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Gennaio, tempo di propositi felici -2

Ho scritto l’altra volta tra i miei propositi felici i miei personali s- propositi: quel che non faccio più per campare più felice.
Oggi parlo invece di quel che aiuta, qualcosa che rende quindi più felice.
In particolare:
Organizzarmi l’agenda : il cosiddetto bullet journal è bellissimo. Una cosa che, se lo cercate su youtube, vi fa venir da dire “figoooo”. Ecco, tutto vero. La verità è che basta meno. Molto meno.
Nessuna necessità di un’agenda firmata da 30 euro. Basta un quadernetto o un’agenda di Tiger, la mia è una giornaliera pagata 3 euro, di un color fuxia sgargiante, e funziona benissimo…anche per il morale, visto che mi fa vedere la vie en rose ogni volta che la tiro fuori dalla borsa. Bastano anche meno colori: uso la classica 4 colori di Paolo Bitta 😊. Scrivo in nero gli impegni e gli appunti, in blu le cose di cui sono grata quel giorno, cerchio in blu il mio ‘spazio kakebo’, uso il verde per gli obiettivi della settimana e gli appuntamenti sociali, il rosso per gli aforis…

Gennaio, tempo di …propositi felici!

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Si dice che gennaio sia il momento dei buoni propositi. Gli anni mi hanno insegnato che – volenti o nolenti – ci sono prove e momenti difficili dietro l’angolo, così il buon proposito dell’anno per me è uno solo: essere felice.

Dici niente, esclamerai tu lettore.
Eh no, chiaro che è difficile. Per questo ho deciso di condividere qui le cose che – sperimenta e sperimenta – ho capito che funzionano per me…e che mi aiutano a sentirmi meglio.
Smettere di aspettare di essere qualcos’altro. Tipo: una taglia 38, una mamma -bis, una donna in carriera con uno stipendio degno, una proprietaria di villetta indipendente… per un semplice motivo: tutto ciò potrebbe non accadere mai. C… che dramma. Certo, suona macabro e portasfiga, ma qualcuno deve dirlo: potrei morire anche stasera, stanotte, domani. Nessuno sa quanto tempo gli rimane…Magari altri 80 anni. Ma se così non fosse? Siamo tutti malati terminali, in fondo. Chi lo è davvero, è forse più conscio di una realtà fondamentale: non è importante…

dure lezioni di shopping (e risparmio)

1. i SOLDI MEGLIO INVESTITI SONO QUELLI CHE NON SPENDI IN ABITI CHE NON METTI. in passato compravo un sacco di abiti "che...boh, magari poi trovo l'occasione". o scarpe col tacco,  proprio io che mi trovo bene all'altezza dei Puffi.  che senso ha?! meglio rimanere con il rimpianto di un abito in meno che con spazio occupato in più, meno soldi in portafoglio e quella sensazione di rimpianto che si prova ogni volta che si apre l'armadio e si pensa "ma quando ho acquistato questo,  esattamente,  che  problema avevo?!"
2. NON TUTTO È PERDUTO!  la frittata è fatta, avete comprato una ciofeca. ma potete: a. riportarla in negozio dicendo che l'amica per cui l'avete comprata ha cambiato taglia. si può mica cambiare?  oppure b. portarla al mercatino dell'usato.  se va bene guadagnerete 70 centesimi,  ma almeno non c'è più il problema spazio e rimpianto.  infine c'è la soluzione c.: scambiare con qualche amica o regalare.  la generosità paga s…

cazzatario di febbraio

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Cose che ho visto… The minimalists Documentario su Netflix che fa da manifesto al minimalismo, allo scegliere consapevolmente di avere meno per vivere in modo più pieno. Bellissimo, girato magistralmente. Conforta in una scelta che sto lentamente abbracciando (sì, per poracciaggine, specie all’inizio… ma anche per riflessione, dettata soprattutto al benessere sperimentato nell’esperienza di avere meno), e che continua a sembrare in salita nel confrontarmi con altri…pur quando mi riempie di gioia al pensiero di quante cose l’acquistare meno, il perseguire meno il possesso, mi sta regalando.
Cose che ho dato giù di testa per … Stranger Things Un bagno di anni ’80: un mix di Goonies, Stand by me, Phenomena, Bella in Rosa. Di motivi e citazioni razionali per amare Stranger Things ce ne sono a bizzeffe, ma diciamocelo: Stranger Things mi piace perché mi piace! Anche quando mi fa immaginare demogorgoni ovunque.


Cose che ho fatto… Corso fidanzati e costumi di carnevale Come ogni anno da qua…

gente che fa il Black Friday, gente che fa la corona dell'Avvento decrescente

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Avete mai visto la corona dell’Avvento? È una bellissima tradizione, diffusa nei paesi nordici, che vuole abituare soprattutto i ragazzi / bambini all’attesa del Natale, festa della Luce, con la luce delle candele. Si usano 4 candele, una per domenica di avvento, più una che rappresenta il Natale. Ogni candela ha un significato e corrisponde a una domenica di avvento, la prima è detta del profeta; la seconda di Betlemme; la terza dei pastori; la quarta degli angeli. Altri dicono che le candele rappresentano Speranza, Pace, Gioia e Amore. Si accende ogni domenica una nuova candela perché la luce vinca sulle tenebre: usare rami sempreverdi intrecciati a racchiudere le candele serve a indicare l’unità e la vittoria sulla morte. Beh, da noi si usano anche i calendari di avvento pieni di dolci cioccolatini, però Pannolina è un po’ piccola per abbuffarsi di cioccolato: in compenso è sempre strafelice ogni volta che vede accendere una candelina di compleanno, per cui …a…

Natale: non aprite quel pacchetto

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Comincia il Natale e la corsa ai regali. E qui sento la necessità di raccontarvi come la vivo io, poveretta, declutteratrice, minimalista, decrescente…insomma, vi racconto il mio punto di vista sull’intera vicenda Natale e Consumismo.
Mi sono accorta che poche cose mi lasciano svuotata come accorgermi, la mattina di Natale, di quante cartacce e roba inutile siano entrate a casa mia a riempire e ingombrare. Vogliamo parlare dei litri di bagnoschiuma irrinunciabili allo zucchero filato, della consistenza del detersivo piatti? Ma quelli almeno si possono riutilizzare come sapone mani o shampo per auto! Il peggio invece è il ciarpame da cucina. Ho ricevuto un numero abnorme di tazze natalizie. Ecco, secondo me non esiste in assoluto una cosa più triste della tazza natalizia. Tipo che è febbraio e bevi il thè nella tazza con la renna. PERCHE’ deve esistere una cosa del genere? Mi replicherete: “puoi usarla solo a Natale”. Ha senso possedere una cosa usata SOLO a Natale, e che non è una d…

Quell’autunno poverello che riscalda i cuori

Stiamo ormai scivolando verso il Natale, e così potremo considerare archiviato l’autunno…almeno ‘psicologicamente’. L’autunno è stata a lungo la mia stagione preferita, per i nuovi inizi che porta con sé: l’anno scolastico nuovo di zecca, i quaderni profumati di nuovo, qualche felpa che s’aggiungeva all’armadio (rigorosamente di seconda mano da qualche cugina, buttava così anche al liceo ☹), le foglie che crocchiano sotto i piedi, saltare nelle pozzanghere con gli stivali di gomma, la pioggia che lava via la polvere d’estate… Tant’è che prima a Natale mi sentivo un po’ malinconica e la mia festa preferita restava Ognissanti -_- (bambina allegra, eh?) Crescendo ho imparato ad amare anche tutte le altre stagioni, giusto l’inverno mi sta un po’ sul Qlo – dal 7 gennaio in avanti – ma questa è un’altra storia. Resta però vero il fatto che adoro l’autunno, col suo carico incredibile di cose belle, poverelle ma belle, e quelle emozioni pacioccose che sa evocare (oggi co…