ' posso scusare con altro!" Mettiamo anche per la voglia di risparmiare 2 soldini che possono servire più a Pannolina che a me... le soluzioni sono tante: scambiare i vestiti con una sorella, riciclare gli scarti di armadio dell'altra (Nenny è pazza, butta abiti praticamente nuovi), restylizzare quel che si ha: il colore è fuori moda?...vai di Coloreria! L'orlo troppo lungo?...si accorcia...la scollatura eccessiva?...Copriamo con un collo di pizzo, o un tessuto a contrasto...e poi c'è sempre il fantastico mercatino dell'usato di Inculonia, l'unico negozio che rimpiango della mia vecchia casa.
Insomma cercando di acquistare poco di nuovo, quando ce n'è reale bisogno.
Di recente, seguendo sempre la regola dei 33 pezzi a stagione ( nel caso mio sono arrivati a 37...niente, ci sono motivi di autoflagellazione più importanti e mi sono sentita di soprassedere), ho comunque notato che ho vestiti autunnali per le mie prossime 3 vite...pazienza, quando sarò troppo vecchia per certe gonne ( limite pericolosamente vicino) le regalerò ...ma mi ha lasciato di stucco constatare che veramente compravo anche cose assurde e immettibili senza colpo ferire!
Comunque sia, visto il successo del post dedicato al maglioncino nero ereditato da Nenny, ho preparato una galleria dedicata al "come ti porto lo straccetto del mercatino di Torre San Giovanni ", che poi è lui:
Trattasi di un top H&M comperato al mercatino al mare, venduto a 1 €: il venditore recupera capi che le catene fast fashion destinano all'immondizia, appunto perché 'sorpassati '. Aveva ancora attaccato il suo bravo cartellino di negozio, quando l'ho pescato io...eppure si può portare in tanti modi.
CERIMONIA EAST CHIC...che si traduce nel nostro bravo top con gonnina trovata nella bottega di quartiere Milano Isola ormai 10 anni fa, la borsa Guess regalatami da Mr T quand'eravamo morosini (trad. Fidanzatini), pashmina regalata della mia fricchettonissima amica Fata Erborista: e ti risolvo anche un matrimonio civile, una cresima...a zero euri!
COME ROMINA POWER! Che a me poi MIpiaceva ( lo so che non si scrive...ma è un rafforzativo!)...gonna trovata anch'essa al medesimo mercato e pagata 2 euro, collana fatta con capsule nespresso e realizzata dalla sapienti mani di una mia collega. Lo adopero per un giro di shopping per le vie del paese, con una borsa grande beige e i sandali in tinta...molto rilassante e colorato, un outfit costato 24 euro (se conto tutti gli accessori)
ANIMA MIAAA, TORNA A CASA TUAAA!
Mi basta il maglioncino bianco Camaieu ( pagato 9 euro anni fa) e la collanina di perline e uncinetto beige (bottega di quartiere, presa 6 anni fa a 8 euro) per sentirmi fresca e innocente. Con jeans ricamati e borsa shopping beige, sono pronta la messa della domenica (+aperitivo in piazza)
L'HO GIÀ DETTO CHE AMO L'ARANCIONE? È un po' il mio marchio di fabbrica, allegro come un mandarino, simpatico come una gerbera e profondo come il tramonto...al punto che 2 anni fa ho fatto una delle mie poche follie e ho comprato una borsa Longchamp di questo colore ( e partirono così 70 euro...😨). Qui l'ho abbinata a una pashmina della stessa tinta (souvenir di viaggio di Nanny ), dei jeans (semplici semplici, taglio boyfriend, di Kiabi: 10 euro, 4 anni fa) e il sempiterno top. E sono pronta per l'aperitivo in piazza.
SVEGLIA LA LEOPARDA CHE È IN TE. Quei giorni lì, in cui ti senti "la regina del faccio-schifo-al-piffero", hanno bisogno del corrispettivo della bevanda alla taurina per l'abbigliamento. Che si traduce in LEOPARDATO. Sembra eccessivo ma non c'è nulla che mi faccia sentire più ironica! Via alle mie ballerine leopardate(19€) col foulard in tinta (3€, preso 6 anni fa a una bancarella). Il jeans semplice e il top evitano l'effetto Moira degli elefanti e posso andare a prendere Pannolina al nido.
DEVO TORNARE AL LAVORO, GOVERNO LADRO. E sicuramente toccherà piegarsi a presenziare a qualche mega meeting su quanto enormemente vendiamo (che lascia poi il dubbio "e com'è che però a me non dai un ca**o?")
Secondo alcuni ' nero marrone è vestir da cafone '...ma secondo me col tailleur kiabi (17 euro in saldo) e con la collana kiabi (3 €), il top fa un figurone. E anche se funereo, l'occasione lavorativa da noi non è mai festosa...
CHI DI VERDE SI VESTE...di beltà sua troppo fida, dice il proverbio. Ma se lo metti nei pantaloni, il rischio di avere il viso col colorito di una cozza portatrice di epatite sparisce! Io lo abbino al top e al maglioncino bianco, e richiamo con braccialetti di perline in tinta marrone e con ciondoli smaltati. Che ne dite? Comprare meno abiti di può?
martedì 4 aprile 2017
Ho ritrovato un'amica
Dunque, cosa sto facendo.
Sto inserendo Pannolina nel Nido dei Sogni: un micronido vicino a casa, con solo otto bimbi, tre maestre (di cui una psicologa), due papere e una gallina, un orticello curato dai frugoletti. Non potrei essere più felice di così per la mia piccola, che infatti la sta prendendo bene. Chi la prende male sono io! Per ora stiamo separate 4 ore al giorno, e dirvi che "mi manca" è minimizzare.
Per riprendermi dalla nostalgia programmo grandi restauri e pulizie domestiche, pubblico articoletti sui giornali locali, sistemo l'orto, mi perdo nelle farraginose burocrazie dell'INPS per i congedi maternità , faccio progetti più o meno realizzabili...e ho ritrovato un'amica.
Ci passavo insieme tutte le estati alle medie: siamo state insieme in campeggio, al mare, in piscina, sull'amaca in giardino...
Volevo essere come lei: le trecce rosse e una fantasia mirabolante, le sfighe più comiche e assurde e le maniche a sbuffo (ok...crescendo i capelli rossi e le sfighe assurde sono rimasti parte anche del mio quotidiano).
Di chi parlo? Ma di lei, Anna Shirley, in Italia nota come "Anna dai Capelli Rossi".
Già leggo alla piccola le storie che più ho amato, così ho recuperato dai miei vecchi scaffali "Anna di Green Gables", ormai quasi a pezzi.
Mi sono immersa di nuovo nelle storie tragiche, comiche e commoventi della ragazzina canadese e...ho deciso che oggi, nell'epoca degli ebook, non potevo più fare a meno di conoscere i sequel!
Eh sì, da una vita ero a conoscenza dei cosiddetti "Anne's books", ma non sapevo nemmeno dove trovarli...
Ma ora, grazie Internet! , ho trovato quasi tutti i volumi. È stato bellissimo ritrovare Anna sul portico di Green Gables, mentre combina una nuova serie di guai con il nuovo vicino di casa; è stato anche meglio seguirla all'università, vederla stringere amicizie e vivere con le nuove amiche; ed ancor di più è stato bellissimo vedere Anna innamorata, ma non diremo di chi.
Ci sono giorni in cui è difficile staccarmi dal kindle!
Ora mi piacerebbe vedere gli sceneggiati tratti, magari tv2000 ( che tira sempre fuori delle chicche) prima o poi mi accontenterà.
Questo sarebbe Gilbert...
Comunque su Pinterest ho scoperto che c'è una nutrita schiera di fans di Anna...e io me la immagino proprio così !
Sto inserendo Pannolina nel Nido dei Sogni: un micronido vicino a casa, con solo otto bimbi, tre maestre (di cui una psicologa), due papere e una gallina, un orticello curato dai frugoletti. Non potrei essere più felice di così per la mia piccola, che infatti la sta prendendo bene. Chi la prende male sono io! Per ora stiamo separate 4 ore al giorno, e dirvi che "mi manca" è minimizzare.
Per riprendermi dalla nostalgia programmo grandi restauri e pulizie domestiche, pubblico articoletti sui giornali locali, sistemo l'orto, mi perdo nelle farraginose burocrazie dell'INPS per i congedi maternità , faccio progetti più o meno realizzabili...e ho ritrovato un'amica.
Ci passavo insieme tutte le estati alle medie: siamo state insieme in campeggio, al mare, in piscina, sull'amaca in giardino...
Volevo essere come lei: le trecce rosse e una fantasia mirabolante, le sfighe più comiche e assurde e le maniche a sbuffo (ok...crescendo i capelli rossi e le sfighe assurde sono rimasti parte anche del mio quotidiano).
Di chi parlo? Ma di lei, Anna Shirley, in Italia nota come "Anna dai Capelli Rossi".
Già leggo alla piccola le storie che più ho amato, così ho recuperato dai miei vecchi scaffali "Anna di Green Gables", ormai quasi a pezzi.
Mi sono immersa di nuovo nelle storie tragiche, comiche e commoventi della ragazzina canadese e...ho deciso che oggi, nell'epoca degli ebook, non potevo più fare a meno di conoscere i sequel!
Eh sì, da una vita ero a conoscenza dei cosiddetti "Anne's books", ma non sapevo nemmeno dove trovarli...
Ma ora, grazie Internet! , ho trovato quasi tutti i volumi. È stato bellissimo ritrovare Anna sul portico di Green Gables, mentre combina una nuova serie di guai con il nuovo vicino di casa; è stato anche meglio seguirla all'università, vederla stringere amicizie e vivere con le nuove amiche; ed ancor di più è stato bellissimo vedere Anna innamorata, ma non diremo di chi.
Ci sono giorni in cui è difficile staccarmi dal kindle!
Ora mi piacerebbe vedere gli sceneggiati tratti, magari tv2000 ( che tira sempre fuori delle chicche) prima o poi mi accontenterà.
Questo sarebbe Gilbert...
Comunque su Pinterest ho scoperto che c'è una nutrita schiera di fans di Anna...e io me la immagino proprio così !
lunedì 27 marzo 2017
Ma sul serio? - mamme moderne e follie del marketing
Che l'usa e getta per me sia follia lo sapete...basti pensare che uso i pannolini lavabili. Ora, forse il mio è stato un atteggiamento talebano, ma man mano che passa il tempo mi rendo conto che siamo alla frutta per quanto riguarda l'approccio "maternità e prodotti ".
Alcuni esempi?
SALVIETTINE UMIDIFICATE. Che mano santa.
Se sei fuori casa, al parco magari, e non c'è modo di pulire il visino, le manine o il sederino al bimbo. Ma se sei a casa, di parenti o addirittura la tua? Ho visto madri ricorrere alle salviette usa e getta pure sul proprio fasciatoio. Ma ti si è rotto il rubinetto? ! Oltretutto, per quanto delicate, le sostanze contenute saranno sempre meno pulenti dell'acqua. L'accoppiata salviettina di microfibra e acqua ti risolve un'imbrattatura che ci vuole mezzo pacchetto di salviette usa e getta per tamponare.
E poi le TRAVERSINE IMBOTTITE. Una specie di salvietta usa e getta da mettere sotto il sedere del bambino quando si cambia. Giusto l'altro giorno, una cugina me ne ha regalato un intero pacco, visto che ha spannolato la figlia di 4 anni (...e anche qui: all'anima! Pannolina fa già capire adesso quando sta producendo roba pesante. Me l'avevano detto che i pannolini usa e getta prolungano lo spannolinamento...ma è già il terzo caso che sento di bimbi che vanno alla materna pannolati. Pensateci al lavabile...almeno per lo spannolinamento..)
La suddetta traversina non solo viene usata al ristorante /in treno (e ancora posso capire, magari può far schifo poggiare una salvietta propria in un posto pubblico). Alcuni le usano a casa di zii, nonni e addirittura propria. 😮 "perché se si sporca la butto via". Ceeerto. Ma le tue mutande se si sporcano le butti? E la salvietta del bidet? E le lenzuola, quando hai il ciclo, mai sporcate? Fai così, avvolgiti nel domopack, così non sporchi mai niente e poi al massimo butti via tutto.
Posso compredere l'esigenza di usa e getta in ambienti come nidi/ospedali/Asl, dove l'igiene può essere compromessa dalla presenza di malati. Ma perché siamo diventati così pazzi da sterilizzare, implasticare, buttare tutto anche nella vita quotidiana? Basta il cotone pulito, lavato a 60 gradi...
Basta lavare il seggiolone con acqua e bicarbonato, perché usare l'Amuchina? Ma poi, davvero respirare questi medicamenti fa bene ai bambini?
Oltretutto è tutta roba che costa cara e ingombra casa per nulla!
E poi...volete mettere la carineria di un cestino così, lasciato in bagno a disposizione degli ospiti o del sederino di nuovo lindo di Pannolina?💓
Alcuni esempi?
SALVIETTINE UMIDIFICATE. Che mano santa.
Se sei fuori casa, al parco magari, e non c'è modo di pulire il visino, le manine o il sederino al bimbo. Ma se sei a casa, di parenti o addirittura la tua? Ho visto madri ricorrere alle salviette usa e getta pure sul proprio fasciatoio. Ma ti si è rotto il rubinetto? ! Oltretutto, per quanto delicate, le sostanze contenute saranno sempre meno pulenti dell'acqua. L'accoppiata salviettina di microfibra e acqua ti risolve un'imbrattatura che ci vuole mezzo pacchetto di salviette usa e getta per tamponare.
- Oppure la vaccata assoluta : i dischetti per i capezzoli, meglio noti come COPPETTE ASSORBILATTE. Quando si fa il corso preparto sembra una delle cose che occorre acquistare subito. Eppure, siamo veramente pochissime mamme ad allattare al seno oggi. Questo perché (se fate bere una puericultrice, dopo 5 mojito ve lo confessa ...) molte ditte di alimenti per l'infanzia regalano a loro bonus ( nel caso migliore culle o biberon per l'ospedale, nel peggiore vacanze) per disincentivare l'allattamento al seno. Sì, ve lo do per certo. Caso ha voluto che una delle puericultrici in ospedale fosse una mia compaesana, che vedendomi perplessa alla proposta delle sue colleghe di dare la "giunta di formula artificiale ", mi ha rivelato la faccenda, invitandomi invece ad attaccare Pannolina il più possibile. Stessa cosa mi è stata confermata da un'altra puericultrice (sorella di un'amica). Non giudico sui due piedi questo atteggiamento, che fa il male del bambino: e dopo 7 mesi di allattamento al seno, in cui ho portato fuori Pannolina praticamente sempre, vi assicuro che nessun integratore preserva la salute dei piccoli come farli poppare tanto. Ma poi, a questo punto, se già avete deciso di far allattare queste donne in modo artificiale, perché consigliate loro di comperare le coppette? Semplice, pure quelle sponsorizzano i reparti maternità. Peccato che servano a poco e niente. Io comincio a perdere gocce di latte dopo 10 ore circa che non allatto. E questo intervallo lungo già avviene di rado. Ma poi: il latte non puzza, non fa schifo, non è contaminante o inquinante! Perché devo mettere quei paracolpi pruriginosi? Un paio di fazzolettini di cotone vanno benissimo. Li lavi, li stendi, altrogiro altracorsa. Oltretutto se ti viene il raffreddore hai pure il fazzoletto sottomano 😁.
E poi le TRAVERSINE IMBOTTITE. Una specie di salvietta usa e getta da mettere sotto il sedere del bambino quando si cambia. Giusto l'altro giorno, una cugina me ne ha regalato un intero pacco, visto che ha spannolato la figlia di 4 anni (...e anche qui: all'anima! Pannolina fa già capire adesso quando sta producendo roba pesante. Me l'avevano detto che i pannolini usa e getta prolungano lo spannolinamento...ma è già il terzo caso che sento di bimbi che vanno alla materna pannolati. Pensateci al lavabile...almeno per lo spannolinamento..)
La suddetta traversina non solo viene usata al ristorante /in treno (e ancora posso capire, magari può far schifo poggiare una salvietta propria in un posto pubblico). Alcuni le usano a casa di zii, nonni e addirittura propria. 😮 "perché se si sporca la butto via". Ceeerto. Ma le tue mutande se si sporcano le butti? E la salvietta del bidet? E le lenzuola, quando hai il ciclo, mai sporcate? Fai così, avvolgiti nel domopack, così non sporchi mai niente e poi al massimo butti via tutto.
Posso compredere l'esigenza di usa e getta in ambienti come nidi/ospedali/Asl, dove l'igiene può essere compromessa dalla presenza di malati. Ma perché siamo diventati così pazzi da sterilizzare, implasticare, buttare tutto anche nella vita quotidiana? Basta il cotone pulito, lavato a 60 gradi...
Basta lavare il seggiolone con acqua e bicarbonato, perché usare l'Amuchina? Ma poi, davvero respirare questi medicamenti fa bene ai bambini?
Oltretutto è tutta roba che costa cara e ingombra casa per nulla!
E poi...volete mettere la carineria di un cestino così, lasciato in bagno a disposizione degli ospiti o del sederino di nuovo lindo di Pannolina?💓
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