giovedì 27 aprile 2017

Fashion Revolution Week - cose che ci piacciono

Conoscete la Fashion Revolution Week?
Ogni anno, dal 24 al 30 aprile, si celebra in tutto il mondo la Fashion Revolution Week, la settimana in cui i consumatori possono chiedere risposte etiche ai brand di moda affinché rendano chiara la propria filiera produttiva. Molti pubblicano foto delle proprie t-shirt al contrario, con etichetta leggibile, e con l'hashtag #whomademyclothes chiedono spiegazioni al produttore. Questa esigenza, e la scelta della data di inizio della manifestazione,  nascono dalla strage del Rana Plaza,in Bangladesh, dove morirono 1133 operaie nel crollo della fatiscente struttura dove lavoravano per alcuni dei più famosi brand di moda.
In realtà la moda si è fatta negli ultimi anni sempre più fast: vi è mai capitato di vedere qualcosa ad esempio da H&M, tornare 2 settimane dopo e non vederne manco più un esemplare? ! E non perché sono andati tutti a ruba: il motivo spesso è la rottamazione dei capi invenduti perché c'è una nuova collezione. Non l'anno dopo. Il MESE dopo. E di quante case produttrici dal comportamento identico potremmo parlare!
Ovviamente non coprono nemmeno gli impatti ambientali del tessuto, della sua produzione...e siccome gli abiti fast fashion non sono mai costosissimi, non resta che il costo della manodopera da rosicare per trarre vantaggio economico per il management!
Attenzione, non faccio solo un discorso di "teniamo la filiera produttiva in Italia", come pure sarebbe giusto vista la fame di lavoro che c'è qui. Faccio un discorso di sicurezza sul lavoro, che in paesi del terzo mondo manca...di sfruttamento, anche minorile, del lavoro...e di costo ambientale altissimo nel tenere questo ritmo!
Un ritmo che poi con la vera eleganza non c'entra nulla.
Prima di acquistare un capo, oltre alla classica domanda, "mi serve davvero? ", dovremmo affiancare "vale ciò che costa (magari la vita di un bimbo)?"..."sono sicura che non posso scusare con altro? "
Non per tirarsela ma....ormai sono la regina del ' posso scusare con altro!" Mettiamo anche per la voglia di risparmiare 2 soldini che possono servire più a Pannolina che a me... le soluzioni sono tante: scambiare i vestiti con una sorella, riciclare gli scarti di armadio dell'altra (Nenny è pazza, butta abiti praticamente nuovi), restylizzare quel che si ha: il colore è fuori moda?...vai di Coloreria! L'orlo troppo lungo?...si accorcia...la scollatura eccessiva?...Copriamo con un collo di pizzo, o un tessuto a contrasto...e poi c'è sempre il fantastico mercatino dell'usato di Inculonia, l'unico negozio che rimpiango della mia vecchia casa.
Insomma cercando di acquistare poco di nuovo, quando ce n'è reale bisogno.
Di recente, seguendo sempre la regola dei 33 pezzi a stagione ( nel caso mio sono arrivati a 37...niente, ci sono motivi di autoflagellazione più importanti e mi sono sentita di soprassedere), ho comunque notato che ho vestiti autunnali per le mie prossime 3 vite...pazienza, quando sarò troppo vecchia per certe gonne ( limite pericolosamente vicino) le regalerò ...ma mi ha lasciato di stucco constatare che veramente compravo anche cose assurde e immettibili senza colpo ferire!
Comunque sia, visto il successo del post dedicato al maglioncino nero ereditato da Nenny, ho preparato una galleria dedicata al "come ti porto lo straccetto del mercatino di Torre San Giovanni ", che poi è lui:
Trattasi di un top H&M comperato al mercatino al mare, venduto a 1 €: il venditore recupera capi che le catene fast fashion destinano all'immondizia, appunto perché 'sorpassati '. Aveva ancora attaccato il suo bravo cartellino di negozio, quando l'ho pescato io...eppure si può portare in tanti modi.
CERIMONIA EAST CHIC...che si traduce nel nostro bravo top con gonnina trovata nella bottega di quartiere Milano Isola ormai 10 anni fa, la borsa Guess regalatami da Mr T quand'eravamo morosini (trad. Fidanzatini), pashmina regalata della mia fricchettonissima amica Fata Erborista: e ti risolvo anche un matrimonio civile, una cresima...a zero euri!
COME ROMINA POWER! Che a me poi MIpiaceva ( lo so che non si scrive...ma è un rafforzativo!)...gonna trovata anch'essa al medesimo mercato e pagata 2 euro, collana fatta con capsule nespresso e realizzata dalla sapienti mani di una mia collega. Lo adopero per un giro di shopping per le vie del paese, con una borsa grande beige e i sandali in tinta...molto rilassante e colorato, un outfit costato 24 euro (se conto tutti gli accessori)

ANIMA MIAAA, TORNA A CASA TUAAA!
Mi basta il maglioncino bianco Camaieu ( pagato 9 euro anni fa) e la collanina di perline e uncinetto beige (bottega di quartiere, presa 6 anni fa a 8 euro) per sentirmi fresca e innocente. Con jeans ricamati e borsa shopping beige, sono pronta la messa della domenica  (+aperitivo in piazza)

 L'HO GIÀ DETTO CHE AMO L'ARANCIONE? È un po' il mio marchio di fabbrica, allegro come un mandarino, simpatico come una gerbera e profondo come il tramonto...al punto che 2 anni fa ho fatto una delle mie poche follie e ho comprato una borsa Longchamp di questo colore ( e partirono così 70 euro...😨). Qui l'ho abbinata a una pashmina della stessa tinta (souvenir di viaggio di Nanny ), dei jeans (semplici semplici, taglio boyfriend, di Kiabi: 10 euro, 4 anni fa) e il sempiterno top. E sono pronta per l'aperitivo in piazza.

SVEGLIA LA LEOPARDA CHE È IN TE. Quei giorni lì, in cui ti senti "la regina del faccio-schifo-al-piffero", hanno bisogno del corrispettivo della bevanda alla taurina per l'abbigliamento. Che si traduce in LEOPARDATO. Sembra eccessivo ma non c'è nulla che mi faccia sentire più ironica! Via alle mie ballerine leopardate(19€) col foulard in tinta (3€, preso  6 anni fa a una bancarella). Il jeans semplice e il top evitano l'effetto Moira degli elefanti e posso andare a prendere Pannolina al nido. 

DEVO TORNARE AL LAVORO, GOVERNO LADRO. E sicuramente toccherà piegarsi a presenziare a qualche mega meeting su quanto enormemente vendiamo (che lascia poi il dubbio "e com'è che però a me non dai un ca**o?")
Secondo alcuni ' nero marrone è vestir da cafone '...ma secondo me col tailleur kiabi (17 euro in saldo) e con la collana kiabi (3 €), il top fa un figurone. E anche se funereo, l'occasione lavorativa da noi non è mai festosa...

CHI DI VERDE SI VESTE...di beltà sua troppo fida, dice il proverbio. Ma se lo metti nei pantaloni, il rischio di avere il viso col colorito di una cozza portatrice di epatite sparisce! Io lo abbino al top e al maglioncino bianco, e richiamo con braccialetti di perline in tinta marrone e con ciondoli smaltati. Che ne dite? Comprare meno abiti di può? 


1 commento:

  1. che brava....ho avuto anche io un periodo di shopping sfrenato...ora ho tirato i remi in barca...intanto cerco di usare il più possibile quel che ho nell'armadio...ho comprato qualcosa al negozio dell'usato e ho scoperto che al mercato di rosolina c'è un banco che ha merce di calzedonia e intimissimi...non sempre trovo que che mi serve, ma ho fatto scorta di costumi a 3 €, reggiseno intimissimi pagato 2€ e anche leggins e poi ho tenuto cappotti , giacche e bellissimi top smanicati della zia defunta, che vestiva benissimo e con prodotti buoni...

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