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Visualizzazione dei post da Maggio, 2017

Il nido dei sogni e l'arte di arrangiarsi

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Io lo dico senza vergogna me ne sarei ben fregata di tornare al lavoro. Se non avessi avuto mutuo o spese condominiali, avrei tranquillamente preso una bella aspettativa di tre anni per crescere Pannolina da me, tornando poi con un rilassatissimo part time. Ma giacché siamo poveracci, restava da sceglier un buon nido. Già, i suoceri sono anzianotti e non più in gran forma; mia mamma soffre di artrosi e ha dovuto mettere delle protesi, e forse dovrà metterne altre, mentre mio papà adora la Pannola…ma occuparsene tutto solo, con la moglie a ‘mezzo servizio’, poteva essere troppo pesante. E così mi sono messa alla ricerca. L’AaD offre un nido aziendale, ma avrebbe significato rendere Pannolina una bambina pendolare su Tremerd…pagando comunque  390€. Tutto sommato, visto che in inverno prenderebbe raffreddori ogni 6 minuti, con conseguente baby sitter da pagare, non è la mossa migliore… Vado ad informarmi per il nido comunale. In gioventù ho avuto la pessima idea di sposarmi, con un l…

Cosa leggo in questo periodo

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La frase sopra sarebbe già una regola di vita in generale…e diventa particolarmente utile in questo momento dove il tempo per far qualcosa (che pure amo) è sottratto a Pannolina, a Mr T, a Miciosauro e Puzzolo… Motivo per cui più che un periodo di letture è stato un periodo di letture abbandonate! Hygge di L.M. Brits – cominciato e abbandonato alla pagina 40. Il concetto è: come sono felici i danesi che si chiudono in casa, non sentono le differenze di classe e giocano a risiko a lume di candela con la cioccolata da parte. Per questo sono il popolo più felice del mondo. E grazie al Caspio. Io imputerei la felicità più che altro alla politica sociale seria,  tipo avere una casa accessibile appena decidi di andare a vivere da solo, una politica di serio sostegno nel caso si decida di allargare la famiglia, un posto di lavoro adeguato senza necessità di conseguire 8 master (e andare a giocare a calcetto, chiaramente), al fatto di lavorare un numero congruo di ore. E tanto, tanto altro.…

Lavori che succedono

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Cos’è successo in questo periodo? Innanzitutto, è accaduto l’inevitabile: sono tornata al lavoro. Vi confesso che ho giocato al lotto (senza troppa convinzione, ma la speranza è l’ultima a morire) : diciamolo pure che, fossi riuscita a finire di pagare il mutuo, avrei valutato seriamente di non tornare più in questa valle di lacrime, o quantomeno: mi sarei presa un’aspettativa di due anni per godermi Pannolina in privato. Purtroppo, come si desume dal tono tragico del post, non ha funzionato e sono ancora qua, per fortuna con orario di allattamento per ora. Sto seriamente valutando se non sia possibile fare il part time almeno per un paio d’anni, vedremo. Intanto faccio subito una riflessione, e cioè che – come al solito – sono stata accompagnata da previsioni catastrofiche sul rientro al lavoro: “ tua figlia patirà le pene dell’inferno al nido…” “tu avrai sensi di colpa e depressione…” “ti stresserai per il treno, patirai e ti finirà il latte” “non riuscirai a staccare dai problemi…