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Lavori che succedono

Cos’è successo in questo periodo?
Innanzitutto, è accaduto l’inevitabile: sono tornata al lavoro.
Vi confesso che ho giocato al lotto (senza troppa convinzione, ma la speranza è l’ultima a morire) : diciamolo pure che, fossi riuscita a finire di pagare il mutuo, avrei valutato seriamente di non tornare più in questa valle di lacrime, o quantomeno: mi sarei presa un’aspettativa di due anni per godermi Pannolina in privato.
Purtroppo, come si desume dal tono tragico del post, non ha funzionato e sono ancora qua, per fortuna con orario di allattamento per ora. Sto seriamente valutando se non sia possibile fare il part time almeno per un paio d’anni, vedremo.
Intanto faccio subito una riflessione, e cioè che – come al solito – sono stata accompagnata da previsioni catastrofiche sul rientro al lavoro:
“ tua figlia patirà le pene dell’inferno al nido…”
“tu avrai sensi di colpa e depressione…”
“ti stresserai per il treno, patirai e ti finirà il latte”
“non riuscirai a staccare dai problemi dell’ufficio…”
“non riuscirai più ad avere la casa in ordine…”
…aggiungete anche cose di vostra fantasia, l’importante è che siano catastrofiche: ho sentito dire cose che hanno superato l’immaginazione.
Come ovvio, non era vero un catso.
Questo ormai è un leitmotiv della maternità, anzi mi sento di scriverlo per aiutare tutte le future mamme che passano di qui…non date retta a un cavolo di quello che vi dicono! Non è detto che poi piangerà sempre, non è sicuro che vi terrà sveglie la notte, non si può ancora sapere se vi farà dannare per coliche o denti (Pannolina ne ha buttati fuori 4 di dentini, tutti insieme, questo weekend …e no, non ci sono stati morti e feriti).  Non è certo che il ritorno al lavoro sarà tragico.
Ma una cosa, questo sì, è il caso di dirla. Quando arriverà il pargolo, fatevi un regalo: mettetevi da parte. Non c’è bisogno di mantenere il rito dell’aperitivo (se le amiche vi vogliono bene verranno a sbevazzare a casa vostra e a spupazzarsi il cucciolo) , non c’è bisogno di andare dal parrucchiere o in palestra due volte a settimana. C’è bisogno che viviate questo momento in pieno.
Mi sembra che sia volato letteralmente il tempo dedicato all’allattamento esclusivo, quelle ore passate cuore a cuore io e Pannolina, coi suoi occhi adoranti e felici mentre poppano, io ad accarezzarle la pelle morbida o a leggere…
Il punto è che ogni fase vola…e credo che la sofferenza e lo stress derivino dal voler stare per forza dentro abitudini vecchie, che non fanno più per voi. Come voler calzare a tutti i costi una scarpa numero 38, e voi portate il 40…lo fareste? Solo perché del 38 avete ancora tante scarpe?
Il punto è che accettando il vostro ’40 di piede’ neo acquisito, scoprirete che avete un sacco di nuove splendide scarpe, comode per voi.
Il ritorno al lavoro non è stato traumatico forse perché ho affrontato la questione senza voler per forza fronteggiare tutto come nella mia vecchia vita. Non esiste più, né quell’approccio lavorativo, né quella me stessa, né quelle abitudini. Ora esiste la mamma di Pannolina, che lavora, ma che soprattutto si preoccupa che Pannolina sia felice. E il lavoro serve, sopra ogni cosa, perché ci serve per le cose importanti per la nostra famiglia: pagare la casa e le bollette, del buon cibo, abiti per coprirci, e per poter fare qualche viaggetto tutti insieme, come piace a noi.
Non so se verrà il giorno in cui vedrò le cose in maniera differente: quello che so è che per ora va così, e non ho intenzione di stringermi per star dentro una vita che non mi appartiene più.
Ne ho una molto più grande, ora.

Commenti

  1. Che bel post.... mi è piaciuto davvero tanto! Le altre mamme (forse invidiose? forse disorganizzate??) cercano sempre di farti vedere come una pessima madre, quando invece ognuna sa il suo e quello del suo pargolo! buon ritorno a lavoro allora, un abbraccio forte e vai avanti così, siamo donne, ce la faremo!

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